Eventi e Progetti

Nuovi ingressi in Consiglio generale, nominati Colombo e Poli

L’assemblea della Federazione Carta e Grafica, riunitasi il 15 settembre, a Milano, ha integrato i propri organi di gestione con nuove designazioni. Nel Consiglio generale sono stati eletti Giovanni Battista Colombo e Lorenzo Poli (Presidente Assocarta), che vanno ad affiancare nell’organismo presieduto da Girolamo Marchi, con i vice Emilio Albertini (presidente Assografici) e Aldo Peretti (presidente Acimga) e Pietro Lironi come Past President, i consiglieri Emanuele Bona, Marco Calcagni e Michele Bianchi.

Giuliana Besozzi e Giuliana Merli entrano nel Collegio dei Revisori dei conti, di cui faceva già parte Giuseppe Dell’Aquila. L’ingresso di Mario Maggioni va a completare il Collegio dei Probiviri, in cui già siedono Domenico Di Marsico, Giorgio Zangarelli, Franco Eller Vainecher, Ernesto Gazza e Flavio D’Andria.

Presentato venerdì 18 il Progetto Sostenibilità della Federazione

La Federazione Carta e Grafica ha presentato il Progetto Sostenibilità, attraverso il quale guidare le aziende della filiera alla pratica implementazione del nuovo paradigma, fondamentale per il futuro della produzione. Il via all’iniziativa è stato dato con il meeting “Sostenibilità e circolarità nella value chain: come promuoverle e comunicarle?”, che si è svolto (qui la locandina dell’evento), sotto forma di webinar, venerdì 18 settembre, dalle ore 11,30 alle 13,30.

Qui il link per accedere alla registrazione della presentazione.

L’approccio sostenibile è una tendenza ormai irreversibile che abbina vantaggi per l’impresa, per l’ambiente e per l’intera catena di creazione del valore. Si fonda sulla circolarità, su un ciclo produttivo virtuoso e senza materiali destinati a smaltimento, da reimpiegare a fine linea come materie prime. Ma è già presente a valle della produzione, fra i valori fondanti delle strategie aziendali, declinato nei tre filoni ambientale, sociale ed economico/finanziario. Per acquisire vantaggio competitivo nel posizionamento sul mercato, scelte e comportamenti di sostenibilità devono essere accompagnati da un’adeguata presentazione da parte dell’azienda. È qui che emerge l’importanza del Progetto della Federazione: dapprima monitorerà il “grado” di sostenibilità delle imprese associate, quindi disegnerà percorsi guidati di affinamento e valorizzazione delle iniziative per la migliore presentazione sul mercato.

Il progetto federativo che accompagnerà le aziende in un percorso verso la pratica attuazione della sostenibilità, è strutturato in quattro fasi, dall’assessment fino alla pratica implementazione nelle aziende delle azioni mirate e coordinate.

“La sostenibilità è un’opportunità da cogliere al volo per le aziende dell’intera filiera – spiega il Direttore della Federazione Carta e Grafica e di Acimga, Andrea Briganti -, che già in misura cospicua sono orientate a comportamenti ispirati all’economia circolare e attenti alla responsabilità sociale d’impresa”.

Obiettivi e finalità del nuovo progetto federativo sono stati presentati da Briganti, insieme con i responsabili  di Assocarta, (in rappresentanza del direttore Massimo Medugno è intervenuto il vice Massimo Ramunni) e di Assografici, Maurizio D’Adda.

“La sostenibilità come chiave evolutiva per le aziende”, con i relativi vantaggi che apporta al modello di business, è stata trattata da Valeria Fazio, Senior Manager di BDO Italia – Divisione Sustainable Innovation. “L’importanza della sostenibilità nelle scelte di investimento” è stata oggetto degli interventi di Francesco Bicciato e di Arianna Lovera, rispettivamente Segretario Generale e Senior Programme Officer del Forum Finanza Sostenibile. “Un esempio di buona pratica: bilancio consolidato e report ambiente e sicurezza del Gruppo Fedrigoni” è stato presentato da Paolo Azzolini, QEH&S del Gruppo Fedrigoni.  Elisabetta Bottazzoli, Project Leader per la Federazione Carta e Grafica ha curato la presentazione del “Progetto al kick off: sviluppo operativo, timing e coinvolgimento delle aziende”.

La Federazione all’Arera: mantenere alti gli standard delle raccolte differenziate

Le istanze più strategiche e urgenti per il mantenimento dei livelli produttivi della filiera carta e grafica sono state portate all’attenzione di ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, nel corso di un’audizione, dalla Federazione Carta Grafica.

Nell’incontro, che si è tenuto ieri, per via virtuale, (qui il link alla sessione completa, l’intervento della Federazione Carta e Grafica per la quale ha partecipato il direttore di Assocarta Massimo Medugno, è a partire dal minuto 1.32’55”) è stato evidenziata l’importanza, per la produzione cartaria, di “assicurare il mantenimento degli elevati standard qualitativi e quantitativi delle raccolte differenziate che costituiscono la principale materia prima della filiera”. 

Per quanto concerne la componente tariffaria dei costi operativi della raccolta differenziata, anziché identificare un unico centro di costo relativo a tutte le attività di raccolta delle frazioni differenziate, vanno previsti singoli centri di costo finali, uno per ciascuna categoria di materiale (flusso) in base all’effettiva significatività del rilievo economico a livello di raccolta e trasporto (es.: rifiuti da imballaggio, rifiuti umidi, rifiuti ingombranti, rifiuti indifferenziati).

La filiera della carta e del cartone muove infatti quantitativi di materiali che ammontano a circa un terzo degli obiettivi di riciclo in Italia. La raccolta complessiva di carta e cartone (raccolta urbana e raccolta su superfici private) è di circa 6,6 mln di tonnellate, delle quali 3,5mln provengono dalla raccolta dei Comuni.

Oggi il tasso di circolarità (rapporto tra materie prime secondarie e la produzione di carta e cartoni) del settore è del 57%, che arriva all’80% nel settore dell’imballaggio, già oltre gli obiettivi di riciclo previsti al 2025 e in linea con quelli previsti al 2030 dalle direttive europee (UE) 2018/851 e (UE) 2015/852 in corso di recepimento.

L’Italia ha già anticipato gli obiettivi di riciclo e recupero e questo deve essere motivo di riflessione a supporto del mantenimento del carattere della sussidiarietà su tutto il territorio nazionale per il sistema CONAI e anche per gli altri sistemi EPR (responsabilità estesa del produttore). Solo un sistema sussidiario al mercato e tenuto all’obbligo di servizio universale sull’intero territorio nazionale può continuare a garantire i Comuni sul ritiro e la valorizzazione delle raccolte differenziate indipendentemente dall’andamento economico, evitando così fenomeni connessi al c.d. “cherry picking” che assicurerebbero il servizio solo nelle aree del Paese più remunerative tralasciando quelle meno convenienti perché in ritardo sull’impiantistica e sui servizi.

Considerata l’esistenza degli accordi quadro ANCI-CONAI per specifici flussi, i relativi costi sostenuti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti di imballaggio dovranno essere successivamente addebitati ai Consorzi di filiera. Per questo sarebbe opportuno disporre di modalità che consentano ai gestori di dare distinta evidenza contabile quanto meno dei: costi operativi diretti obiettivamente associabili a ciascuno specifico flusso di materiale; costi operativi comuni, indirettamente ripartibili (mediante opportuni drivers validati da linee guida di Arera) a ciascun flusso di materiale”.

In materia di Governance del sistema di gestione dei rifiuti il modello non può prescindere dal fatto che i rifiuti speciali e, gran parte di quelli provenienti dalle superfici, commerciali debbono essere gestiti in un mercato concorrenziale non coperto da privativa comunale” conclude Medugno “Mentre occorre fa fronte ad una necessità inderogabile, quella di migliorare il sistema di infrastrutture che nell’assetto attuale condiziona fortemente il riciclo. Senza infrastrutturee non vi è neanche un mercato per la gestione dei rifiuti” Occorre, infatti, prendersi cura degli scarti del riciclo, essenziali per il nostro Paese privo di materie prime. Una soluzione potrebbe essere quella di gestire ciò che residua dal processo di riciclo attraverso la valorizzazione energetica, trattandosi di scarti a base di biomassa che hanno un alto potere calorifico. Ciò avviene già con successo in Germania, nostro diretto competitor industriale.

Qui è possibile accedere al comunicato stampa emesso per dare notizia dell’audizione.

I cinque punti della Federazione per un’Italia più semplice e più circolare

Le proposte delle aziende della filiera della carta e della grafica per Un’Italia più semplice e più circolare. La Federazione Carta e Grafica sintetizza con un documento in cinque punti la sua proposta in materia di Economia circolare, alla vigilia del rilascio dei pareri parlamentari sul recepimento delle direttive comunitarie.

Assimilazione dei rifiuti, pianificazione degli scarti del riciclo, conferimento degli imballaggi biodegradabili, sistemi collettivi di recupero e riciclo e procedure EoW (End of Waste, il processo attraverso il quale un rifiuto torna a svolgere un ruolo utile come prodotto) sono i temi che la Federazione pone all’attenzione del Parlamento con l’obiettivo di semplificare le procedure e migliorare l’approccio all’economia circolare.

Questi punti, esplicitati in una nota stampa emessa dalla Federazione Carta e Grafica, sintetizzano il confronto che si era svolto presso la VII Commissione permanente della Camera dei Deputati, per l’esame congiunto degli schemi di decreto legislativo di attuazione delle direttive che compongono il Pacchetto Economia Circolare dell’Unione Europea.

La Federazione è un soggetto centrale per lo sviluppo dell’economia circolare in quanto tratta la carta, che già di per sé è il biomateriale per eccellenza, e unisce le voci di tutta la filiera che nelle varie fasi raccoglie, ricicla, produce e trasforma la carta in prodotti presenti in ogni ambito della vita quotidiana. L’industria della carta, in particolare, riciclando negli stabilimenti italiani ogni anno più di 5 milioni di tonnellate di carta, pari a circa 10 tonnellate al minuto e con una percentuale di riciclo degli imballaggi in carta ormai stabilmente superiore all’80%, riveste un ruolo strategico nell’economia circolare del Paese.

Marchi: “Nell’emergenza abbiamo dimostrato l’importanza della nostra filiera”

Per la prima volta online, l’Assemblea annuale della Federazione Carta e Grafica è stata celebrata il 24 giugno scorso nell’ambito della Print4AllConference-Future Factory, il grande evento di sistema che ha radunato oltre 1200 partecipanti, 400 dei quali dall’estero. Alla relazione del Presidente Girolamo Marchi, che ha tenuto il primo intervento della giornata, hanno fatto seguito approfondimenti sulle tematiche guida dell’azione della Federazione: Industry 4.0, economia circolare sostenibilità. Su quest’ultimo argomento, in particolare, è stato annunciato un progetto di accompagnamento e sostegno alle aziende che fanno capo alle Associazioni federate Acimga, Assocarta e Assografici. I particolari sono nel comunicato qui allegato.

La Federazione, attraverso la sua azione, ha raggiunto l’obiettivo di mettere in evidenza il ruolo essenziale durante i giorni più difficili dell’emergenza Covid-19 ricoperto dalla maggior parte dei settori rappresentati (carta, cartone e paste per la carta, produttori di macchine per stampa, cartotecnica e converting, aziende di stampa commerciale ed editoriale, pubblicitaria e commerciale, trasformazione di carta, cartone e imballaggio flessibile). “Un tavolo efficace per portare istanze alla Politica in forma coordinata”, ha sottolineato il Presidente Marchi.

Nel corso dell’evento Print4AllConference, che ha ospitato l’Assemblea della Federazione Carta e Grafica, Andrea Briganti, direttore generale della Federazione Carta e Grafica e di Acimga, ha annunciato le nuove date della fiera Print4All, che coinvolge la gran parte della filiera, in programma dal 3 al 6 maggio 2022 in FieraMilano. L’evento, con la notizia dell’Assemblea, è stato ripreso da tutta la stampa specializzata, di cui qui si riporta una selezione Converting, ItaliaGrafica, MediaKey.

L’Assemblea annuale della Federazione il 24 giugno in Print4All Conference

L’intera filiera della carta, della grafica e della stampa è chiamata a raccolta nell’appuntamento con la Print4All Conference – Future Factory: la Federazione Carta e Grafica ha scelto l’evento del 24 giugno per celebrare la propria Assemblea pubblica annuale, a sottolineare l’importanza di un incontro ricco di contenuti di interesse per l’intera community, che rappresenterà un’occasione imperdibile di confronto su temi come la sostenibilità e il 4.0 applicati all’impresa del futuro (qui la locandina della manifestazione).

I numeri di preregistrazione della Print4AllConference – Future Factory (cliccare qui per l’iscrizione) al 9 giugno (oltre 650 iscritti da 30 Paesi) connotano l’evento del prossimo 24 giugno come momento di riferimento per la community allargata e globale del printing, del converting e del packaging, con il coinvolgimento dell’intera industry, dai materiali e supporti, ai produttori di tecnologie e alle aziende di stampa.

La preview dello scorso 18 maggio, che ha riunito 500 partecipanti da 29 Paesi e una trentina di testate internazionali dei settori rappresentati, ha fornito un significativo panorama dei temi che saranno oggetto dell’evento.  Andrea Briganti, direttore di Acimga (insieme con Argi promotore dell’evento) e della Federazione Carta e Grafica, ha evidenziato la filosofia alla base dell’iniziativa: riunire la community internazionale del printing, del converting e del packaging, dai produttori di tecnologie ai brandowner, per affrontare insieme le sfide future del settore. A seguire, il segretario generale dell’Argi, Enrico Barboglio ha condiviso una riflessione su come il Covid-19 abbia fatto rileggere l’importanza delle connessioni, anche nell’industria della stampa.  Alice Bodreau, Global Partners Manager di Ellen MacArthur Foundation, ha illustrato alcuni passaggi necessari per passare dall’economia lineare a quella circolare. Infine, Fabrizio Renzi, President & CEO rnbgate rnb4culture, Angel Investor e partner IBM ed esperto di intelligenza artificiale, ha lanciato alcuni spunti per rinnovare i processi in modo “disruptive” all’interno del mondo della stampa, mettendo in risalto le caratteristiche dell’economia circolare, capace di coniugare esigenze ambientali e creazione di valore, e delle applicazioni avanzate dell’Intelligenza artificiale che fanno evolvere e non sostituiscono il fattore umano nella produzione, in prospettiva con la filiera completa.

Una monografia racconta la filiera cartaria protagonista della bioeconomia

La filiera della carta e del riciclo, che in questi ultimi mesi ha dimostrato la sua essenzialità come ecosistema industriale portante del sistema economico italiano, è raccontata nella monografia a cura di Mario Bonaccorso,La #carta protagonista della #bioeconomia” realizzata da Materia Rinnovabile (edizione Ambiente). Il lavoro presenta tutti i  punti di forza e le potenzialità di una industria sostenibile, circolare, innovativa, digitalizzata – grazie all’integrazione  Industry 4.0. – pronta per le sfide del Terzo Millennio.

La presentazione della monografia è avvenuta martedì 26 maggio nel corso del dibattito “BIOECONOMIA, CIRCOLARITA’ E INNOVAZIONE NELLA FILIERA CARTARIA” diffuso in diretta streaming sul sito di Materia Rinnovabile, moderato dal giornalista Sergio Ferraris, organizzato da Edizioni Ambiente con Comieco e Federazione Carta e Grafica,  tuttora visibile sulla pagina Facebook della rivista (cliccare qui).  

La filiera – rappresentata dalla Federazione Carta e Grafica – produce l’1,4% del PIL annuale con 150.000 addetti diretti a partire dal 57% di materia prima riciclata, con punte dell’ 80% nelle carte per imballaggio. Si inserisce in un ecosistema industriale che lavora in senso circolare, con una tempistica di circa due settimane a partire dalla raccolta differenziata alla re-immissione della carta da riciclare nel pulper di cartiera, al nuovo packaging pronto sullo scaffale.

Un sistema industriale, quello della produzione e del riciclo di carta, che investe in innovazione e 4.0 creando ricchezza e posti di lavoro. Se, infatti, allargassimo l’obiettivo dall’Italia all’Europa troveremmo una “forest-based-industry” che genera oltre 500 miliardi di Euro annui con il 20% della forza lavoro. Il tema della foresta – che nella mentalità comune risulta distante se non in contrapposizione  alla circolarità – è invece l’asse portante dell’ecosistema industriale della filiera della carta e del riciclo.

“La sfida della bioeconomia circolare – ha commentato il presidente della Federazione Carta e Grafica e di Assocarta, Girolamo Marchi -alla luce dei nuovi obiettivi europei della Green Recovery è anche quella di comunicare la foresta e la biodiversità come parte integrante della circolarità della filiera, che già nei fatti risulta integrata e circolare dai tempi in cui dal riciclo degli stracci si inizio’ ad utilizzare cellulosa per produrre carta”.

 

Carta e sostenibilità, il 22 maggio confronto in diretta web su ricicla.tv

Il mondo della carta e la sfida della sostenibilità è il tema del confronto in programma venerdì 22 maggio, al quale prenderanno parte Andrea Briganti, direttore della Federazione Carta e Grafica e di Acimga, Massimo Medugno, direttore di Assocarta, Maurizio D’Adda, direttore di Assografici e l’on. Chiara Braga componente della Commissione Ecomafie,  moderati dal giornalista Luigi Palumbo. L’incontro sarà trasmesso, a partire dalle ore 11 di venerdì 22, in diretta web sulla pagina Facebook di Ricicla.tv e sul sito www.ricicla.tv. L’organizzazione è a cura di Ricicla.tv, in prospettiva del GreenSymposium 2020, per il cui svolgimento, inizialmente in  programma lo scorso aprile, si attende la scelta di nuove date.

La Federazione ascoltata in audizione al Senato sull’Economia circolare

“La Federazione Carta e Grafica apprezza l’approccio scelto dall’Italia per attuare il pacchetto economia circolare della UE. I decreti legislativi di attuazione all’esame del Parlamento sono pienamente aderenti alle direttive e abbiamo elaborato dei contributi volti a chiarire o semplificare alcuni specifici aspetti, quali la normativa sull’end of waste, non ancora aderente al quadro comunitario, la tracciabilità dei rifiuti, la qualifica di sottoprodotto e le operazioni cernita”.

Lo hanno affermato i rappresentanti della Federazione Carta e Grafica intervenendo nella Commissione Ambiente del Senato in audizione sugli schemi dei decreti legislativi di attuazione del pacchetto economia circolare.

“Resta la necessità di incidere sul Recycling Habitat rafforzando le infrastrutture per la gestione dei rifiuti che provengono dal processo di riciclo, capacità quest’ultima che in Italia sta progressivamente aumentando e rendere l’EoW ‘caso per caso’ aderente al quadro comunitario, evitano il cosiddetto Gold Plating – commenta la Federazione – mentre la raccolta differenziata della carta deve continuare ad essere considerata essenziale per la gestione dei rifiuti e per l’Economia Circolare in Italia. La filiera della carta è un Ecosistema che tramite la rinnovabilità e il riciclo, rende disponibili prodotti per l’igiene, imballaggi per alimenti e farmaci e informazione. Andando oltre il pacchetto europeo sull’economia circolare, per sostenere efficacemente l’economia è necessario rimediare all’assenza della norma sul rafforzamento di Industria 4.0 nel decreto rilancio. Altrimenti alla fine del 2020 si arriverà all’esaurimento di una norma rivelatasi in grado di incentivare concretamente gli investimenti in beni, tecnologie e formazione per l’economia circolare”.

Qui alcuni resoconti di stampa dell’incontro, dell’agenzia specializzata staffettaonline e di radioradicale (il file video riguardante la Federazione è il n. 7).

La Federazione aderisce al Manifesto per un nuovo Green Deal per l’Italia

La Federazione Carta e Grafica ha sottoscritto il Manifesto “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia”, iniziativa con la quale il mondo delle imprese italiane, pesantemente colpito dalla pandemia del Covid-19, punta a rilanciare l’economia in chiave green. La sigla è stata apposta per la Federazione dal Presidente Girolamo Marchi, insieme con 110 esponenti di importanti imprese e organizzazioni di imprese.

Un nuovo Green Deal è la via da seguire per una più forte e duratura ripresa perché valorizza le migliori potenzialità dell’Italia: quelle legate alle produzioni di qualità, sempre più green; quelle in cui ha raggiunto livelli di eccellenza, come il riciclo dei rifiuti, pilastro dell’economia circolare, l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili di energia e l’innovazione digitale; temi, questi, a cui si ispirano i valori e l’attività quotidiana delle aziende della filiera della carta, della grafica, delle tecnologie per la stampa ed il converting. Accanto a questi, gli altri temi chiave della manifattura italiana: il modello di agricoltura sostenibile e delle altre attività della bioeconomia rigenerativa; le città, da rilanciare con un vasto programma di rigenerazione urbana in chiave green; l’importanza del capitale naturale, necessario per il rilancio di diverse attività economiche come il turismo; la transizione a basse emissioni e con carburanti alternativi verso la mobilità decarbonizzata, elettrica e condivisa.

I pacchetti di stimolo all’economia non devono aumentare le emissioni di gas serra e gli impatti ambientali, trasferendo ulteriori costi sul nostro futuro. Conclude il Manifesto: un nuovo Green Deal è la via innovativa da percorrere per la rinascita dell’Italia.

Il Manifesto con i primi 110 firmatari sarà inviato anche al Governo e ai Parlamentari di maggioranza e di opposizione, nonché ad esponenti delle Istituzioni europee. La raccolta di adesioni del mondo delle imprese e della più vasta opinione pubblica proseguirà sul sito www.greendealitalia.it

#lagentedellacarta in un video che racconta la filiera in prima linea

 

La Federazione Carta e Grafica aderisce alla campagna #lagentedellacarta, iniziativa di riconoscimento a tutti i lavoratori e gli operatori della filiera rappresentata da Acimga, Assocarta, Assografici che sottolinea quanto le imprese del settore siano strategiche nel garantire servizi essenziali ai cittadini e alle comunità. Un ruolo rappresentato con un video che sta ottenendo grande diffusione in rete.

L’industria della carta, della stampa e della trasformazione è in prima linea nell’emergenza dettata dall’epidemia del coronavirus: continua a produrre imballaggi per alimenti e medicinali, carte igienico sanitarie mai come in questo momento indispensabili, carte per usi speciali e medicali, per la cultura e l’informazione.

Dobbiamo essere grati e riconoscenti alle persone e alle imprese che stanno lavorando per noi: agli operai, ai collaboratori, a tutti gli  operatori della nostra filiera e agli organi della stampa che ci stanno supportando in questa fase di emergenza: #questoviruslofermiamouniti.

 

Federazione Carta e Grafica: 5 proposte per l’Economia Circolare

Su la Repubblica del 31 marzo 2020 la Federazione Carta e Grafica presenta le sue attività e proposte per l’Economia Circolare. Industria 4.0 e approvvigionamento responsabile sono fondamentali per una filiera che fa dell’economia circolare una caratteristica essenziale, soprattutto in un periodo complicato come quello attuale, in cui il ruolo essenziale svolto nella filiera produttiva di molti beni di prima necessità si abbina all’imperativo di ottimizzare le materie prime.

La filiera della carta, della stampa e della grafica è in prima linea, con una risposta all’altezza della sua rappresentatività nel sistema manifatturiero italiano: l’insieme dei settori industriali rappresentati fattura 24,9 miliardi, conta oltre 18mila aziende con quasi 172mila addetti.

I servizi pubblicati dal quotidiano sono stati anche diffusi nel sito di Repubblica, accessibili da qui.

La Federazione Carta e Grafica rende omaggio alle vittime del coronavirus

Oggi 31 marzo, alle ore 12, l’industria cartaria, della stampa, della trasformazione e dell’imballaggio e delle annesse tecnologie si unisce al minuto di silenzio in memoria delle vittime del coronavirus, insieme con i Sindaci italiani che,  con indosso la fascia tricolore, saranno davanti ai propri municipi in silenzio e con le bandiere esposte a mezz’asta in segno di lutto per ricordare le vittime, per onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari e in segno di solidarietà con tutte le comunità che stanno pagando il prezzo più alto.

“Come Federazione Carta e Grafica – scrive il Direttore Andrea Briganti -, interpretando un sentimento diffuso, ci uniamo a questo momento di lutto e solidarietà chiedendo alle nostre aziende, che sono in gran parte attive nella produzione di beni essenziali, di sospendere le attività e di unirsi al minuto di silenzio e raccoglimento insieme ai Sindaci di tutta Italia. Un piccolo gesto per testimoniare, in questo difficile momento, la vicinanza e la relazione profonda della nostra industria con le comunità ed i territori”. 

Un Manifesto contro fake news e luoghi comuni sulla carta

Fare buona comunicazione sui vantaggi della carta e contrastare le notizie false in circolazione. I cittadini e le imprese italiane ed europee hanno piena disponibilità sul mercato di prodotti cartari da acquistare e utilizzare senza mettere in pericolo lo stato delle foreste, la disponibilità di legno per le generazioni future e la presenza di alberi sul Pianeta. Occorre diffondere informazione e consapevolezza, soprattutto in una fase complicata per l’economia e la società, in cui l’importanza di imballi e confezioni diventa ancora maggiore in termini di sicurezza, riciclabilità e disponibilità di approvvigionamento.
TwoSidesItalia ha diffuso il Manifesto per la corretta informazione al consumatore e contro i luoghi comuni sulla carta, al quale si può accedere direttamente cliccando qui , oltre che attraverso il sito ufficiale di TwoSidesItalia .

Imprese della filiera carta e grafica in prima linea nell’emergenza coronavirus

Scaffali svuotati e subito riforniti. L’emergenza coronavirus fa crescere a due cifre la domanda nei supermercati e nei negozi di alimentari e di articoli per la casa. Accanto alla grande distribuzione, sono sotto pressione i comparti farmaceutico, dell’igiene (con le carte igienico-sanitarie): tutti settori per i quali è strategico il ruolo delle imprese che fanno capo alla Federazione Carta e Grafica.

La confezione di ogni prodotto (e in alcuni casi il prodotto stesso, come fazzoletti, tovaglioli e carte per uso igienico), sia esso presente sullo scaffale, sia che venga recapitato con e-commerce, arriva da questa filiera, che in questo periodo di emergenza non può fermarsi, anzi deve accelerare la produzione. Non solo per assicurare continuità alle forniture, ma anche per supportare segmenti strategici come quelli dell’informazione e della cultura (quotidiani, riviste e libri).

Dalle aziende del settore, che formano una filiera che vale 24,9 miliardi di fatturato, l’1,4% di Pil e un saldo commerciale attivo di 3,6 miliardi (dati 2018), sale un messaggio forte di presenza attiva e di fiducia per il Sistema-Italia. “Le nostre aziende offrono un esempio della capacità di soddisfare esigenze pressanti della collettività, abbinata alla necessità di non fermare il sistema industriale italiano – dichiara Girolamo Marchi, presidente della Federazione – In questo momento siamo particolarmente impegnati e responsabilizzati, pur tra mille problemi e salvaguardando la salute dei lavoratori: senza il packaging realizzato dalle nostre imprese, da cui escono gli imballi destinati poi al dosaggio e confezionamento finale nelle industrie dei prodotti food e non-food, si fermerebbe la catena distributiva, l’e-commerce non potrebbe confezionare e consegnare, senza le nostre imprese di stampa anche il settore dell’informazione andrebbe in crisi. La carta è, inoltre, un presidio fondamentale per l’igiene e i nostri produttori di macchine, orgoglio del made in Italy, sono al lavoro per rispettare i tempi di consegna e fornire assistenza anche da remoto, grazie alle tecnologie dell’Industria 4.0, ai clienti di tutto il mondo a dispetto delle difficoltà nei collegamenti internazionali. Consapevoli di tutto questo – conclude Marchi -, siamo tenacemente in prima linea grazie a maestranze qualificate, il cui spirito di dedizione merita il nostro plauso, e con gli imprenditori presenti in azienda ogni giorno, a fare la nostra parte per le esigenze di oggi e per contribuire alla ripresa che verrà”.

Industry 4.0 ed Economia Circolare: la Federazione a Connext 2020

Industry 4.0 ed economia circolare sono i temi che caratterizzeranno la partecipazione della Federazione Carta e Grafica a Connext 2020, l’incontro nazionale di networking b2b, organizzato da Confindustria al MiCo – Milano, il 27 e 28 febbraio prossimi.

La Federazione sarà presente infatti, insieme con le componenti associative Acimga, Assocarta, Assografici e Comieco, in uno spazio dedicato, nell’ambito dei driver tematici Fabbrica 4.0 ed Economia ad alto tasso di circolarità.

Connext è l’evento confindustriale nato lo scorso anno (clicca per presentazione video) per rafforzare l’ecosistema del business attraverso l’integrazione sia orizzontale sia verticale, la contaminazione con il mondo delle startup, e la crescita delle filiere produttive. L’edizione 2020 è rafforzata dal Marketplace digitale, piattaforma che consente di programmare online gli incontri B2B: una vetrina importante per guardare oltre i confini del proprio business, conoscere nuovi partner, clienti e fornitori, consultare i profili aziendali dei partecipanti, pianificare l’agenda dei contatti.

La spinta verso l’innovazione tecnologica, in particolare attraverso lo sviluppo di Industry 4.0, e l’economia circolare sono, insieme con la formazione e l’internazionalizzazione, i temi portanti dell’azione della Federazione Carta Grafica la cui presidenza, da luglio scorso, è affidata a Girolamo Marchi.

La Federazione rappresenta una componente di rilievo della manifattura italiana con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’I,4% del PIL, oltre 18.000 aziende e quasi 172.000 addetti, e una bilancia commerciale in attivo per 3,6 miliardi di euro. Il saldo positivo con l’estero, in particolare, è cresciuto del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate e differenti nei singoli comparti.

 Sul tema Industry 4.0 la Federazione Carta e Grafica vanta il primato di aver avviato in ambito confindustriale già da quasi quattro anni (vedi l’articolo con gli aggiornamenti dell’attività), in parallelo con la sua costituzione formale, l’implementazione delle innovazioni all’interno di una filiera completa attraverso un’iniziativa dedicata. Il progetto Industry 4.0, sviluppato in partnership con SDA Bocconi, è oggi alla terza fase, con il trasferimento di know how e tecnologie all’interno delle singole aziende, favorito dalla proroga delle incentivazioni di Stato, riformulate per il 2020 come credito d’imposta nell’ultima stesura degli emendamenti alla legge di Bilancio.

Le imprese che costituiscono la Federazione, oltre che all’avanguardia sul fronte 4.0, esercitano un pratico esempio di bioeconomia circolare immettendo nel ciclo produttivo la carta da riciclare raccolta sul territorio, e riducendo così i rifiuti grazie agli impianti cartari. L’industria cartaria nazionale è il terzo riciclatore, a livello europeo, con più di 5 milioni tonnellate di riciclo (10 tonnellate al minuto), mentre la raccolta differenziata industriale e urbana della carta è di circa 6,5 milioni di tonnellate.
Oggi il 56,6% (tasso di circolarità) delle carte e cartoni prodotti in Italia è realizzato a partire da carta riciclata e per alcune produzioni (carte e cartoni per cartone ondulato) la carta da riciclare è l’unica materia prima, con tassi di riciclo che nel comparto  dell’imballaggio sono già all’80%, in linea con gli obiettivi previsti dalle nuove direttive comunitarie in materia.

Progetto Industry 4.0: parte la fase 3. Le novità sugli incentivi

Il Progetto Industry 4.0 della Federazione Carta e Grafica per le imprese associate giunge alla terza fase, quella dell’implementazione in azienda, proprio nei giorni in cui sono alle battute finali le scelte del Governo per la proroga degli incentivi 4.0 che saranno previsti dalla stesura definitiva della legge di Bilancio.

Il nuovo step del Progetto, successivo alla formazione in aula, tenuta a fine settembre, consiste nella consulenza presso i singoli Associati sullo stato dell’arte dei processi aziendali e le azioni necessarie per l’evoluzione 4.0. Anche questo è realizzato in partnership con SDA Bocconi School of Management, con il supporto metodologico del team di professionisti coordinati dal prof. Enzo Baglieri, membro del Comitato Scientifico Industria 4.0 della Federazione.

Consiste in un auditing di due giornate, in cui sarà analizzato lo stato dell’arte Industry 4.0 dell’azienda osservata e la coerenza della situazione attuale in termini di disponibilità di dati, processi, macro-competenze e tecnologie rispetto all’obiettivo strategico di implementazione di un piano 4.0. Il team della SDA Bocconi – di recente collocata sul podio fra le business school d’Europa, classificata terza nel ranking 2019 del Financial Times dopo Londra e Parigi -, procederà quindi all’indicazione delle linee guida per lo sviluppo della combinazione di dati-processi-competenze-tecnologie necessari per il raggiungimento dell’obiettivo strategico.

Il passo ulteriore d’implementazione delle tecnologie 4.0 per l’interconnessione dei processi industriali sarà favorito dalla proroga delle incentivazioni di Stato, riformulate per il 2020 come credito d’imposta nell’ultima stesura degli emendamenti alla legge di Bilancio.

Principali novità, oltre alla diversa forma di erogazione dell’incentivo (precedentemente somministrato come super e iper ammortamento), sono l’introduzione del limite di 10 milioni all’investimento e, a fronte di una limatura nell’ordine dei decimali del vantaggio fiscale effettivo, la possibilità di usufruirne in un periodo più breve, 5 anni in luogo dei precedenti 6-8. Questo articolo del Sole24Ore riporta le novità e anticipa la nuova formulazione che, va precisato, deve ancora superare l’esame parlamentare finale (che avverrà entro il limite del 31 dicembre).

Il libro va, ma si legge ancora poco: la lettura dev’essere incentivata

La carta non solo è un perfetto esempio di economia circolare in termini energetici: grazie alle sue caratteristiche, valorizzate nelle applicazioni di lettura, rappresenta anche energia per la mente. Per questi motivi, dare impulso a libri, quotidiani, riviste periodiche, è un’azione virtuosa non solo per la cultura, ma per un’intero sistema industriale che, nella filiera completa della carta, editoria, stampa e trasformazione, sviluppa un fatturato globale di 31,4 miliardi (dati 2018), pari all’1,8% del Pil nazionale.

Queste indicazioni, unitamente all’approfondimento dei dati economici (riportati da varie testate fra cui il Sole24Ore), sono state al centro dell’incontro “L’insostituibile autorevolezza del leggere“, sviluppato venerdì 15 novembre in BookCityMilano2019, promosso dalla Federazione Carta e Grafica.

“Accanto alla lettura, va sottolineata l’importanza di promuovere anche la relativa filiera, conoscere e sostenere un sistema produttivo in grado di garantire nel Paese cultura e informazione in maniera sostenibile”, ha affermato Girolamo Marchi, presidente della Federazione Carta e Grafica.

I dati congiunturali resi noti evidenziano che il sostegno pubblico funziona: l’editoria libraria, cresciuta del 2,7% in fatturato nell’ultimo anno, ha potuto contare sul successo del “bonus cultura” per i 18enni, che ha contribuito a invertire la tendenza di una crisi che ormai affonda le radici nel lontano 2004: negli ultimi tre anni, da quando è attiva la misura (che sarà reiterata nel 2020 nella Legge di Bilancio, art.43, ed estesa dal prossimo anno anche agli abbonamenti a giornali), il settore è in recupero. Lo scorso anno si sono registrati 430mila fruitori, con l’80% della spesa destinata ai libri, per un controvalore quantificabile in circa 172 milioni di euro.

Nel corso dei due dibattiti a più voci che hanno fatto seguito alla presentazione dei dati, curata da Cinzia Caradini (vi hanno preso parte tutte le componenti della filiera, insieme con il vertice della Federazione Carta e Grafica, main sponsor di BookCityMilano2019), è stata anche avanzata la proposta di uno strumento più strutturale, come la possibilità di detrarre dalle imposte sul reddito delle persone fisiche il 19% di quanto speso nel corso dell’anno per comprare libri e giornali quotidiani e periodici, gli ultimi due settori attualmente ancora in sofferenza.

L’incontro in BookCity ha visto a confronto le esperienze e le buone pratiche nella promozione della lettura realizzate da due grandi metropoli come Milano e Barcellona, con Stefano Parise, Vice Direttore cultura del Comune di Milano e Coordinator Milan Creative City Unesco for Literature, Marina Espasa, Direttore Unesco Office Barcellona, Città della Letteratura – City Council, Johnny Dotti e Andrea Rapaccini autori de “L’Italia di tutti”.

La successiva tavola rotonda, moderata come la prima da Pier Luigi Vercesi, editorialista del Corriere della Sera, ha approfondito il tema della lettura sotto il profilo editoriale-imprenditoriale, attraverso i contributi del presidente della Federazione Carta e Grafica Marchi, di Filippo Del Corno Assessore alla cultura Comune di Milano, Gian Arturo Ferrari, Presidente Collegio Ghislieri ed esperto editoria, Ricardo Franco Levi Presidente AIE, Piergaetano Marchetti Presidente di BookCity, e Karen Nahum, Vice Direttore Generale Area Publishing & Digital de Il Sole 24 Ore.

 

 

Industry 4.0, fase terza: il progetto arriva dentro le aziende

 

Il Progetto Industry 4.0 della Federazione Carta e Grafica, completata la seconda fase, passa agli interventi nelle aziende.

Il nuovo step applicativo del Progetto ha luogo dopo le due giornate di formazione in aula svolte presso la SDA Bocconi, che, lo scorso settembre, sono servite a focalizzare le conoscenze delle aziende partecipanti e fornito indicazioni concrete verso l’implementazione del nuovo paradigma produttivo.

L’intervento diretto nelle aziende sarà assistito dal pool di esperti coordinati dal prof. Enzo Baglieri di SDA Bocconi ed è stato sviluppato, nel programma e nelle condizioni, a misura degli associati.

L’interesse suscitato dall’iniziativa, propiziato dalle condizioni favorevoli per le imprese che anche in futuro intraprenderanno il percorso Industry 4.0, ha indotto inoltre la Federazione Carta e Grafica a prevedere una prossima riedizione del corso, con duplice declinazione: una sarà riservata alle aziende che non hanno avuto modo di partecipare lo scorso settembre per la concomitanza con altri eventi, un’altra, sviluppata in base ai feedback raccolti, avrà una profilatura specificamente rivolta ai top manager delle aziende medio-grandi e ai titolari delle PMI.

L’iniziativa, terza fase del programma sviluppato con SDA Bocconi, riceve ulteriore spinta dalla notizia (qui l’articolo sul tema del Sole24Ore, tratto dalla rassegna stampa di Federazione) della proroga degli incentivi prevista dal disegno di legge di bilancio 2020 (qui in allegato l’estratto con gli artt. 22 (Incentivi fiscali all’acquisizione di beni strumentali e per l’economia circolare), 23 (Credito di imposta per la formazione 4.0) e 26 (Nuova Sabatini, investimenti al Sud ed investimenti eco-sostenibili delle PMI)). Va tenuto conto che le disposizioni previste nel ddl sono suscettibili di variazioni nel corso dell’iter parlamentare, avviato il 2 novembre con la trasmissione del testo al Senato da parte del Governo, che prevede la doppia approvazione del Disegno di Legge, con le eventuali modifiche, entro il 31 dicembre 2019.

“L’insostituibile autorevolezza del leggere”. La Federazione@BookCity19

Anche quest’anno la Federazione Carta e Grafica è partner di Bookcity Milano BCM#19 con l’obiettivo di sostenere e promuovere la lettura quale bene pubblico primario per la formazione di giovani e adulti.

In particolare la Federazione è promotrice insieme a BookCity dell’evento sul tema “L’insostituibile autorevolezza del leggere”. Si discuterà del ruolo sociale della filiera della cultura e dell’informazione, evidenziando  le criticità, le opportunità e gli sviluppi in  termini economici. L’evento è previsto venerdì 15 Novembre, alle ore 15, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco. Qui la locandina dell’evento

Con Marina Espasa, Stefano Parise, Johnny Dotti, Andrea Rapaccini, Girolamo Marchi, Ricardo Levi, Andrea Riffeser, Filippo Del Corno, Gian Arturo Ferrari e Piergaetano Marchetti.

Modera Pier Luigi Vercesi.

Ulteriori particolari nel comunicato qui allegato.

 

Forum nazionale Bioeconomia delle foreste il 30 e 31 ottobre

La Federazione Carta e Grafica è in prima linea nel promuovere cultura e fare informazione sulla carta e sulla intera filiera di produzione. Lo conferma il sostegno al Forum nazionale sulla gestione forestale sostenibile “La Bioeconomia delle foreste(cliccare per il programma), che si terrà a Roma il 30 e 31 ottobre prossimi, promosso da Legambiente (qui il link per aderire all’evento).

L’appuntamento è alla seconda edizione: è nato infatti lo scorso anno con l’obiettivo di contribuire a delineare una nuova strategia per le foreste italiane, condivisa tra soggetti pubblici, imprese, operatori, istituzioni, enti di ricerca e stakeholder, che riconosca il ruolo multifunzionale delle infrastrutture verdi e che metta al centro due elementi chiave: la tutela della biodiversità e le produzioni green.

La Federazione, proprio in questi giorni, è impegnata nella campagna “Naturalmente io amo la carta”, promossa da  TWOSIDES, che ha l’obiettivo di informare correttamente il pubblico dei consumatori e in particolare dei più giovani, sfatando il luogo comune che tende ad associare l’uso della carta al fenomeno della deforestazione. Luogo comune che la filiera della carta e dell’informazione intende contrastare con #notizievere supportate da dati sulla forestazione (FAO 2015-2015) e sul riciclo della carta (ERPC European European Paper Recycling Council 2018).

 

 

Il bonus lettura funziona. Il governo pensa di renderlo permanente

Il “bonus lettura”, la misura governativa rivolta ai giovani per incentivare i consumi culturali, nel primo triennio di applicazione ha esercitato un effetto benefico  in particolare per il settore dell’editoria e del libro. Segnali positivi giungono in questi giorni dal governo: ieri, rispondendo a una specifica interrogazione sul tema, il sottosegretario ai Beni culturali, on. Lorenza Bonaccorsi, ha confermato che il ministro Dario Franceschini ha inserito la richiesta di rendere permanente il bonus cultura tra le proposte del Mibac per la manovra di bilancio. Il bonus, come riferito dal sottosegretario in risposta a un’interrogazione rivolta dai deputati Gabriele Toccafondi e Michele Anzaldi al ministro della Cultura, è stato finora uno stimolo importante soprattutto per il settore dell’editoria e del libro (compresi i libri scolastici), con circa l’80% della spesa fatta per acquisto di libri. Rispetto a una platea di circa 500mila potenziali fruitori, il numero dei diciottenni che hanno usufruito del bonus è cresciuto costantemente, con circa 356mila nel 2016, saliti a 417mila nel 2017 e 430mila lo scorso anno.

In una nota (disponibile qui in allegato), la Federazione Carta e Grafica ha espresso la propria soddisfazione: “Le affermazioni del sottosegretario sono incoraggianti, Da parte della filiera della carta vi è pieno sostegno – ha affermato il presidente Girolamo Marchi -. I dati, confermati dal governo, indicano che nel primo triennio la misura è stata di stimolo per i consumi culturali e in particolare per il settore dell’editoria e del libro. E’ ciò di cui l’Italia ha bisogno, a fronte degli indici di lettura che vedono il nostro Paese indietro rispetto al resto della Ue, magari estendendolo ai giornali. Come più autorevolmente affermato dal Capo dello Stato, alcune settimane fa – ha concluso Marchi -, il ruolo della lettura e del libro nei processi di apprendimento e di formazione è fondamentale”.

La carta è campionessa di economia circolare. Reportage dal Miac di Lucca

Carta come sostenibilità ed efficienza energetica, economia circolare, competitività: sono alcune delle parole chiave che ben descrivono l’industria della carta e del cartone, che la scorsa settimana ha celebrato a Lucca il MIAC, appuntamento fieristico di riferimento del settore.

L’industria cartaria italiana si conferma al 4° posto europeo – dopo Germania, Svezia e Finlandia – con un primato nella produzione di carta tissue e il terzo posto nella produzione di carta per imballaggio. E nelle carte per imballaggio si colloca una percentuale di riciclo da record pari all’81,1%. Risultati lusinghieri per “un settore che ha saputo coniugare l’uso di materie prime rinnovabili con il riciclo dei propri prodotti a fine vita in una prospettiva di effettiva economia circolare”, come ha sottolineato Girolamo Marchi, che presiede Assocarta e la Federazione Carta e Grafica, ma che ha all’orizzonte una congiuntura complicata, “in un quadro condizionato dal calo del commercio globale che risente delle politiche protezionistiche e del clima di crescente incertezza geo-economica”.
Il punto sul settore è stato tracciato con efficacia da Maria Moroni in questo articolo su Metaprintart.info.

Industry 4.0: dopo il corso con SDA Bocconi già si lavora alla fase 3 nelle aziende

Concluso con successo il corso alla SDA Bocconi, a Milano, fase due del Progetto Industry 4.0, la Federazione Carta e Grafica già lavora al segmento successivo, quello dell’assessment, che permetterà alle singole aziende di diventare operative con programmi specifici.

“Abbiamo investito in questo progetto, ottenuto una partecipazione importante (17 partecipanti in rappresentanza di 14 aziende, assortite nell’intera filiera, n.d.r.), sia in termini quantitativi, sia qualitativi, e stiamo raccogliendo feedback di soddisfazione – commenta Carlo Emanuele Bona, (nella foto) consigliere della Federazione responsabile di Industry 4.0 -: il lavoro sviluppato è stato apprezzato e, soprattutto, ritenuto utile. Il piano nazionale di incentivazioni ha funzionato come stimolo agli investimenti e ora punta a imprimere un approccio più innovativo alla produzione, fino alla distribuzione dei prodotto, ma non basta: la misura Industria 4.0 va rinnovata con la prossima Legge di Stabilità ed estesa agli investimenti in materia di Economia Circolare”.

Gli aggiornamenti sul Progetto Industry 4.0, a consuntivo del corso in SDA Bocconi, sono stati oggetto del Comunicato stampa diffuso il 3 ottobre scaricabile qui

Editoria e lettura: apprezzamento per i sostegni annunciati da Martella

Il presidente Girolamo Marchi (a sin.) e il sottosegretario Andrea Martella

Le recenti parole del sottosegretario all’Editoria Andrea Martella, nell’intervista a La Repubblica, sulle sue prime linee programmatiche in materia di editoria sono incoraggianti.

Comincia così il comunicato stampa (scaricabile qui) diffuso dalla Federazione Carta e Grafica a commento della posizione con cui l’esponente del Governo Conte ha esordito pubblicamente nel ruolo affidatogli, inquadrando il sostegno all’editoria come mezzo per garantire il pluralismo e il sostegno alla lettura, anche come strumento di tutela dei giovani dal pericolo delle fake news. Sono obiettivi che la Federazione Carta e Grafica condivide e sostiene in modo attivo nel dialogo con le Istituzioni, sia nella Commissione Cultura del Senato che negli Stati generali sull’editoria la Federazione ha già portato al tavolo proposte concrete in merito.

“In particolare – afferma Girolamo Marchi, presidente della Federazione Carta e Grafica – sarebbe di straordinario valore, sociale oltre che culturale, estendere l’utilizzo del bonus cultura da parte dei neo diciottenni all’acquisto di abbonamenti a giornali e periodici sia cartacei che digitali. In un’ottica di più lungo periodo, una volta individuate coperture adeguate, la Federazione riterrebbe auspicabile anche una norma di carattere strutturale che estenda all’acquisto dei libri il sistema delle detrazioni fiscali già in vigore per molte altre tipologie di spese da parte dei cittadini”.

Come di recente ribadito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del 150° anniversario dell’AIE, la lettura è uno strumento di apprendimento e di crescita personale. La Federazione crede fortemente nell’importanza, che è anche economica a beneficio dell’intero sistema Paese, dei consumi culturali. Tutti gli indicatori nazionali e internazionali pongono l’Italia agli ultimi posti nella UE per tasso di lettura. “E’ un elemento negativo a fronte del quale la Federazione conferma la proprio volontà di contribuire alla formazione delle priorità – ribadisce il presidente Marchi – e quindi scelte finali che saranno individuate, ci auguriamo nel modo più condiviso possibile, dalla politica”.

Nata nel giugno del 2017 nell’ambito del sistema Confindustria, la Federazione Carta e Grafica rappresenta quasi 18.300 imprese con circa 172.000 addetti diretti per un fatturato complessivo di 24,9 miliardi di euro nel 2018, pari all’1,4% del PIL. Obiettivo della Federazione, costituita da Acimga, Assocarta e Assografici (oltre a Comieco e Unione Industriali Grafici come soci aggregati) è dare voce alle problematiche industriali della filiera e perseguirne lo sviluppo e la crescita.

Applicare in azienda Industry 4.0. Imprese in aula con SDA Bocconi

Cos’è un progetto Industry 4.0, quali sono le tecnologie e le problematiche. Quali vantaggi produttivi e di mercato assicura e quali azioni concrete vanno intraprese per far compiere alla propria azienda il salto di qualità. E’ una guida completa teorica e pratica all’evoluzione 4.0 quella che i 20 partecipanti alla seconda fase del progetto della Federazione Carta e Grafica, realizzato con SDA Bocconi, riporteranno con sé in azienda a conclusione di due giornate di formazione. In aula il 26 e 27 settembre prossimi, a Milano, i docenti della SDA Bocconi si alterneranno con esperti in tecnologie e applicazioni ICT per lo svolgimento di un programma intensivo (visibile cliccando qui): gli aspetti accademici, le valenze industriali, quindi ampio spazio alle applicazioni.

Il corso affronta e risolve le problematiche 4.0 della filiera industriale completa: analizza e disegna lo sviluppo delle aziende in funzione delle opportunità dei segmenti a valle e a monte, esaltando l’integrazione attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Da qui i due piani di formazione: uno verticale, che affronta le specifiche delle singole componenti (l’industria della carta, delle macchine e della grafica), quindi la dimensione orizzontale, con l’integrazione di processo e di prodotto fra settori sinergici, con le opportunità conseguenti di nuovi processi e nuove realizzazioni.

Il corso realizza la seconda fase dell’impegno della Federazione Carta e Grafica in Industry 4.0: cominciato nel 2016 affiancando gli esperti ministeriali fin dai primi passi che hanno portato alla costruzione del modello di azione e incentivazione, quindi evoluto con la survey, organizzata con SDA Bocconi, che ha raccolto e catalogato le attitudini 4.0 di oltre 100 aziende appartenenti alle tre associazioni (Acimga, Assografici, Assocarta) costituenti la Federazione. I risultati della ricerca hanno portato alla realizzazione del Vademecum Industry 4.0 Istruzioni per l’uso (visibile qui) con le relative caratterizzazioni di settore.

Quindi, l’aula: “Dopo aver inquadrato e affinato consistenze e necessità dei settori che confluiscono nella Federazione – spiega il prof. Enzo Baglieri, della SDA Bocconi, coordinatore del progetto -, abbiamo costruito un programma didattico in cui passeremo dalla formazione pura alla ricetta personalizzata. Grande attenzione sarà riservata agli aspetti di pratica realizzazione, per arrivare alle conclusioni con lo sviluppo di un piano d’azione azienda per azienda”.

“Il plus di questa iniziativa consiste nell’aver concretizzato, come Federazione, un corso che unisce esperienza e valore accademico di SDA Bocconi ad un progetto di filiera che tiene conto, con pari rilevanza, delle tecnologie e delle risorse umane, focalizzando non solo gli aspetti hardware della tecnologia, ma anche il suo utilizzo”, aggiunge Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica e Coordinatore del progetto Industry 4.0. In parallelo al corso focalizzato per imprenditori e manager sugli aspetti tecnologici, la Federazione sta contribuendo anche alla formazione delle risorse umane in grado di gestire i processi 4.0: partiranno a ottobre i due corsi biennali ITS per super-tecnici dell’industria grafica, cartaria e del packaging nei poli industriali del Veronese, con Istituto San Zeno e Meccatronico Veneto, e della Lucchesia, con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord (qui l’articolo con i dettagli).

Dopo la formazione in aula per gli imprenditori, un ulteriore step dell’iniziativa di Federazione e SDA Bocconi porterà gli esperti nelle singole realtà imprenditoriali per la terza fase del progetto, dedicata alla pratica realizzazione dei protocolli Industry 4.0. Le aziende che lo vorranno saranno seguite, attraverso consulenza specifica, nella progettazione e implementazione delle soluzioni nelle linee produttive.

I corsi ITS risposta vincente della Federazione alla sfida dell’Industria 4.0

Lorenzo Poli, presidente AFC e promotore per la Federazione Carta e Grafica dei corsi ITS

 

Partono in ottobre due corsi ITS, in Veneto e in Toscana, che formeranno complessivamente 50 supertecnici per l’industria cartaria, cartotecnica e del packaging. Altri corsi analoghi sono in preparazione, sempre con il patrocinio e la regia delle Federazione Carta e Grafica. Le selezioni per gli ultimi posti disponibili si completeranno entro questo mese, sia per il corso  organizzato con l’Istituto SanZeno di Verona e l’ITS Academy del  Meccatronico Veneto per “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio), sia per il corso denominato “Paper 19” organizzato da ITS Prime e Confindustria Toscana Nord per “Tecnico Superiore per la produzione del settore cartario” (qui il dettaglio).

Essere assunti appena terminato il corso di studi, trovarsi in pochi mesi a capo di un reparto industriale con preparazione tecnica di primo piano, retribuzione elevata e prospettive di carriera: queste le straordinarie opportunità offerte dagli ITS, Istituti che, attraverso corsi biennali, sfornano Tecnici Superiori, figure di cui l’industria ha sempre più bisogno. La Federazione Carta e Grafica, promuovendo gli ITS – due corsi stanno per partire in Veneto e Toscana, altri sono in via di realizzazione in Lombardia, quindi nel Centro-Sud -, sta realizzando aspirazioni non solo dei giovani, ma dell’intera filiera, che ha fame di supertecnici in grado di gestire l’innovazione.

 Lorenzo Poli, industriale della carta, ingegnere, presidente di AFC, illustra la soluzione che gli imprenditori stanno sviluppando al problema del “mismatch”, la dissonanza fra domanda e offerta di lavoro che lascia sotto o addirittura inoccupati molti laureati e insoddisfatte le imprese che hanno bisogno di figure professionali all’altezza delle nuove esigenze degli stabilimenti interconnessi, di quella che viene definita “quarta rivoluzione industriale”.

 Presidente Poli, cosa fanno questi supertecnici e perché sono i preferiti dalle aziende?

“Gli ITS realizzano figure professionali a misura delle nuove esigenze dell’industria. Abbinano formazione tecnica, aula e pratica in azienda, preparano lavoratori ad alta professionalità destinati a governare le intelligenze di gestione degli impianti 4.0. Forniscono una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire la propria formazione lavorativa e trovare immediata collocazione nel mondo della produzione”.

Non ci sono i laureati, per questo?

“Non sempre e non necessariamente. Ci arrivano domande da giovani ingegneri con curriculum di studi importanti e aspettative alte, eppure non sempre all’altezza della pratica implementazione dei sistemi 4.0, sigla che è arrivata a connotare una rivoluzione che era già in atto e che viene riferita alle aziende, ma solo di rado alle professionalità”.

Quanto guadagna e che carriera può fare un diplomato ITS?

“Non ci sono differenze di guadagno sostanziali fra un tecnico di ITS e un laureato, considerando che, complice il meccanismo del cuneo fiscale, le retribuzioni tendono a equipararsi man mano che si sale nelle funzioni e nelle mansioni. Per contro, ci sono molti più posti in una cartiera o in una cartotecnica, disponibili e vacanti per tecnici ITS che per laureati. Quanto alla carriera, chi esce da una scuola di formazione tecnica può aspirare ai massimi livelli nei ruoli di produzione e manutenzione di stabilimento, con il vantaggio di essersi messo alla prova in azienda già durante il corso di studi e senza la comprensibile fatica che prende chi, dopo la laurea, deve fare un bagno d’umiltà nella realtà aziendale partendo da ruoli più pratici, esecutivi”.

Qualche esempio?

“Prendiamo una cartiera, che può essere divisa in tre grandi reparti: la produzione impasti, la produzione della carta con la macchina continua e la manutenzione, reparto quest’ultimo fondamentale per aziende che lavorano 7 giorni su 7, h24. Un tecnico formato in ITS è vocato quanto meno a diventare capo di uno di questi reparti; al di sopra c’è il capoturno, ci sono le direzioni di produzione e di manutenzione. Le posizioni da caporeparto in su, a seconda delle proprie ambizioni e capacità, sono tutte facilmente accessibili e sono ruoli nei quali facciamo veramente fatica oggi a trovare figure da collocare”.

La formazione ‘in casa’ non basta più?

“Le tecnologie sono evolute rapidamente. Ad esempio, in una cartotecnica, le macchine di trasformazione, stampa ed allestimento si sono evolute al di sopra di ogni aspettativa negli ultimi anni, hanno un livello di automazione elevato, sono interfacciate tramite plc, pc e sistemi elettronici e telematici di controllo. Ormai raggiungono performances incredibili, attraverso sistemi di controllo che assomigliano più a dei videogames che alle vecchie immagini di macchine industriali a cui il nostro immaginario ancora si riferisce. La persona con la migliore volontà, ma con una terza media o con un diploma professionale, non è in grado di gestire determinati macchinari. Tutto è diventato più veloce e non ci sono più i margini per far crescere l’esperienza giorno dopo giorno, lavorando in azienda”.

Qual è la soluzione ideale?

Occorre un livello superiore di formazione. Il mutato scenario tecnologico  crea nuove esigenze di percorsi formativi più pratici, evoluti e specifici: gli ITS. E crea esigenze per posti di lavoro che non c’erano e per lavoratori che non si trovano sul mercato del lavoro attuale. Una volta si entrava in azienda con la prospettiva di rimanerci 30 anni e solo dopo 5-6 si cominciavano a ricoprire i primi posti di responsabilità. Oggi i nuovi assunti in sei mesi aspirano a diventare capi e noi in sei mesi vogliamo che diventino capi: nessuno dei due ha interesse ad aspettare”.

Incide anche la rapidità con cui evolve la stessa mission delle imprese?

“Questo è un altro fattore determinante. Le esigenze dettate dallo sviluppo dell’economia circolare rendono gli impianti sempre più complessi, richiedono grande preparazione, la capacità di gestire molti aspetti collaterali alla produzione. Una volta un’azienda cartaria partiva da un semilavorato, la cellulosa, ne faceva un prodotto e il resto andava in smaltimento senza puntare al riuso, non esistevano procedure né leggi specifiche. Oggi si utilizza tutto il flusso di produzione, che si uniforma all’economia circolare in cerchi concentrici. Siamo passati dal singolo direttore di produzione a una struttura con diversi vice, uno per gestire le acque, uno gli scarti, uno le plastiche. Ciascuno di questi ambiti è diventato sottosezione di un’azienda che ha la sua linea principale storica quindi una serie di sotto-aziende che richiedono persone sempre più preparate”.

Come nasce l’impegno della Federazione verso i corsi ITS?

“La Federazione, che patrocina ormai più corsi nei distretti cartari italiani, ha una missione precisa a sostegno delle esigenze delle cartiere italiane del packaging, delle aziende di trasformazione italiane e delle aziende italiane di produzione dei macchinari di trasformazione,  tutte ai vertici mondiali come referenze dei singoli comparti. E’ un settore che cresce e che chiede molte nuove figure formate. Noi siamo precursori sul tema: 20 anni fa Assocarta si era autotassata attraverso i suoi soci per realizzare un corso di formazione avanzato 50% scuola 50% lavoro. Durava solo un anno, ma banalmente era già un ITS e non lo sapevamo. Oggi gli ITS, biennali, sono classificati in chiave europea, rappresentano una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire una sua formazione lavorativa senza per forza ambire al titolo accademico, paradossalmente la cosa più difficile è farne percepire vantaggi, validità e prospettive ai potenziali fruitori. Sono convinto che fra 5 anni staremo a parlare di più classi da aprire per stare dietro alla domanda, visto che l’esigenza di professionalità cresce in modo esponenziale, ma per il momento resta la necessità di far giungere il messaggio alle famiglie, che vorrebbero vedere i loro figli laureati. Sono convinto che il passaparola e le evidenze ci daranno ragione”.

Quali sono i prossimi passi?

“A Verona, all’Istituto San Zeno insieme con il Meccatronico Veneto, il prossimo 24 settembre si terranno le selezioni suppletive per gli ultimi posti a disposizione del corso per Tecnico Superiore per l’Industria della Carta e del Packaging sostenibile. Il modello realizzato in Veneto è stato velocemente replicato a Lucca – con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord – dando luogo al corso biennale Paper 19, di Tecnico Superiore per le aziende della carta, cartone e relativa produzione di macchine. Una terza iniziativa sta per nascere in Lombardia, poi ci saranno altre due declinazioni nel Centro-Sud, nei poli cartari delle Marche e del Lazio”. 

 

Industria 4.0, formazione, sostenibilità: la Federazione guarda al futuro

Innovazione tecnologica, formazione avanzata, sostenibilità che realizza l’economia circolare. Sono i temi principali d’azione della Federazione Carta e Grafica e coincidono con i punti chiave della nuova sfida a cui l’Europa è chiamata per competere con i giganti industriali del mondo. Questioni strategiche per l’Unione e soprattutto per l’Italia.

Importanti contributi da parte di studiosi e commentatori in questi giorni tracciano un panorama dominato dalle tecnologie digitali, che chiamano la manifattura a fare i conti con nuovi modelli di produzione, da un lato, e nuove abitudini dei consumatori, dall’altro. Un ruolo di peso crescente spetta al packaging, che nasce dalle dalle aziende della cartotecnica e della stampa, sia nella gestione dei materiali sia nelle tecnologie di stampa (occorre considerare che la sola fase finale del confezionamento, con dosaggio e riempimento, è affidata ad automatismi a valle della filiera della carta e della grafica). La strategicità della filiera emerge con chiarezza dalle parole di Piero Formica, che in un editoriale del Corriere di Bologna, scrive: “Tecnologie dirompenti stanno trasformando il packaging che accompagna quasi tutto ciò che acquistiamo. L’industria degli imballaggi e dei materiali da imballaggio si stima che supererà 1,3 trilioni di dollari entro il 2024. (…) Gli esperti puntano il dito verso la fonte d’innovazione dei materiali più leggeri e delle etichette intelligenti che aiuteranno a tracciare e rintracciare i prodotti, fornire una protezione anticontraffazione, offrire migliori esperienze di vendita al dettaglio e coinvolgere i consumatori in nuovi modi. Non meno dirompente è la richiesta, anche per via legislativa, di imballaggi riutilizzabili e di prodotti degradabili”. (qui il link all’articolo completo).
La Federazione Carta e Grafica è in prima linea, con un’azione potente e sinergica, su questi fronti. Le tecnologie 4.0, alle quali le imprese della filiera guardano con crescente motivazione, sono al centro di un’azione mirata, condotta con SDA Bocconi, per accompagnare le aziende nel salto di qualità – al tempo stesso tecnologico e culturale – che si avvale dell’intelligenza artificiale e della capacità di acquisizione e impiego dei grandi volumi di dati, attraverso l’interconnessione, per innovare processi e dare vita a nuovi prodotti. Un terreno sul quale l’Europa è chiamata a recuperare velocemente rispetto ai colossi mondiali (qui una riflessione di Vittorio Meloni su Milano Finanza).

La formazione è il versante d’attività sul quale la Federazione, sostenendo la formazione di super-tecnici su misura delle nuove esigenze delle imprese, sta dando impulso agli ITS (lo scenario formativo è chiaramente inquadrato in quest’articolo di Claudio Tucci sul Sole24Ore): è di questi giorni l’apertura delle iscrizioni per “Paper19”, il corso promosso con ITS Prime che formerà, del distretto cartario della Lucchesia, in Toscana, tecnici qualificati per lo svolgimento delle attività di gestione del processo produttivo, nelle industrie del settore cartario (qui il dettaglio del corso). Iniziativa che va a unirsi a quella del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico del distretto Veronese, dove la Federazione Carta e Grafica insieme con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto ha promosso il primo corso biennale per la formazione della figura professionale di “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio del corso).

L’economia circolare rappresenta lo scenario complessivo in cui innovazione e formazione vanno a declinarsi (qui l’approfondimento di Confindustria sul tema), con numeri da primato che interessano soprattutto il settore della carta, e anche qualche nodo importante ancora da sciogliere (è del 25 luglio l’appello pubblico a Governo e Parlamento per sbloccare il ciclo dei rifiuti, qui i particolari). Riciclare e riutilizzare sono attività non solo coerenti con i nuovi paradigmi della produzione, ma anche più convenienti: le misure contenute nel Decreto Crescita, di recente conversione in legge, introducono sconti fiscali interessanti, che segnano un ulteriore motivo per accelerare su questo versante (qui l’approfondimento pubblicato da Italia Oggi Sette).

La sfida 4.0 della Federazione Carta e Grafica in “Scenari” del Sole24Ore

 

La Federazione Carta e Grafica racconta il suo impegno sul versante delle tecnologie avanzate nell’inserto “Scenari” del Sole24Ore del 29 luglio 2019, con particolare riferimento al Progetto Industry 4.0 (cliccare qui per l’articolo in pdf).

Le associazioni confindustriali della carta e della grafica che sono riunite nella Federazione, sono state fra i primi a cogliere a livello di filiera le opportunità del nuovo paradigma industriale, dapprima con la partecipazione attiva con le istituzioni nella fase di messa a punto degli incentivi, quindi varando un programma per le aziende associate, insieme con SDA Bocconi.

Oggi, alla vigilia della partenza della fase 2, dedicata alla formazione, la Federazione coglie l’opportunità offerta dal Sole24Ore per rappresentare attività e obiettivi del Progetto. A seguire, il testo completo dell’articolo.

LA FEDERAZIONE è in prima linea per introdurre e sviluppare il nuovo paradigma industriale nelle aziende
Carta e grafica, la filiera che punta al 4.0
Da settembre parte la fase 2, con il Progetto sviluppato con SDA Bocconi, che prevede la formazione per gli associati

Partirà a settembre la fase 2 del Progetto Industry 4.0, la parte applicativa per le aziende della filiera della carta e della grafica, organizzato dalla Federazione Carta e Grafica insieme con SDA Bocconi. Dopo la realizzazione della survey “Printing 4.0”, a cui hanno partecipato oltre 100 imprese, e la successiva pubblicazione del vademecum “Industry 4.0: Istruzioni per l’uso”, con le opportune declinazioni di settore, è il momento della formazione, con due giornate in aula e quattro sessioni in remoto. Al termine i partecipanti avranno la possibilità di accedere all’approfondimento e all’assistenza personalizzata in azienda.

La Federazione Carta e Grafica, costituita nel 2017, vede assieme Acimga, che rappresenta i comparti delle macchine per grafica e cartotecnica, Assocarta, con i produttori di carta, cartone e paste per carta, e Assografici con il comparto grafica (stampa editoriale, pubblicitaria e commerciale) e il settore della cartotecnica e trasformazione, con Unione Industriali Grafici Cartotecnici Milano e Comieco quali soci aggregati. Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18.000 aziende e quasi 172.000 addetti – e la bilancia commerciale in attivo per 3,6 miliardi di euro -, i settori rappresentati dalla Federazione costituiscono una voce di rilievo della manifattura italiana. Il saldo positivo con l’estero, in particolare, è cresciuto del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate e differenti nei singoli comparti.

La spinta verso l’innovazione tecnologica, in particolare attraverso lo sviluppo di Industry 4.0, insieme con l’economia circolare, la formazione e l’internazionalizzazione, è uno dei temi portanti della nuova presidenza della Federazione, da luglio affidata a Girolamo Marchi. Un impegno che rinnova l’azione specifica di supporto e servizi ai propri associati sulla manifattura industriale che si avvale della rete, del cloud, dei big data e dell’Internet delle cose (IoT) per innovare processi e prodotti.

“La Federazione Carta e Grafica è tra le prime in ambito confindustriale ad aver implementato un progetto dedicato che tratta le innovazioni di Industry 4.0 all’interno di una specifica filiera – spiega Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione e Coordinatore del progetto Industry 4.0 -. Lo stesso nostro modello federativo si ispira, a livello associativo, alla condivisione e allo scambio continuo di informazioni che caratterizzano il nuovo paradigma organizzativo. Industria 4.0 significa interconnessione, trasferimento di informazioni, innovazione continua del processo decisionale e produttivo”.

Nella Federazione, l’operatività della mission 4.0 è affidata ad Acimga, che presidia un settore altamente rappresentativo della meccanica strumentale “made by Italy”, pay off coniato dall’Associazione, tecnologia e know how non solo prodotti, ma anche implementati, in ogni parte del mondo, con l’imprinting italiano. Nel 2018 l’industria delle macchine per la stampa, la cartotecnica e il converting è cresciuta del 5,6% in fatturato, pari a circa 2,88 miliardi di euro, con un’eccellente performance sui mercati esteri che, grazie a un incremento dell’8%, si attesta sul controvalore record di 1,853 miliardi, facendo dell’Italia il secondo esportatore mondiale del settore.

“Il piano nazionale Industria 4.0, della cui elaborazione siamo stati parte attiva – spiega Aldo Peretti, consigliere della Federazione Carta e Grafica e presidente di Acimga -, ci vede in prima linea con l’approfondimento, insieme con SDA Bocconi, e la realizzazione di strumenti per le imprese con l’obiettivo di supportarle nei processi necessari all’applicazione dei principi che caratterizzano il nuovo contesto competitivo. Dall’iperammortamento all’implementazione delle tecnologie e procedure 4.0, attraverso percorsi formativi, e anche approfittando degli incentivi previsti dal recente Decreto Crescita per lo sviluppo dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale: la Federazione è accanto alle proprie aziende con un Progetto 4.0 che mette al primo posto l’innovazione nell’automazione e nei processi industriali”.

 

In Toscana nuovo corso per supertecnici della filiera della carta

(immagine da cartiere.it)

Nuovo traguardo raggiunto dalla Federazione della Carta e della Grafica nella formazione di supertecnici per le industria della filiera. E’ stato presentato presso la Regione Toscana “Paper 19”, corso biennale di Tecnico Superiore sviluppato su misura delle aziende della carta, cartone e relativa produzione di macchine, da ITS Prime, in coprogettazione con la Federazione, con Confindustria Toscana Nord e con le più rilevanti aziende del comparto che operano sul territorio, in particolare, della Lucchesia. (qui l’articolo de La Nazione a resoconto dell’incontro) .

Il corso formerà 25 figure professionali destinate all’inserimento nel middle management di produzione, in un distretto industriale che conta 250 aziende e 7.000 addetti. Il termine ultimo per le iscrizioni è il 25 ottobre prossimo.

“Paper 19” è la più recente iniziativa nella formazione professionale, una delle linee strategiche della Federazione Carta e Grafica già popolata da attività di rilievo. Partirà infatti in ottobre, in un’altra area forte della produzione cartaria nazionale, il distretto veronese, che conta 6.500 addetti, il corso biennale di Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile (qui il dettaglio del corso), nel polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico sviluppato dalla Federazione, con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto.

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