Eventi e Progetti

Il bonus lettura funziona. Il governo pensa di renderlo permanente

Il “bonus lettura”, la misura governativa rivolta ai giovani per incentivare i consumi culturali, nel primo triennio di applicazione ha esercitato un effetto benefico  in particolare per il settore dell’editoria e del libro. Segnali positivi giungono in questi giorni dal governo: ieri, rispondendo a una specifica interrogazione sul tema, il sottosegretario ai Beni culturali, on. Lorenza Bonaccorsi, ha confermato che il ministro Dario Franceschini ha inserito la richiesta di rendere permanente il bonus cultura tra le proposte del Mibac per la manovra di bilancio. Il bonus, come riferito dal sottosegretario in risposta a un’interrogazione rivolta dai deputati Gabriele Toccafondi e Michele Anzaldi al ministro della Cultura, è stato finora uno stimolo importante soprattutto per il settore dell’editoria e del libro (compresi i libri scolastici), con circa l’80% della spesa fatta per acquisto di libri. Rispetto a una platea di circa 500mila potenziali fruitori, il numero dei diciottenni che hanno usufruito del bonus è cresciuto costantemente, con circa 356mila nel 2016, saliti a 417mila nel 2017 e 430mila lo scorso anno.

In una nota (disponibile qui in allegato), la Federazione Carta e Grafica ha espresso la propria soddisfazione: “Le affermazioni del sottosegretario sono incoraggianti, Da parte della filiera della carta vi è pieno sostegno – ha affermato il presidente Girolamo Marchi -. I dati, confermati dal governo, indicano che nel primo triennio la misura è stata di stimolo per i consumi culturali e in particolare per il settore dell’editoria e del libro. E’ ciò di cui l’Italia ha bisogno, a fronte degli indici di lettura che vedono il nostro Paese indietro rispetto al resto della Ue, magari estendendolo ai giornali. Come più autorevolmente affermato dal Capo dello Stato, alcune settimane fa – ha concluso Marchi -, il ruolo della lettura e del libro nei processi di apprendimento e di formazione è fondamentale”.

La carta è campionessa di economia circolare. Reportage dal Miac di Lucca

Carta come sostenibilità ed efficienza energetica, economia circolare, competitività: sono alcune delle parole chiave che ben descrivono l’industria della carta e del cartone, che la scorsa settimana ha celebrato a Lucca il MIAC, appuntamento fieristico di riferimento del settore.

L’industria cartaria italiana si conferma al 4° posto europeo – dopo Germania, Svezia e Finlandia – con un primato nella produzione di carta tissue e il terzo posto nella produzione di carta per imballaggio. E nelle carte per imballaggio si colloca una percentuale di riciclo da record pari all’81,1%. Risultati lusinghieri per “un settore che ha saputo coniugare l’uso di materie prime rinnovabili con il riciclo dei propri prodotti a fine vita in una prospettiva di effettiva economia circolare”, come ha sottolineato Girolamo Marchi, che presiede Assocarta e la Federazione Carta e Grafica, ma che ha all’orizzonte una congiuntura complicata, “in un quadro condizionato dal calo del commercio globale che risente delle politiche protezionistiche e del clima di crescente incertezza geo-economica”.
Il punto sul settore è stato tracciato con efficacia da Maria Moroni in questo articolo su Metaprintart.info.

“L’insostituibile autorevolezza del leggere”. La Federazione@BookCity19

Anche quest’anno la Federazione Carta e Grafica è partner di Bookcity Milano BCM#19 con l’obiettivo di sostenere e promuovere la lettura quale bene pubblico primario per la formazione di giovani e adulti.

In particolare la Federazione è promotrice insieme a BookCity dell’evento sul tema “L’insostituibile autorevolezza del leggere. Si discuterà del ruolo sociale della filiera della cultura e dell’informazione, evidenziando  le criticità, le opportunità e gli sviluppi in  termini economici. L’evento è previsto venerdì 15 Novembre presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco.

Programma dell’evento, partecipanti e particolari nel comunicato qui allegato.

 

Industry 4.0: dopo il corso con SDA Bocconi già si lavora alla fase 3 nelle aziende

Concluso con successo il corso alla SDA Bocconi, a Milano, fase due del Progetto Industry 4.0, la Federazione Carta e Grafica già lavora al segmento successivo, quello dell’assessment, che permetterà alle singole aziende di diventare operative con programmi specifici.

“Abbiamo investito in questo progetto, ottenuto una partecipazione importante (17 partecipanti in rappresentanza di 14 aziende, assortite nell’intera filiera, n.d.r.), sia in termini quantitativi, sia qualitativi, e stiamo raccogliendo feedback di soddisfazione – commenta Carlo Emanuele Bona, (nella foto) consigliere della Federazione responsabile di Industry 4.0 -: il lavoro sviluppato è stato apprezzato e, soprattutto, ritenuto utile. Il piano nazionale di incentivazioni ha funzionato come stimolo agli investimenti e ora punta a imprimere un approccio più innovativo alla produzione, fino alla distribuzione dei prodotto, ma non basta: la misura Industria 4.0 va rinnovata con la prossima Legge di Stabilità ed estesa agli investimenti in materia di Economia Circolare”.

Gli aggiornamenti sul Progetto Industry 4.0, a consuntivo del corso in SDA Bocconi, sono stati oggetto del Comunicato stampa diffuso il 3 ottobre scaricabile qui

Editoria e lettura: apprezzamento per i sostegni annunciati da Martella

Il presidente Girolamo Marchi (a sin.) e il sottosegretario Andrea Martella

Le recenti parole del sottosegretario all’Editoria Andrea Martella, nell’intervista a La Repubblica, sulle sue prime linee programmatiche in materia di editoria sono incoraggianti.

Comincia così il comunicato stampa (scaricabile qui) diffuso dalla Federazione Carta e Grafica a commento della posizione con cui l’esponente del Governo Conte ha esordito pubblicamente nel ruolo affidatogli, inquadrando il sostegno all’editoria come mezzo per garantire il pluralismo e il sostegno alla lettura, anche come strumento di tutela dei giovani dal pericolo delle fake news. Sono obiettivi che la Federazione Carta e Grafica condivide e sostiene in modo attivo nel dialogo con le Istituzioni, sia nella Commissione Cultura del Senato che negli Stati generali sull’editoria la Federazione ha già portato al tavolo proposte concrete in merito.

“In particolare – afferma Girolamo Marchi, presidente della Federazione Carta e Grafica – sarebbe di straordinario valore, sociale oltre che culturale, estendere l’utilizzo del bonus cultura da parte dei neo diciottenni all’acquisto di abbonamenti a giornali e periodici sia cartacei che digitali. In un’ottica di più lungo periodo, una volta individuate coperture adeguate, la Federazione riterrebbe auspicabile anche una norma di carattere strutturale che estenda all’acquisto dei libri il sistema delle detrazioni fiscali già in vigore per molte altre tipologie di spese da parte dei cittadini”.

Come di recente ribadito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del 150° anniversario dell’AIE, la lettura è uno strumento di apprendimento e di crescita personale. La Federazione crede fortemente nell’importanza, che è anche economica a beneficio dell’intero sistema Paese, dei consumi culturali. Tutti gli indicatori nazionali e internazionali pongono l’Italia agli ultimi posti nella UE per tasso di lettura. “E’ un elemento negativo a fronte del quale la Federazione conferma la proprio volontà di contribuire alla formazione delle priorità – ribadisce il presidente Marchi – e quindi scelte finali che saranno individuate, ci auguriamo nel modo più condiviso possibile, dalla politica”.

Nata nel giugno del 2017 nell’ambito del sistema Confindustria, la Federazione Carta e Grafica rappresenta quasi 18.300 imprese con circa 172.000 addetti diretti per un fatturato complessivo di 24,9 miliardi di euro nel 2018, pari all’1,4% del PIL. Obiettivo della Federazione, costituita da Acimga, Assocarta e Assografici (oltre a Comieco e Unione Industriali Grafici come soci aggregati) è dare voce alle problematiche industriali della filiera e perseguirne lo sviluppo e la crescita.

Applicare in azienda Industry 4.0. Imprese in aula con SDA Bocconi

Cos’è un progetto Industry 4.0, quali sono le tecnologie e le problematiche. Quali vantaggi produttivi e di mercato assicura e quali azioni concrete vanno intraprese per far compiere alla propria azienda il salto di qualità. E’ una guida completa teorica e pratica all’evoluzione 4.0 quella che i 20 partecipanti alla seconda fase del progetto della Federazione Carta e Grafica, realizzato con SDA Bocconi, riporteranno con sé in azienda a conclusione di due giornate di formazione. In aula il 26 e 27 settembre prossimi, a Milano, i docenti della SDA Bocconi si alterneranno con esperti in tecnologie e applicazioni ICT per lo svolgimento di un programma intensivo (visibile cliccando qui): gli aspetti accademici, le valenze industriali, quindi ampio spazio alle applicazioni.

Il corso affronta e risolve le problematiche 4.0 della filiera industriale completa: analizza e disegna lo sviluppo delle aziende in funzione delle opportunità dei segmenti a valle e a monte, esaltando l’integrazione attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Da qui i due piani di formazione: uno verticale, che affronta le specifiche delle singole componenti (l’industria della carta, delle macchine e della grafica), quindi la dimensione orizzontale, con l’integrazione di processo e di prodotto fra settori sinergici, con le opportunità conseguenti di nuovi processi e nuove realizzazioni.

Il corso realizza la seconda fase dell’impegno della Federazione Carta e Grafica in Industry 4.0: cominciato nel 2016 affiancando gli esperti ministeriali fin dai primi passi che hanno portato alla costruzione del modello di azione e incentivazione, quindi evoluto con la survey, organizzata con SDA Bocconi, che ha raccolto e catalogato le attitudini 4.0 di oltre 100 aziende appartenenti alle tre associazioni (Acimga, Assografici, Assocarta) costituenti la Federazione. I risultati della ricerca hanno portato alla realizzazione del Vademecum Industry 4.0 Istruzioni per l’uso (visibile qui) con le relative caratterizzazioni di settore.

Quindi, l’aula: “Dopo aver inquadrato e affinato consistenze e necessità dei settori che confluiscono nella Federazione – spiega il prof. Enzo Baglieri, della SDA Bocconi, coordinatore del progetto -, abbiamo costruito un programma didattico in cui passeremo dalla formazione pura alla ricetta personalizzata. Grande attenzione sarà riservata agli aspetti di pratica realizzazione, per arrivare alle conclusioni con lo sviluppo di un piano d’azione azienda per azienda”.

“Il plus di questa iniziativa consiste nell’aver concretizzato, come Federazione, un corso che unisce esperienza e valore accademico di SDA Bocconi ad un progetto di filiera che tiene conto, con pari rilevanza, delle tecnologie e delle risorse umane, focalizzando non solo gli aspetti hardware della tecnologia, ma anche il suo utilizzo”, aggiunge Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica e Coordinatore del progetto Industry 4.0. In parallelo al corso focalizzato per imprenditori e manager sugli aspetti tecnologici, la Federazione sta contribuendo anche alla formazione delle risorse umane in grado di gestire i processi 4.0: partiranno a ottobre i due corsi biennali ITS per super-tecnici dell’industria grafica, cartaria e del packaging nei poli industriali del Veronese, con Istituto San Zeno e Meccatronico Veneto, e della Lucchesia, con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord (qui l’articolo con i dettagli).

Dopo la formazione in aula per gli imprenditori, un ulteriore step dell’iniziativa di Federazione e SDA Bocconi porterà gli esperti nelle singole realtà imprenditoriali per la terza fase del progetto, dedicata alla pratica realizzazione dei protocolli Industry 4.0. Le aziende che lo vorranno saranno seguite, attraverso consulenza specifica, nella progettazione e implementazione delle soluzioni nelle linee produttive.

I corsi ITS risposta vincente della Federazione alla sfida dell’Industria 4.0

Lorenzo Poli, presidente AFC e promotore per la Federazione Carta e Grafica dei corsi ITS

 

Partono in ottobre due corsi ITS, in Veneto e in Toscana, che formeranno complessivamente 50 supertecnici per l’industria cartaria, cartotecnica e del packaging. Altri corsi analoghi sono in preparazione, sempre con il patrocinio e la regia delle Federazione Carta e Grafica. Le selezioni per gli ultimi posti disponibili si completeranno entro questo mese, sia per il corso  organizzato con l’Istituto SanZeno di Verona e l’ITS Academy del  Meccatronico Veneto per “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio), sia per il corso denominato “Paper 19” organizzato da ITS Prime e Confindustria Toscana Nord per “Tecnico Superiore per la produzione del settore cartario” (qui il dettaglio).

Essere assunti appena terminato il corso di studi, trovarsi in pochi mesi a capo di un reparto industriale con preparazione tecnica di primo piano, retribuzione elevata e prospettive di carriera: queste le straordinarie opportunità offerte dagli ITS, Istituti che, attraverso corsi biennali, sfornano Tecnici Superiori, figure di cui l’industria ha sempre più bisogno. La Federazione Carta e Grafica, promuovendo gli ITS – due corsi stanno per partire in Veneto e Toscana, altri sono in via di realizzazione in Lombardia, quindi nel Centro-Sud -, sta realizzando aspirazioni non solo dei giovani, ma dell’intera filiera, che ha fame di supertecnici in grado di gestire l’innovazione.

 Lorenzo Poli, industriale della carta, ingegnere, presidente di AFC, illustra la soluzione che gli imprenditori stanno sviluppando al problema del “mismatch”, la dissonanza fra domanda e offerta di lavoro che lascia sotto o addirittura inoccupati molti laureati e insoddisfatte le imprese che hanno bisogno di figure professionali all’altezza delle nuove esigenze degli stabilimenti interconnessi, di quella che viene definita “quarta rivoluzione industriale”.

 Presidente Poli, cosa fanno questi supertecnici e perché sono i preferiti dalle aziende?

“Gli ITS realizzano figure professionali a misura delle nuove esigenze dell’industria. Abbinano formazione tecnica, aula e pratica in azienda, preparano lavoratori ad alta professionalità destinati a governare le intelligenze di gestione degli impianti 4.0. Forniscono una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire la propria formazione lavorativa e trovare immediata collocazione nel mondo della produzione”.

Non ci sono i laureati, per questo?

“Non sempre e non necessariamente. Ci arrivano domande da giovani ingegneri con curriculum di studi importanti e aspettative alte, eppure non sempre all’altezza della pratica implementazione dei sistemi 4.0, sigla che è arrivata a connotare una rivoluzione che era già in atto e che viene riferita alle aziende, ma solo di rado alle professionalità”.

Quanto guadagna e che carriera può fare un diplomato ITS?

“Non ci sono differenze di guadagno sostanziali fra un tecnico di ITS e un laureato, considerando che, complice il meccanismo del cuneo fiscale, le retribuzioni tendono a equipararsi man mano che si sale nelle funzioni e nelle mansioni. Per contro, ci sono molti più posti in una cartiera o in una cartotecnica, disponibili e vacanti per tecnici ITS che per laureati. Quanto alla carriera, chi esce da una scuola di formazione tecnica può aspirare ai massimi livelli nei ruoli di produzione e manutenzione di stabilimento, con il vantaggio di essersi messo alla prova in azienda già durante il corso di studi e senza la comprensibile fatica che prende chi, dopo la laurea, deve fare un bagno d’umiltà nella realtà aziendale partendo da ruoli più pratici, esecutivi”.

Qualche esempio?

“Prendiamo una cartiera, che può essere divisa in tre grandi reparti: la produzione impasti, la produzione della carta con la macchina continua e la manutenzione, reparto quest’ultimo fondamentale per aziende che lavorano 7 giorni su 7, h24. Un tecnico formato in ITS è vocato quanto meno a diventare capo di uno di questi reparti; al di sopra c’è il capoturno, ci sono le direzioni di produzione e di manutenzione. Le posizioni da caporeparto in su, a seconda delle proprie ambizioni e capacità, sono tutte facilmente accessibili e sono ruoli nei quali facciamo veramente fatica oggi a trovare figure da collocare”.

La formazione ‘in casa’ non basta più?

“Le tecnologie sono evolute rapidamente. Ad esempio, in una cartotecnica, le macchine di trasformazione, stampa ed allestimento si sono evolute al di sopra di ogni aspettativa negli ultimi anni, hanno un livello di automazione elevato, sono interfacciate tramite plc, pc e sistemi elettronici e telematici di controllo. Ormai raggiungono performances incredibili, attraverso sistemi di controllo che assomigliano più a dei videogames che alle vecchie immagini di macchine industriali a cui il nostro immaginario ancora si riferisce. La persona con la migliore volontà, ma con una terza media o con un diploma professionale, non è in grado di gestire determinati macchinari. Tutto è diventato più veloce e non ci sono più i margini per far crescere l’esperienza giorno dopo giorno, lavorando in azienda”.

Qual è la soluzione ideale?

Occorre un livello superiore di formazione. Il mutato scenario tecnologico  crea nuove esigenze di percorsi formativi più pratici, evoluti e specifici: gli ITS. E crea esigenze per posti di lavoro che non c’erano e per lavoratori che non si trovano sul mercato del lavoro attuale. Una volta si entrava in azienda con la prospettiva di rimanerci 30 anni e solo dopo 5-6 si cominciavano a ricoprire i primi posti di responsabilità. Oggi i nuovi assunti in sei mesi aspirano a diventare capi e noi in sei mesi vogliamo che diventino capi: nessuno dei due ha interesse ad aspettare”.

Incide anche la rapidità con cui evolve la stessa mission delle imprese?

“Questo è un altro fattore determinante. Le esigenze dettate dallo sviluppo dell’economia circolare rendono gli impianti sempre più complessi, richiedono grande preparazione, la capacità di gestire molti aspetti collaterali alla produzione. Una volta un’azienda cartaria partiva da un semilavorato, la cellulosa, ne faceva un prodotto e il resto andava in smaltimento senza puntare al riuso, non esistevano procedure né leggi specifiche. Oggi si utilizza tutto il flusso di produzione, che si uniforma all’economia circolare in cerchi concentrici. Siamo passati dal singolo direttore di produzione a una struttura con diversi vice, uno per gestire le acque, uno gli scarti, uno le plastiche. Ciascuno di questi ambiti è diventato sottosezione di un’azienda che ha la sua linea principale storica quindi una serie di sotto-aziende che richiedono persone sempre più preparate”.

Come nasce l’impegno della Federazione verso i corsi ITS?

“La Federazione, che patrocina ormai più corsi nei distretti cartari italiani, ha una missione precisa a sostegno delle esigenze delle cartiere italiane del packaging, delle aziende di trasformazione italiane e delle aziende italiane di produzione dei macchinari di trasformazione,  tutte ai vertici mondiali come referenze dei singoli comparti. E’ un settore che cresce e che chiede molte nuove figure formate. Noi siamo precursori sul tema: 20 anni fa Assocarta si era autotassata attraverso i suoi soci per realizzare un corso di formazione avanzato 50% scuola 50% lavoro. Durava solo un anno, ma banalmente era già un ITS e non lo sapevamo. Oggi gli ITS, biennali, sono classificati in chiave europea, rappresentano una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire una sua formazione lavorativa senza per forza ambire al titolo accademico, paradossalmente la cosa più difficile è farne percepire vantaggi, validità e prospettive ai potenziali fruitori. Sono convinto che fra 5 anni staremo a parlare di più classi da aprire per stare dietro alla domanda, visto che l’esigenza di professionalità cresce in modo esponenziale, ma per il momento resta la necessità di far giungere il messaggio alle famiglie, che vorrebbero vedere i loro figli laureati. Sono convinto che il passaparola e le evidenze ci daranno ragione”.

Quali sono i prossimi passi?

“A Verona, all’Istituto San Zeno insieme con il Meccatronico Veneto, il prossimo 24 settembre si terranno le selezioni suppletive per gli ultimi posti a disposizione del corso per Tecnico Superiore per l’Industria della Carta e del Packaging sostenibile. Il modello realizzato in Veneto è stato velocemente replicato a Lucca – con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord – dando luogo al corso biennale Paper 19, di Tecnico Superiore per le aziende della carta, cartone e relativa produzione di macchine. Una terza iniziativa sta per nascere in Lombardia, poi ci saranno altre due declinazioni nel Centro-Sud, nei poli cartari delle Marche e del Lazio”. 

 

Industria 4.0, formazione, sostenibilità: la Federazione guarda al futuro

Innovazione tecnologica, formazione avanzata, sostenibilità che realizza l’economia circolare. Sono i temi principali d’azione della Federazione Carta e Grafica e coincidono con i punti chiave della nuova sfida a cui l’Europa è chiamata per competere con i giganti industriali del mondo. Questioni strategiche per l’Unione e soprattutto per l’Italia.

Importanti contributi da parte di studiosi e commentatori in questi giorni tracciano un panorama dominato dalle tecnologie digitali, che chiamano la manifattura a fare i conti con nuovi modelli di produzione, da un lato, e nuove abitudini dei consumatori, dall’altro. Un ruolo di peso crescente spetta al packaging, che nasce dalle dalle aziende della cartotecnica e della stampa, sia nella gestione dei materiali sia nelle tecnologie di stampa (occorre considerare che la sola fase finale del confezionamento, con dosaggio e riempimento, è affidata ad automatismi a valle della filiera della carta e della grafica). La strategicità della filiera emerge con chiarezza dalle parole di Piero Formica, che in un editoriale del Corriere di Bologna, scrive: “Tecnologie dirompenti stanno trasformando il packaging che accompagna quasi tutto ciò che acquistiamo. L’industria degli imballaggi e dei materiali da imballaggio si stima che supererà 1,3 trilioni di dollari entro il 2024. (…) Gli esperti puntano il dito verso la fonte d’innovazione dei materiali più leggeri e delle etichette intelligenti che aiuteranno a tracciare e rintracciare i prodotti, fornire una protezione anticontraffazione, offrire migliori esperienze di vendita al dettaglio e coinvolgere i consumatori in nuovi modi. Non meno dirompente è la richiesta, anche per via legislativa, di imballaggi riutilizzabili e di prodotti degradabili”. (qui il link all’articolo completo).
La Federazione Carta e Grafica è in prima linea, con un’azione potente e sinergica, su questi fronti. Le tecnologie 4.0, alle quali le imprese della filiera guardano con crescente motivazione, sono al centro di un’azione mirata, condotta con SDA Bocconi, per accompagnare le aziende nel salto di qualità – al tempo stesso tecnologico e culturale – che si avvale dell’intelligenza artificiale e della capacità di acquisizione e impiego dei grandi volumi di dati, attraverso l’interconnessione, per innovare processi e dare vita a nuovi prodotti. Un terreno sul quale l’Europa è chiamata a recuperare velocemente rispetto ai colossi mondiali (qui una riflessione di Vittorio Meloni su Milano Finanza).

La formazione è il versante d’attività sul quale la Federazione, sostenendo la formazione di super-tecnici su misura delle nuove esigenze delle imprese, sta dando impulso agli ITS (lo scenario formativo è chiaramente inquadrato in quest’articolo di Claudio Tucci sul Sole24Ore): è di questi giorni l’apertura delle iscrizioni per “Paper19”, il corso promosso con ITS Prime che formerà, del distretto cartario della Lucchesia, in Toscana, tecnici qualificati per lo svolgimento delle attività di gestione del processo produttivo, nelle industrie del settore cartario (qui il dettaglio del corso). Iniziativa che va a unirsi a quella del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico del distretto Veronese, dove la Federazione Carta e Grafica insieme con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto ha promosso il primo corso biennale per la formazione della figura professionale di “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio del corso).

L’economia circolare rappresenta lo scenario complessivo in cui innovazione e formazione vanno a declinarsi (qui l’approfondimento di Confindustria sul tema), con numeri da primato che interessano soprattutto il settore della carta, e anche qualche nodo importante ancora da sciogliere (è del 25 luglio l’appello pubblico a Governo e Parlamento per sbloccare il ciclo dei rifiuti, qui i particolari). Riciclare e riutilizzare sono attività non solo coerenti con i nuovi paradigmi della produzione, ma anche più convenienti: le misure contenute nel Decreto Crescita, di recente conversione in legge, introducono sconti fiscali interessanti, che segnano un ulteriore motivo per accelerare su questo versante (qui l’approfondimento pubblicato da Italia Oggi Sette).

La sfida 4.0 della Federazione Carta e Grafica in “Scenari” del Sole24Ore

 

La Federazione Carta e Grafica racconta il suo impegno sul versante delle tecnologie avanzate nell’inserto “Scenari” del Sole24Ore del 29 luglio 2019, con particolare riferimento al Progetto Industry 4.0 (cliccare qui per l’articolo in pdf).

Le associazioni confindustriali della carta e della grafica che sono riunite nella Federazione, sono state fra i primi a cogliere a livello di filiera le opportunità del nuovo paradigma industriale, dapprima con la partecipazione attiva con le istituzioni nella fase di messa a punto degli incentivi, quindi varando un programma per le aziende associate, insieme con SDA Bocconi.

Oggi, alla vigilia della partenza della fase 2, dedicata alla formazione, la Federazione coglie l’opportunità offerta dal Sole24Ore per rappresentare attività e obiettivi del Progetto. A seguire, il testo completo dell’articolo.

LA FEDERAZIONE è in prima linea per introdurre e sviluppare il nuovo paradigma industriale nelle aziende
Carta e grafica, la filiera che punta al 4.0
Da settembre parte la fase 2, con il Progetto sviluppato con SDA Bocconi, che prevede la formazione per gli associati

Partirà a settembre la fase 2 del Progetto Industry 4.0, la parte applicativa per le aziende della filiera della carta e della grafica, organizzato dalla Federazione Carta e Grafica insieme con SDA Bocconi. Dopo la realizzazione della survey “Printing 4.0”, a cui hanno partecipato oltre 100 imprese, e la successiva pubblicazione del vademecum “Industry 4.0: Istruzioni per l’uso”, con le opportune declinazioni di settore, è il momento della formazione, con due giornate in aula e quattro sessioni in remoto. Al termine i partecipanti avranno la possibilità di accedere all’approfondimento e all’assistenza personalizzata in azienda.

La Federazione Carta e Grafica, costituita nel 2017, vede assieme Acimga, che rappresenta i comparti delle macchine per grafica e cartotecnica, Assocarta, con i produttori di carta, cartone e paste per carta, e Assografici con il comparto grafica (stampa editoriale, pubblicitaria e commerciale) e il settore della cartotecnica e trasformazione, con Unione Industriali Grafici Cartotecnici Milano e Comieco quali soci aggregati. Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18.000 aziende e quasi 172.000 addetti – e la bilancia commerciale in attivo per 3,6 miliardi di euro -, i settori rappresentati dalla Federazione costituiscono una voce di rilievo della manifattura italiana. Il saldo positivo con l’estero, in particolare, è cresciuto del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate e differenti nei singoli comparti.

La spinta verso l’innovazione tecnologica, in particolare attraverso lo sviluppo di Industry 4.0, insieme con l’economia circolare, la formazione e l’internazionalizzazione, è uno dei temi portanti della nuova presidenza della Federazione, da luglio affidata a Girolamo Marchi. Un impegno che rinnova l’azione specifica di supporto e servizi ai propri associati sulla manifattura industriale che si avvale della rete, del cloud, dei big data e dell’Internet delle cose (IoT) per innovare processi e prodotti.

“La Federazione Carta e Grafica è tra le prime in ambito confindustriale ad aver implementato un progetto dedicato che tratta le innovazioni di Industry 4.0 all’interno di una specifica filiera – spiega Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione e Coordinatore del progetto Industry 4.0 -. Lo stesso nostro modello federativo si ispira, a livello associativo, alla condivisione e allo scambio continuo di informazioni che caratterizzano il nuovo paradigma organizzativo. Industria 4.0 significa interconnessione, trasferimento di informazioni, innovazione continua del processo decisionale e produttivo”.

Nella Federazione, l’operatività della mission 4.0 è affidata ad Acimga, che presidia un settore altamente rappresentativo della meccanica strumentale “made by Italy”, pay off coniato dall’Associazione, tecnologia e know how non solo prodotti, ma anche implementati, in ogni parte del mondo, con l’imprinting italiano. Nel 2018 l’industria delle macchine per la stampa, la cartotecnica e il converting è cresciuta del 5,6% in fatturato, pari a circa 2,88 miliardi di euro, con un’eccellente performance sui mercati esteri che, grazie a un incremento dell’8%, si attesta sul controvalore record di 1,853 miliardi, facendo dell’Italia il secondo esportatore mondiale del settore.

“Il piano nazionale Industria 4.0, della cui elaborazione siamo stati parte attiva – spiega Aldo Peretti, consigliere della Federazione Carta e Grafica e presidente di Acimga -, ci vede in prima linea con l’approfondimento, insieme con SDA Bocconi, e la realizzazione di strumenti per le imprese con l’obiettivo di supportarle nei processi necessari all’applicazione dei principi che caratterizzano il nuovo contesto competitivo. Dall’iperammortamento all’implementazione delle tecnologie e procedure 4.0, attraverso percorsi formativi, e anche approfittando degli incentivi previsti dal recente Decreto Crescita per lo sviluppo dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale: la Federazione è accanto alle proprie aziende con un Progetto 4.0 che mette al primo posto l’innovazione nell’automazione e nei processi industriali”.

 

In Toscana nuovo corso per supertecnici della filiera della carta

(immagine da cartiere.it)

Nuovo traguardo raggiunto dalla Federazione della Carta e della Grafica nella formazione di supertecnici per le industria della filiera. E’ stato presentato presso la Regione Toscana “Paper 19”, corso biennale di Tecnico Superiore sviluppato su misura delle aziende della carta, cartone e relativa produzione di macchine, da ITS Prime, in coprogettazione con la Federazione, con Confindustria Toscana Nord e con le più rilevanti aziende del comparto che operano sul territorio, in particolare, della Lucchesia. (qui l’articolo de La Nazione a resoconto dell’incontro) .

Il corso formerà 25 figure professionali destinate all’inserimento nel middle management di produzione, in un distretto industriale che conta 250 aziende e 7.000 addetti. Il termine ultimo per le iscrizioni è il 25 ottobre prossimo.

“Paper 19” è la più recente iniziativa nella formazione professionale, una delle linee strategiche della Federazione Carta e Grafica già popolata da attività di rilievo. Partirà infatti in ottobre, in un’altra area forte della produzione cartaria nazionale, il distretto veronese, che conta 6.500 addetti, il corso biennale di Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile (qui il dettaglio del corso), nel polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico sviluppato dalla Federazione, con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto.

Smart packaging da riciclo agevolato nel Decreto Crescita

La sperimentazione e realizzazione di “packaging intelligente” ottenuto da materiali di recupero rientra fra le attività sostenute dal Decreto Crescita di recente convertito in legge dal Parlamento.
L’art. 26 del Decreto (n. 34 del 30/4/2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno scorso), in particolare, dettaglia le “Agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare”, tema cavallo di battaglia della Federazione Carta e Grafica. I progetti di ricerca e sviluppo in economia circolare saranno sostenuti dal finanziamento agevolato che copre il 50% delle spese e costi ammissibili e da un contributo diretto alla spesa sugli stessi nella misura del 20%. Qui il testo dell’articolo 26
Lo stesso provvedimento legislativo prevede anche agevolazioni per il riuso di imballaggi, sotto forma di credito d’imposta, e contributi per l’acquisto di semilavorati o prodotti finiti derivanti per almeno il 75% della loro composizione da materiali riciclati.
Il concetto di economia circolare trova nella filiera della carta, della grafica e della cartotecnica una delle aree di eccellenza in Italia. Nel 2018 la raccolta differenziata di carta e cartone è aumentata del 4% su base annua, arrivando alla soglia dei 3 milioni e mezzo circa di tonnellate, (oltre 56 chili per abitante), mentre migliora il Sud che contribuisce con il 50% ai nuovi volumi. Secondo i dati più significativi contenuti nel 24° Rapporto di Comieco, il riciclo si attesta invece all’81% dell’immesso al consumo, superando gli obiettivi europei fissati al 2025. Comieco, il consorzio per il riciclo di carta e cartone, ha erogato oltre 97 milioni ai Comuni convenzionati.

La Federazione Carta e Grafica nel focus Economia Circolare di Repubblica

Un’intera pagina su La Repubblica, nel focus Economia Circolare di domenica 7 luglio 2019 in cui vengono presentati gli obiettivi, le azioni, la filosofia delle imprese riunite nella Federazione Carta e Grafica. Un’intera pagina “redazionale”, come si dice in gergo, ma ben lontana dall’autopromozione. La mission della Federazione, la sfida di estendere i primati in economia circolare conseguiti dal settore della carta e del cartone all’intera filiera, sia come scelta etica, sia nei risultati tecnologici e industriali, è descritta con chiarezza, riprendendo temi e dichiarazioni già divulgati agli organi d’informazione e oggetto di dibattito nella recente Assemblea annuale della Federazione, non casualmente intitolata “Le Carte del futuro”.

La pagina pubblicata sul Focus Economia Circolare de La Repubblica di domenica 7 luglio 2019

 

Ecco, a seguire, titoli e testi degli articoli che compongono la pagina.

La Federazione Carta e Grafica una filiera che vale l’1,4% del Pil

L’insieme dei settori industriali rappresentati fattura 24,9 miliardi, conta oltre 18mila aziende con quasi 172mila addetti

Da due anni, sul territorio nazionale, opera una nuova Federazione, nata con l’intento di costituire un soggetto rappresentativo più ampio e significativo in termini di rappresentatività per tutta la filiera della carta e della grafica.

LA FONDAZIONE. Fondata nel giugno 2017, la Federazione Carta e Grafica è costituita da ACIMGA (www.acimga.it) che rappresenta i comparti delle macchine per grafica e cartotecnica, Assocarta (www.assocarta.it), i produttori di carta, cartone e paste per carta, e Assografici (www.assografici.it) il comparto grafica (stampa editoriale, pubblicitaria e commerciale) e il settore della cartotecnica e trasformazione, con Unione Industriali Grafici Cartotecnici Milano e Comieco quali soci aggregati. Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18mila aziende e quasi 172mila addetti – e un saldo attivo della bilancia commerciale per 3,6 miliardi di euro – i settori rappresentati dalla Federazione costituiscono una voce importante della manifattura italiana. Quest’ultima, in particolare, è cresciuta del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate e differenti nei singoli comparti.

LA RICERCA E L’INNOVAZIONE, Tra gli impegni della Federazione spicca quello verso l’innovazione tecnologica, con l’applicazione del piano Industry 4.0. Si tratta di un impegno che consente di fornire un contributo fondamentale allo sviluppo dell’economia circolare e delle nuove frontiere produttive, con innovative competenze nel management delle aziende e nella produzione. Gli associati di tutta la filiera puntano verso la produzione 4.0 e, in parallelo, verso nuovi paradigmi della produzione stessa, realizzando come Federazione un nuovo modello di servizio con osmosi continua di competenze e comunicazioni fra le associazioni. Il salto di qualità dalla carta all’economia circolare di filiera trova piena legittimazione nei dati della ricerca “Carta e ambiente. Sfatiamo i luoghi comuni”, realizzata da Two Sides in otto Paesi europei, fra cui l’Italia. Sono significativi alcuni risultati anticipati all’assemblea da Fabrizio Savorani di Two Sides Italia: la lettura su carta di un libro o di un periodico è ritenuta più piacevole dal 70% degli interpellati (per l’Italia il sondaggio riguarda un campione significativo di 1.121 persone), percentuale analoga a quanti sono preoccupati dal fenomeno delle fake news. Da notare anche che il 32% ritiene più affidabili le notizie riportate su carta, a fronte di un 15% che si fida di social network e alle più diffiuse piattaforme digitali. Un luogo comune da sfatare è l’idea che la superficie forestale europea dal 2000 a oggi si sia ridotta, credenza assolutamente contraria alla verità che in Italia resiste presso l’80% degli interpellati, mentre nella realtà il patrimonio boschivo cresce proprio grazie all’intervento dell’industria della carta. Infine, il riciclo, che vede carta e cartone in pole position nei numeri effettivi, non è allo stesso piano nella percezione del pubblico: un altro ambito sul quale lavorare intensamente grazie alle opere di divulgazione e tutela quotidiane da parte della Federazione.

IL PROGRAMMA. Un’importante sfida a tutela della filiera

Come dichiarato dal nuovo presidente della Federazione, Girolamo Marchi, la sfida attuale è quella di applicare all’intera filiera i concetti, le tecniche e i benefici dell’economia circolare, tema al centro delle cronache e che vede all’avanguardia i settori industriali. La Federazione della Carta e della Grafica celebra due anni dalla sua fondazione con questo ambizioso obiettivo: estendere a tutto il comparto i primati delle realtà cartarie, con il 57% di riciclo che raggiunge l’80% del cartone per imballaggi, in una visione allargata e senza soluzione di continuità che va dai materiali alle tecnologie 4.0, alla formazione avanzata, alla crescita internazionale, fino alla comunicazione e sensibilizzazione dell’utente finale. Il presidente ha poi sottolineato l’impegno nel promuovere e tutelare la filiera attraverso il piano industria 4.0 e la defiscalizzazione degli investimenti pubblicitari sui giornali.

L’ASSEMBLEA. Il nuovo presidente è Girolamo Marchi

La Federazione, di cui fanno parte Assocarta, Acimga e Assografici, con Comieco e Unione Grafici Cartotecnici di Milano come soci aggregati, ha celebrato la sua assemblea annuale lo scorso 26 giugno, con il passaggio del testimone della presidenza da Pietro Lironi (Assografici) a Girolamo Marchi (Assocarta). Lironi ha espresso soddisfazione per l’ottimo stato di salute con il quale lascia la Federazione e ha rivolto gli auguri al nuovo presidente Marchi e a Emilio Albertini, eletto in mattinata alla presidenza di Assografici, che lo affiancherà come vicepresidente. Il neo presidente Marchi ha associato i concetti fondamentali su cui si articolerà l’azione nel prossimo biennio, in cui ruolo e potenzialità della Federazione saranno mirati a intensificare le relazioni istituzionali con governo, parlamento e istituzioni nazionali e europee. www.federazionecartagrafica.it

LA FILOSOFIA. Il valore essenziale del riciclo

Il settore della carta ha saputo coniugare la sostenibilità con l’impiego di materie prime rinnovabili e il riciclo dei prodotti a fine vita. Infatti, la carta è rinnovabile, riciclabile, biodegradabile e compostabile. L’industria cartaria nazionale ha sempre rivolto una grande attenzione all’importanza di dare nuova vita alla carta e al cartone usati, reimpiegandoli nelle proprie produzioni, anticipando così ampiamente il concetto di economia circolare. L’Italia oggi è al terzo posto in Europa per i volumi di carta da riciclare impiegati annualmente; il 57% delle carte e cartoni prodotti, inoltre, è realizzato a partire da carta riciclata.

IL FOCUS. L’eccellenza del made in Italy

L’industria cartaria italiana è quarta in Europa con il 10% dei volumi complessivi dell’area. Nelle diverse tipologie, è leader assoluta nella produzione di carte per uso domestico, igienico e sanitario e terza nelle carte e cartoni per imballaggio e in altre specialità. L’industria delle macchine per printing e converting è seconda al mondo, con uno share di mercato che sfiora l’11%. Inoltre, l’industria grafica e quella cartotecnica trasformatrice sono prime per numero di imprese.

 

Sostegni ai progetti tecnologici 4.0 nel Decreto Crescita

Superammortamento del 130% per gli investimenti in beni strumentali e agevolazioni del 50% per la realizzazioni dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale che implementano le tecnologie 4.0. Sono due delle misure a sostegno delle imprese previste dal Decreto Crescita (n. 34 del 30/4/2019), convertito in legge e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno scorso (qui il testo del decreto). Alcune misure potranno concretamente agevolare il percorso delle imprese verso la “digital transformation”, un campo di applicazione in cui la Federazione Carta e Grafica è stata una delle prime realtà associative a disegnare un percorso di grande qualità a servizio delle proprie imprese associate, con il Progetto Industry 4.0 realizzato insieme con SDA Bocconi (qui gli sviluppi, che da settembre prevedono la fase formativa delle imprese).

L’articolo 1 del Decreto Crescita reintroduce dal 1° aprile 2019 la misura del cosiddetto superammortamento, ovvero l’agevolazione che consente di maggiorare del 30 per cento il costo di acquisizione a fini fiscali degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi.

Per quanto riguarda il piano nazionale Industria 4.0, sono previste agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50 per cento dei costi ammissibili (per un importo di spesa almeno pari a
50.000 euro) per la realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale. In particolare, la prima delle tipologie di interventi agevolati, è l’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e delle tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori, al software, alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.

Altre opportunità di investimenti potranno essere intercettate dalle micro, piccole e medie imprese grazie allo sgravio sugli interessi previsto dalla cosiddetta legge “Nuova Sabatini”. I finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature compresi beni strumentali “Industria 4.0”, potranno beneficiare di un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati in via convenzionale sui predetti finanziamenti. Fra le novità inserite nel Decreto Crescita, viene innalzato l’importo massimo del finanziamento agevolato da 2 a 4 milioni di euro; la modalità di erogazione potrà avvenire sulla base di dichiarazioni prodotte dalle imprese in merito alla realizzazione dell’investimento e, per importi non superiori a 100.000 euro, in un’unica soluzione.

La sfida dell’economia circolare dalla carta all’intera filiera

Si è tenuta a Milano il 26 giugno l’assemblea annuale della Federazione Carta e Grafica, che ha sancito il passaggio del testimone  da Pietro Lironi al nuovo presidente Girolamo Marchi (che già guida Assocarta), che sarà affiancato come vicepresidente da Emilio Albertini (neo presidente di Assografici).

E’ stato un incontro con grande partecipazione di associati, pronti a raccogliere la sfida lanciata dal nuovo presidente: applicare all’intera filiera i concetti, le tecniche e i benefici dell’economia circolare, tema al centro delle cronache e che vede all’avanguardia i settori industriali per i quali la carta è materia prima.

I due anni dalla fondazione della Federazione vengono dunque sottolineati con questo ambizioso obiettivo: estendere a tutto il settore i primati dell’industria della carta, 57% di riciclo che raggiunge l’80% del cartone per imballaggi, in una visione allargata e senza soluzione di continuità che va dai materiali alle tecnologie 4.0, alla formazione avanzata, alla crescita internazionale, fino alla comunicazione e sensibilizzazione dell’utente finale.

Lironi, nel salutare l’assemblea, ha espresso soddisfazione per l’ottimo stato di salute con il quale lascia la Federazione. Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18mila aziende e quasi 172mila addetti, saldo attivo della bilancia commerciale per 3,6 miliardi di euro, i settori rappresentati (carta, cartone e paste per la carta, produttori di macchine per stampa, cartotecnica e converting, aziende di stampa commerciale ed editoriale, pubblicitaria e commerciale, trasformazione di carta, cartone e imballaggio flessibile) costituiscono una voce importante della manifattura italiana, cresciuta nel suo complesso del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate nei singoli comparti.

Alla presentazione dei dati, il neo presidente Marchi (cliccare qui per la relazione) ha associato i concetti fondamentali su cui si articolerà l’azione nel prossimo biennio, in cui ruolo e potenzialità della Federazione, che oggi rappresenta un caso innovativo di rappresentanza anche a livello Confindustriale, saranno mirati a intensificare le relazioni istituzionali con Governo, Parlamento e istituzioni nazionali ed europee. Operare una sintesi sempre migliore fra organizzazione e servizi a vantaggio delle imprese associate, proiettare istanze e modello al di fuori del perimetro intensificando confronto e collaborazioni con le altre realtà della filiera come AIE, FIEG e ANES, sono fra i punti qualificanti del programma della nuova presidenza.

“Promuoveremo e tuteleremo la filiera puntando su precise azioni: il piano Industria 4.0, lo sviluppo dell’economia circolare, l’azione a tutela di provvedimenti come la defiscalizzazione degli investimenti pubblicitari sui giornali e richiesta di misure come l’estensione del bonus cultura a quotidiani e periodici e la detrazione Irpef per le spese per libri e abbonamenti a giornali”, ha sottolineato Marchi.

“L’innovazione tecnologica, con l’applicazione del piano Industry 4.0 è uno dei temi portanti della nostra azione – ha aggiunto Aldo Peretti, consigliere della Federazione Carta e Grafica e presidente di Acimga -: nell’industria significa nuova organizzazione, un contributo fondamentale allo sviluppo dell’economia circolare e nuove frontiere produttive, con nuove competenze nel management delle aziende e nella produzione -. Insieme con SDA Bocconi stiamo accompagnando gli associati di tutta la filiera verso la produzione 4.0 e, in parallelo, in un’ideale metafora con i nuovi paradigmi della produzione, realizziamo come Federazione un nuovo modello di servizio con osmosi continua di competenze e comunicazioni fra le Associazioni. Altro tema chiave è la formazione, in cui daremo vita a una piattaforma con corsi a catalogo a vantaggio di tutte le Aziende aderenti e relativo personale. Ancora, guardiamo alle nuove generazioni con i corsi ITS, il primo dei quali partirà a Verona a ottobre, nell’ambito del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico, sviluppato con Istituto San Zeno di Verona e ITS Meccatronico Veneto, a cui seguirà analoga iniziativa in Toscana”.

Il salto di qualità dalla carta all’economia circolare di filiera, trova piena legittimazione nei dati della ricerca “Carta e ambiente. Sfatiamo  i luoghi comuni”, realizzata da Two Sides in otto Paesi europei, fra cui l’Italia (cliccare qui per il documento). Significativi alcuni risultati anticipati all’Assemblea da Fabrizio Savorani, di Two Sides Italia: la lettura su carta di un libro o di un periodico è ritenuta più piacevole dal 70% degli interpellati (per l’Italia il sondaggio riguarda un campione significativo di 1.121 persone), percentuale analoga a quanti sono preoccupati dal fenomeno delle fake news. Da notare che il 32% ritiene più affidabili le notizie riportate su carta, a fronte di un 15% che si fida di social network e piattaforme digitali. Un luogo comune da sfatare è l’idea che la superficie forestale europea dal 2000 ad oggi si sia ridotta, credenza assolutamente contraria alla verità che in Italia resiste presso l’80% degli interpellati, mentre nella realtà il patrimonio boschivo cresce proprio grazie all’intervento dell’industria della carta. Infine, il riciclo, che vede carta e cartone in pole position nei numeri effettivi, non così nella percezione del pubblico: un altro ambito sul quale lavorare intensamente con la divulgazione, ha evidenziato Savorani.

L’economia circolare, le nuove opportunità aperte della tecnologie e la visione di futuro nelle scelte dei brand owner, degli editori e dei comunicatori sono stati i temi al centro della tavola rotonda conclusiva dell’Assemblea della Federazione Carta e Grafica, coordinata da Gabriele Cirieco di Strategic Advice, con la partecipazione di Michele Amigoni (Barilla), Pier Benzi (Artefice Group) e Alessandro Bompieri (RCS).

La Federazione Carta e Grafica agli Stati generali dell’editoria

Un’azione urgente del governo con interventi a sostegno dell’industria grafica ed editoriale a tutela della formazione delle nuove generazioni: obiettivo, una riforma delle politiche che tenga conto di tutti i soggetti interessati, dall’editore fino al lettore. E’ la richiesta avanzata da Maurizio D’Adda, a nome della Federazione Carta e Grafica, agli Stati generali dell’editoria, l’iniziativa governativa promossa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vito Crimi, che ha la delega all’informazione e all’editoria.

Nella giornata dedicata alla categoria “editori”, il direttore di Assografici a nome dell’intera Federazione Carta e Grafica (costituita da Assocarta, Acimga e Assografici, oltre che da Comieco e Unione Grafici Cartotecnici di Milano come soci aggregati) ha elencato le istanze del settore editoriale: «La promozione della lettura dovrebbe essere una delle grandi urgenze del Paese. Lettura vuol dire informazione, vuol dire cultura. Eppure solo il 40% degli italiani con più di 6 anni ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, riporta l’Istat, mentre per quotidiani e periodici restiamo negli ultimi posti in Europa. Il futuro del paese e delle nuove generazioni dovrebbe essere sostenuto con  con azioni mirate – ha spiegato D’Adda, che ha elencato le proposte della Federazione -: estendere all’acquisto di giornali il bonus cultura per i diciottenni, consentire la detraibilità delle spese per l’acquisto di libri e giornali dalla dichiarazione dei redditi, rifinanziare il bonus pubblicità». Accanto a queste incentivazioni, D’Adda ha evidenziato l’urgenza dell’informatizzazione della catena distributiva, per ridurre i costi delle rese e rendere la scelta produttiva meno onerosa per gli editori. «Il settore specifico della stampa editoriale e commerciale è in pesante e strutturale difficoltà. Si devono sviluppare incentivi per favorire dismissioni di rotative o investimenti in loro riconversione, crediti d’imposta per sostenere investimenti formativi per la riqualificazione del personale, ridurre il costo delle materie prime per favorire l’export – sono le altre indicazioni fornite dal direttore di Assografici -.  Di immediato grande supporto sarebbe rivedere i parametri della legge per l’editoria, la 416/81, riportando a 32 anni il requisito per accesso al prepensionamento».

La Federazione rappresenta un settore con oltre 18mila imprese e quasi 25 miliardi di euro di fatturato (1,4% del Pil), con saldo positivo nella bilancia commerciale pari a 3,6 mld di euro, e circa 170mila addetti, numeri di rilievo per un settore manifatturiero che rappresenta un’eccellenza del made in Italy.

Mercoledì 26/6 a Milano l’assemblea, dedicata a: “Le carte del futuro”

Sostenibilità, innovazione, competenze: è dedicata alle “Carte del futuro”, con evocativo gioco di parole, l’assemblea della Federazione Carta e Grafica che avrà luogo a Milano, il prossimo 26 giugno, presso l’Hotel Melià (ore 14,30).
L’occasione sarà propizia per illustrare i programmi da realizzare e traguardi raggiunti nei primi due anni di vita della Federazione, che mette insieme l’intera filiera, dal produttori di Assocarta, le macchine per la stampa, la cartotecnica e il converting di Acimga e le industrie grafiche di Assografici. L’entità, che interpreta al meglio il nuovo corso organizzativo di Confindustria, presidia aree che fanno riscontrare particolare interesse non solo per le imprese del comparto: la formazione, l’internazionalizzazione, l’innovazione tecnologica. Campi in cui già ha messo a segno risultati importanti (basti citare la scuola di alta formazione da poco inaugurata in Veneto con il primo corso per tecnici dell’industria della carta e del packaging sostenibile, le molteplici missioni estere in fiere internazionali e il piano Industry 4.0 per le aziende dei settori rappresentati sviluppato con SDA Bocconi) e altri ne stanno venendo fuori, come il recente Progetto Credito, il cui primo step si è tenuto il mese scorso con UniCredit e Fingiaco come partner.
L’assemblea segnerà il passaggio del testimone fra il presidente uscente Pietro Lironi e il suo successore, il presidente di Assocarta Girolamo Marchi. Sarà focalizzata su un tema di grande impatto che va oltre la comunità B2B come la sostenibilità e l’economia circolare: nell’occasione saranno resi noti in anteprima i risultati di una ricerca europea su Carta e ambiente, condotta da Two Sides Italia, che ha preso in esame il comportamento dei consumatori. I temi portanti dell’assemblea saranno oggetto del confronto conclusivo con la partecipazione di brand owner, agenzie ed editori, con i manager di Barilla, Artefice Group e RCS.

Ecco a seguire il programma dettagliato dell’incontro (cliccare qui per la locandina):

Ore 14.30 apertura lavori.
Presenta e modera Gabriele Cirieco di Strategic Advice

  • Saluto e presentazione nuovo Presidente
    Pietro Lironi, Presidente uscente della Federazione Carta e Grafica
  • Andamento del settore e del progetto Federativo
    Girolamo Marchi, Presidente della Federazione Carta e Grafica
  • Tecnologia e formazione: le chiavi di sviluppo della filiera
    Aldo Peretti, Consigliere Federazione e Presidente Acimga
  • Carta e ambiente: anteprima dati della ricerca europea sul comportamento dei consumatori
    Fabrizio Savorani, Two Sides Italia
  • Tavola rotonda
    Partecipano: Michele Amigoni, Responsabile della Global Packaging Unit di Barilla; Pier Benzi, Art director di Artefice Group; Alessandro Bompieri, Direttore Generale News Italy di RCS.

Chiusura lavori ore 16.45

Formazione: entro il 2023 748mila posti nel green e nel digitale

Le professioni tecniche assorbiranno nei prossimi 4 anni 748mila assunti nei settori della eco sostenibilità e delle tecnologie legate alla rivoluzione digitale: sono aree direttamente presidiate dalla Federazione Carta e Grafica che ha nella formazione professionale uno dei temi portanti della sua azione.

Occorre «raddoppiare in tre anni il numero di (studenti) ITS»: il monito lanciato di recente dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, trova sostanza nei numeri. Le professioni tecniche assorbiranno il 78% del totale degli assunti da qui al 2023 (dati dall’ultimo rapporto Excelsior Unioncamere – ANPAL), con una forbice di fabbisogno che va da un minimo di 1.985.000 posti di lavoro a un massimo di 2.438.000 su un totale di 3.247.000 posti.

Le “super scuole” post diploma alternative all’università rappresentano oggi l’unico canale formativo terziario professionalizzante, caratterizzato da un tasso di occupazione a 12 mesi dal titolo dell’80% (qui il link a un approfondimento sull’argomento di Claudio Tucci, pubblicato da il Sole24Ore).

Nel polo cartario veronese, che concentra 6.500 dei 20 mila dipendenti a livello nazionale,  la Federazione Carta e Grafica insieme con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto ha promosso la nascita del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico, con un primo corso biennale per la formazione della figura professionale di “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” che partirà il prossimo ottobre (qui il dettaglio del corso). Dal tessuto produttivo del Veneto sale una forte richiesta di figure altamente specializzate da inserire velocemente nel processo produttivo all’interno di aziende della filiera cartotecnica/packaging e di aziende produttrici di macchine per stampa e allestimento. Nella regione, come accennato, si concentra la presenza di alcune della maggiori cartiere nazionali e del distretto del packaging (tra Padova e Vicenza) di rilievo per volumi e attività: nel complesso la filiera cartaria in Veneto rappresenta, infatti, il 15% dell’occupazione e del valore aggiunto nazionali.

Industry 4.0: il progetto della Federazione giunge alla fase 2

Il Progetto Industry 4.0 per le aziende della filiera della carta e della grafica organizzato dalla Federazione Carta e Grafica, insieme con SDA Bocconi, è entrato nella fase 2. Dopo la realizzazione della survey “Printing 4.0” che ha registrato la partecipazione di oltre 100 imprese e la successiva pubblicazione del vademecum “Industry 4.0: Istruzioni per l’uso”, con le opportune declinazioni di settore, dal prossimo mese di settembre sarà realizzata la parte applicativa, con due giornate di formazione in aula e quattro sessioni in remoto. Al termine i partecipanti avranno la possibilità di accedere all’approfondimento e all’assistenza personalizzata, in azienda. E’ un percorso che già nella prima fase ha riscosso un notevole apprezzamento anche in Confindustria e che si qualifica ulteriormente grazie al recente successo conseguito dal partner SDA Bocconi, che ha scalato due posizioni in classifica andandosi a collocare nella “top ten” mondiale delle scuole di management secondo il Financial Times.

Industry 4.0 è il nuovo paradigma che sta determinando un cambiamento profondo nelle modalità di produrre beni e nel rapporto con il mercato, inquadrato fin dal 2017 dalla Federazione Carta e Grafica come ambito di primaria importanza nello sviluppo delle imprese, per il quale fornire specifico supporto e servizi ai propri associati.

Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica coordinatore del Progetto Industry 4.0

“La Federazione Carta e Grafica, è probabilmente l’unica e certamente la prima nell’ambito confindustriale ad aver implementato le innovazioni di Industry 4.0 all’interno di una filiera completa – spiega Carlo Emanuele Bona, Consigliere della Federazione e Coordinatore del progetto Industry 4.0 -. Lo stesso nostro modello federativo si ispira e realizza, a livello associativo, alla condivisione e allo scambio continuo di informazioni che caratterizzano il nuovo paradigma organizzativo. Industria 4.0 – prosegue Bona – significa interconnessione, trasferimento di informazioni, innovazione continua del processo decisionale e produttivo”.

Ma cos’è, più in dettaglio, e quali sono i vantaggi di Industry 4.0?
Il nuovo paradigma si realizza attraverso l’organizzazione di processi di produzione basati su tecnologie e su dispositivi in grado di comunicare autonomamente tra di loro lungo la catena del valore: un modello di fabbrica dove i sistemi controllati dai computer gestiscono processi fisici, creando un ‘digital twin’, vale a dire una copia virtuale della fabbrica fisica.
Schematizzando, per le aziende i principali benefici consistono in:

  • poter disporre di dati per arricchire di nuovi servizi l’offerta rivolta alla
    clientela;
  • aumentare la produttività e la redditività, grazie all’applicazione di soluzioni di intelligenza artificiale che consentono di ridurre gli errori e ottimizzare i processi;
  • introdurre maggiore flessibilità nei processi produttivi grazie alla possibilità di riconfigurare
    gli impianti in tempi brevi, riducendo così il time to market;
  • ridurre i costi aziendali grazie all’utilizzo più efficiente delle materie
    prime e delle risorse energetiche, in linea con gli obiettivi di sostenibilità
    e di sviluppo dell’economia circolare.

Non solo benefici per le imprese in termini di efficienza, sicurezza e flessibilità: le tecnologie 4.0 nei processi produttivi consentono anche di innovare profondamente i modelli di business: vediamo come:

  • “servitizzazione” della manifattura: le imprese trasformano il bene in un “prodotto-servizio”, associando al bene fisico servizi ad alto valore aggiunto. Il nuovo modello di business può prevedere non più la vendita di un prodotto, ma l’offerta di un servizio che garantisce ai clienti il suo utilizzo. Grazie all’applicazione dell’IoT (Internet of Thing, Internet delle Cose, il collegamento dei diversi dispositivi alla rete) alle macchine e ai prodotti, l’impresa può offrire servizi di riprogrammazione, di assistenza in remoto e di manutenzione predittiva;
  • personalizzazione dei prodotti su larga scala: i clienti possono interagire con le imprese produttrici, richiedendo prodotti personalizzati attraverso applicativi web e l’impresa è in grado di soddisfare le richieste grazie all’elevata flessibilità dei sistemi produttivi;
  • economia circolare, cioè modelli produttivi che massimizzano il riutilizzo, il re-manufacturing e il riciclo dei prodotti, per incrementare la sostenibilità complessiva. La disponibilità di informazioni sui prodotti durante la fase di uso facilita infatti il recupero dei prodotti e la gestione
    del fine vita.

Un intero capitolo del Rapporto 2019 sull’Industria Italiana di Confindustria è dedicato alla digitalizzazione 4.0 della manifattura italiana (cliccare qui per scaricare la versione pdf del Rapporto)

Primo incontro del Progetto Credito insieme con UniCredit e Fingiaco

Il Progetto Credito promosso dalla Federazione Carta e Grafica è partito ufficialmente la scorsa settimana. Un’iniziativa di contatto e di approfondimento con tematiche ed esperti, destinata ad allargare gli orizzonti delle imprese e di chi le conduce su un tema strategico come il rapporto con le banche.

Nel primo incontro, martedì 21 maggio, presso la sede della Federazione, è stata presentata un’argomentata analisi di scenario dei settori industriali della filiera carta-grafica, arricchita dall’illustrazione delle modalità che un istituto di credito adopera per valutare l’affidabilità di un’impresa. Una mattinata di confronto intensa, conclusa da un focus sulle nuove disposizioni di legge, tuttora soggette ad evoluzione, in materia di rischio di crisi per le imprese.

Partner della Federazione, nell’iniziativa, UniCredit e Fingiaco. Luigia Mirella Campagna, Industry Expert di UniCredit, ha tracciato gli scenari, dettagliandoli con l’analisi economico finanziaria focalizzata sui settori cartotecnico, grafico e delle macchine. Il settore della produzione della carta, l’altro asse portante della filiera della carta e della grafica, sarà oggetto di una successiva analisi.

L’industria cartotecnica e grafica è inquadrata come ecosistema con aziende ad alto potenziale, che richiede nuovi modelli di business articolati su crescita dimensionale, innovazione e internazionalizzazione per rispondere ai cambiamenti strutturali della domanda e alle criticità del mercato interno, suo principale sbocco. Il tema della crescita dimensionale interessa anche l’altro segmento industriale oggetto dell’analisi, l’industria delle macchine per carta cartone e stampa. Questo settore esprime indicatori decisamente più favorevoli, con forte vocazione all’esportazione, le imprese sono in maggioranza rodate alla competizione sul mercato mondiale, sul quale vantano un solido posizionamento. Nel complesso, le aziende produttrici di macchine hanno dimostrato superiori capacità di assorbimento e reazione rispetto alla crisi iniziata nel 2008 e presentano risultati decisamente migliori rispetto alla media della meccanica strumentale.

Valentino Mazzotta, del Credit Hub Lombardia di UniCredit, ha illustrato i criteri in base ai quali le banche stabiliscono, in coerenza con il dettato di Basilea 2, il grado di affidabilità, il rating di un cliente: le valutazioni derivano da una molteplicità di fonti informative, basate sia su dati oggettivi, sia su valutazioni qualitative, con una componente che può variare da istituto a istituto e che rende particolarmente importante e utile intensificare la conoscenza reciproca, affinché il ricorso al credito rappresenti uno strumento sempre più strategico per lo sviluppo dell’impresa.

A cura del partner del progetto Fingiaco, l’intervento conclusivo del dott. Andrea Giannelli, strettamente connesso alle modifiche apportate al codice civile in materia dal Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (in base al decreto legislativo n. 14 del 12/1/2019), che determineranno da qui al 2020 nuovi obblighi negli assetti organizzativi, amministrativi e contabili delle società.

Preconsuntivo 2018: crescita (+2,9%), ma preoccupa il calo del mercato interno

 

* la domanda interna è stimata dal dato di consumo apparente

I settori industriali della Federazione Carta e Grafica chiudono i conti del 2018 in crescita (+2,9%), ma con un andamento che richiede attenzione: l’aumento a ritmo sostenuto del fatturato nel primo semestre (+4,7%) è stato seguito dalla frenata della seconda metà d’anno, causata dal mercato interno, il cui andamento pesa sulle prospettive per il 2019. Le esportazioni restano solide e tutti gli indicatori sono orientati alla crescita nei quattro trimestri dell’anno, meno che le vendite interne, calate del 2% nell’ultima frazione d’anno, il cui peso è determinante sul giro d’affari al punto di determinare il segno meno nella medesimo periodo anche per il fatturato complessivo.

La nota congiunturale del Centro Studi della Federazione Carta e Grafica (scaricabile cliccando qui) evidenzia le due facce dell’anno trascorso e indica, come fattori che influenzeranno gli andamenti per il 2019, le alte quotazioni delle materie prime e il prevedibile rallentamento degli investimenti dei macchinari per il printing e il converting, finora sostenuti dal piano Industria 4.0.

* la domanda interna è stimata dal dato di consumo apparente

Il documento entra poi nello specifico dei settori rappresentati dalla Federazione, evidenziando i risultati che proprio l’industria dei produttori delle macchine da stampa e per il converting ha messo a segno lo scorso anno, fino a essere l’unica con crescita a due cifre, +10%, arrivando al valore di 3 mld € di fatturato. La prevista difficoltà sul mercato interno troverà compensazione sui mercati esteri, grazie alla forte quota di export, superiore al 60%.

Anno altalenante è stato il 2018 per il settore cartario, che comunque ha concluso con fatturato valutato in 7,72 mld €, +4,2% rispetto al 2017 e conferma dei volumi prodotti. Sugli andamenti hanno pesato i contraccolpi degli aumenti delle materie prime, sensibili fino alla primavera estate del 2018, con domanda interna in calo e performance del comparto particolarmente penalizzate nella seconda metà dell’anno.

Nel settore grafico e cartotecnico trasformatore, il secondo ha brillato soprattutto grazie alla domanda estera, con buon andamento dell’export in valore (+2,9% nell’anno, 7,76 mld € il dato complessivo), percentuale che coincide con l’incremento complessivo del fatturato nel comparto. Frenata nel terzo e quarto trimestre d’anno per il settore grafico, che determina un consuntivo negativo (-1,5%) nei dodici mesi, con fatturato a 6,51 mld €.

 

Industria della carta e del packaging sostenibile: nuovo corso per tecnici all’ISSZ di Verona

La Federazione Carta e Grafica promuove l’iniziativa di formazione frutto della collaborazione tra ITS Academy Meccatronico Veneto e Istituto Salesiano San Zeno di Verona: il corso biennale per “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile”, percorso di formazione post diploma che dà specifiche risposte al fabbisogno di tecnici specializzati delle aziende del sistema carta e grafica.

Il corso, che partirà il prossimo ottobre, è stato presentato lo scorso 18 aprile a Verona, presso l’Istituto San Zeno. Fortemente voluto da Assocarta, è promosso e sostenuto dalla Federazione Carta e Grafica con il Presidente di AFC Lorenzo Poli. L’intesa a tre da cui trae origine il corso permetterà di creare un polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico che ha ricevuto il pieno supporto di Regione Veneto, ente finanziatore dei corsi ITS insieme con il MIUR, attraverso l’assessore all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan.

Sono intervenuti alla conferenza stampa Federico Sboarina, Sindaco di Verona , Leonardo Aldegheri, Confindustria Verona, Luigi Rossi Luciani, Presidente ITS Academy Meccatronico Veneto, Don Carlo Beorchia, Direttore Istituto Salesiano San Zeno di Verona e Lorenzo Poli, Presidente AFC.

“Siamo orgogliosi di poter presentare un’iniziativa a cui stiamo lavorando da quasi due anni. Infatti il corso ITS per la carta e cartotecnica  è stato fortemente voluto dalle stesse aziende della filiera. Il fabbisogno di tecnici preparati stimato per i prossimi anni conferma la necessità formare tecnici pronti da inserire il più velocemente possibile nel processo produttivo – ha affermato Lorenzo Poli -. Da questo punto di vista il sistema ITS Academy, e in particolare quelli gestiti dalla Fondazione Meccatronico Veneto, sono una certezza”.

La richiesta di figure altamente specializzate da inserire velocemente nel processo produttivo all’interno di aziende della filiera cartotecnica/packaging e di aziende produttrici di macchine per stampa e allestimento è molto alta e trova ragione nei numeri del tessuto produttivo: in Veneto si concentra la presenza di alcune della maggiori cartiere nazionali e del distretto del packaging (tra Padova e Vicenza) di rilievo per volumi e attività: nel complesso la filiera cartaria in Veneto rappresenta, infatti, il 15% dell’occupazione e del valore aggiunto nazionali.

Le lezioni del corso si terranno presso le aule e i laboratori dell’Istituto Salesiano San Zeno di Verona, mentre per l’organizzazione è stato costituito un gruppo di lavoro sinergico tra i due Enti. Il corso biennale ITS Academy appartiene al sistema nazionale di istruzione terziaria professionalizzante (V livello europeo qualifiche EQF) ed è rivolto a 24 allievi selezionati, in possesso di diploma di scuola media superiore.

Accordo sui Gruppi di specializzazione: Federazione più forte e rappresentativa

Acimga, Assocarta e Assografici hanno siglato l’accordo sui gruppi di specializzazione Assografici. Si tratta di un’intesa strategica attraverso la quale le tre Associazioni vanno a potenziare l’azione della Federazione Carta e Grafica, di cui sono parti costituenti. Ecco, in sintesi, cosa prevede il documento, che è stato sottoscritto dai presidenti delle tre associazioni Aldo Peretti (Acimga), Girolamo Marchi (Assocarta) e Pietro Lironi (Assografici). A partire dall’annualità 2019, le aziende che parteciperanno come soci simpatizzanti ai gruppi di specializzazione di Assografici (Gifasp, Gifco, Giflex, Gipea, Gipsac, Gruppo Shopping Bags) e che operano nei settori industriali di Acimga (produttori di macchine per il printing e il converting) o di Assocarta (produttori di carta, cartone e paste per la carta) saranno tenute a far parte delle rispettive associazioni di categoria; queste ultime assumono l’impegno di promuovere la partecipazione dei loro iscritti ai gruppi di specializzazione di Assografici. Di rilievo la valenza strategica dell’accordo, che potenzia ruolo e funzione della Federazione Carta e Grafica incentivando le aziende del settore ad aderire alle associazioni nazionali di categoria, in coerenza con le rispettive aree merceologiche e codici Ateco registrati in Confindustria.

Pietro Lironi, presidente Assografici e Federazione Carta e Grafica

“Questa intesa, che si articola in vari livelli di cooperazione e collaborazione, segna per tutti noi un importante momento di crescita – afferma Pietro Lironi, che alla presidenza di Assografici abbina quella della Federazione Carta e Grafica -: le diverse componenti mettono a fattore comune la forza di penetrazione nel tessuto produttivo e la capacità relazionale e di aggregazione. E’ il modo più efficace per rispondere sempre meglio alla missione di promozione e rappresentanza che deriva dalla nostra appartenenza a Confindustria. In questo modo rafforziamo i valori confederali, continuiamo a fare rete e collaboriamo sempre di più su progetti comuni a rinforzo del percorso federativo”.

 

Timber Regulation – Dovuta diligenza nell’importazione di cellulosa e carta

Il 13 marzo scorso nella sede della Federazione Carta e Grafica si è tenuto il seminario “Dovuta Diligenza nell’importazione di cellulosa e carta”.

A distanza di alcuni anni dall’entrata in vigore della Timber Regulation, l’incontro ha voluto essere un momento di riflessione per conoscere il grado di applicazione della legge.

All’incontro fra i vari relatori ha partecipato anche il Dirigente DG Foreste, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Pietro Oieni, che ha illustrato il ruolo e le azioni che il Ministero sta portando avanti per la corretta applicazione del regolamento.

Le presentazioni sono fruibili sui siti delle associazioni di riferimento tramite login.

Copyright: la Federazione Carta e Grafica plaude all’accordo sul diritto d’autore concluso, oggi, a Strasburgo. Gli investimenti in creatività e contenuti originali dell’industria editoriale devono essere tutelati. Condizione essenziale per far circolare idee e cultura.

Milano, 14 febbraio – “La Federazione Carta e Grafica esprime grande soddisfazione per l’accordo sul diritto d’autore concluso, ieri, a Strasburgo” afferma Massimo Medugno, Direttore Generale della Federazione Carta Grafica “la valorizzazione della creatività è una questione essenziale per assicurare la circolazione delle idee e la produzione culturale” E non c’è valorizzazione se chi investe in contenuti originali non vede poi tutelati i propri investimenti, su qualsiasi piattaforma tali contenuti vengano poi veicolati: quotidiani, periodici, libri. “La Federazione Carta e Grafica, che rappresenta tutte le componenti della filiera industriale e che si pone a monte della produzione editoriale, continua e continuerà a battersi perché tale produzione sia tutelata e perché siano attivati quanti più strumenti possibili a promozione della lettura e dell’informazione” aggiunge Medugno. “L’accordo raggiunto dovrà ora passare al vaglio di Parlamento e del Consiglio, ma salutiamo questo primo successo ottenuto in Europa nella speranza che sia finalmente il segnale di un cambiamento di rotta e che anche in Italia si rendano strutturali strumenti come il Bonus Cultura per i diciottenni e si attuino nuove misure, assolutamente necessarie, come il sostegno alla lettura di libri e giornali anche attraverso una misura di detrazione fiscale” conclude Medugno.

 

 

Rendere Bonus Cultura strutturale e introdurre detrazione fiscale per acquisto libri e giornali

La Federazione Carta e Grafica in audizione, oggi, alla Commissione Cultura del Senato: “Il Bonus Cultura per i diciottenni si è rivelata misura importante a sostegno del settore, della lettura e dei consumi culturali. Ora lo si migliori e lo si renda strutturale. Invito al legislatore a sostenere la lettura di libri e giornali anche con misura di detrazione fiscale per tutti i cittadini”.

Roma, 13 febbraio 2019 – Si è tenuta oggi a Roma l’audizione della Federazione Carta e Grafica in Commissione Cultura del Senato: tema il Bonus cultura per i diciottenni e le misure a sostegno della lettura e dei consumi culturali.

In questa occasione la Federazione è tornata a sottolineare l’importanza di:

– rendere strutturale il Bonus Cultura per i diciottenni, (correttamente rinnovato per il 2019) incrementandone gli sforzi di comunicazione, allargando le categorie di spesa all’acquisto di abbonamenti a giornali, analizzando a fondo i dati per migliorare, anche sul fronte dell’offerta, le opportunità di acquisto rivolte ai diciottenni;

– riconoscere una detrazione dai redditi delle persone fisiche delle spese in acquisto di libri e abbonamenti a giornali, con un meccanismo in tutto corrispondente a quello previsto per altri tipi di spese (farmaci, istruzione secondaria e universitaria). La lettura è un Bene Pubblico di uguale rilevanza.

Siamo soddisfatti dell’interesse riscosso in merito all’estensione del bonus cultura a quotidiani e periodici. È stata un’occasione di confronto e ascolto molto utile – ha dichiarato Maurizio D’Adda, Direttore di Assografici, a margine dell’audizione – abbiamo avuto modo non solo di esplicitare il nostro parere sul Bonus Cultura, ma anche di sottolineare come la richiesta di sostegno alla nostra filiera non sia un tentativo anacronistico di difesa della carta verso il digitale, bensì un’esigenza strategica a supporto di un settore d’eccellenza della nostra economia e a favore dello sviluppo culturale e sociale del Paese. Quanto alla “carta”, abbiamo ricordato semplicemente che la dematerializzazione non è certo garanzia di minor spreco di risorse, soprattutto per usi prolungati e ripetuti, come nei libri di studio, e soprattutto a fronte di un materiale di origine naturale, rinnovabile, riciclabile e biodegradabile”.

La Federazione Carta e Grafica (costituita da Assocarta, Assografici e Acimga), che rappresenta i settori cartario, grafico/cartotecnico trasformatore e macchine per grafica/cartotecnica, ha generato un fatturato di 24,3 miliardi di Euro nel 2017 (1,4% PIL) e un saldo positivo della bilancia commerciale di 3,6 miliardi di Euro, grazie all’attività di circa 170.000 addetti attivi in oltre 18.000 impreseRappresenta quindi anche la filiera produttiva dei libri e dei giornali, a monte del comparto editoriale: un settore che, come noto, conosce da anni elementi di crisi strutturali, sia legati all’evoluzione del mercato, sia alla scarsa propensione alla lettura degli italiani.

Un gap culturale che rappresenta per il Paese un elemento di debolezza competitiva rispetto agli altri Paesi evoluti e sul quale è sempre più necessario un piano nazionale di interventi strutturali a sostegno. Per informazioni: Ufficio Stampa Federazione Carta e Grafica – maria.moroni@assocarta.it – tel.: 02 29003018

Federazione Carta Stampa all’Oscar della Stampa 2018: premio grafica e cartotecnica “Industry 4.0”

Milano, 29 novembre 2018 – L’Oscar della Stampa 2018 premierà domani, per la prima volta, anche l’azienda grafica e cartotecnica aderente alla Federazione Carta e Grafica “più 4.0”, quella che meglio ha interpretato l’applicazione del nuovo paradigma industriale al proprio processo produttivo e alle proprie realizzazioni.

La selezione avverrà con il contributo dell’indagine della Federazione Carta e Grafica con SDA Bocconi, che ha esaminato le imprese e dato vita a vademecum pratici per l’implementazione dell’Industry 4.0 sia al livello dei diversi segmenti produttivi della filiera, sia, più in particolare, nelle singole aziende. Hanno risposto e compilato la survey 108 aziende appartenenti alla Federazione.

Quella dell’azienda più “4.0” è la grande novità della XXVII edizione del premio organizzato da Stratego Group, la cui cerimonia di consegna si terrà domani 30 novembre a Milano, con la Federazione Carta e Grafica che per la prima volta figura fra i protagonisti sostenitori della manifestazione.

Gli Oscar della Stampa, nati nel 1987 come Premio La Vedovella, premiano le migliori aziende del printing e del converting in Italia, dagli stampatori commerciali ed editoriali, agli stampatori di packaging sia su flessibile che su cartone e cartoncino che su etichette.

Siamo orgogliosi, attraverso un Oscar della Stampa dedicato, di poter contribuire a individuare aziende e premiare chi ha già condiviso e applicato i criteri della ‘digital revolution’ – afferma Carlo Emanuele Bona, Consigliere della Federazione, coordinatore dello specifico progetto Industry 4.0 -, che significa interconnessione, digitalizzazione dei processi, trasferimento di informazioni ed innovazione continua del processo produttivo. Vorrei rimarcare – prosegue Bona – l’importanza del sodalizio con SDA Bocconi che proseguirà, in parallelo con l’evoluzione di Industry 4.0, oltre la fase che ci ha permesso di scansionare le aziende e  di dare vita al Vademecum, attraverso il check up che ha contribuito nella scelta delle candidate all’Oscar. La Federazione Carta e Grafica – conclude il Consigliere – è probabilmente l’unica e certamente la prima nell’ambito confindustriale ad aver implementato un progetto inerente le innovazioni di Industry 4.0 all’interno di una filiera completa: lo stesso nostro modello federativo si ispira, e realizza, a livello associativo, alla condivisione e allo scambio continuo di informazioni che caratterizzano il nuovo paradigma organizzativo”.

Nata a giugno 2017, la Federazione Carta e Grafica rappresenta i comparti industriali di Acimga (macchine per la grafica e cartotecnica), Assocarta (carta e cartone) e Assografici (grafica e cartotecnica, trasformazione), con Unione Grafici di Milano e Comieco come soci aggregati. Nel complesso la filiera esprime un valore di 23,7 miliardi di euro di fatturato (pari all’1,4% del PIL) nel 2016, generato da 169.500 addetti attivi in quasi 18.600 imprese. I settorI aderenti alla Federazione sono pionieri nell’economia: Il 55% delle fibre utilizzate sono carte da riciclare, percentuale che è dell’80% nell’imballaggio. La Federazione è un sostenitore di politiche attive nel campo della cultura e dell’istruzione come ad esempio il Bonus 18.

 

 

Federazione Carta e Grafica: fatturato +3,8% nei primi 6 mesi 2018

Primo semestre 2018 molto positivo per il complesso dei settori appartenenti alla Federazione Carta e Grafica, ma le informazioni al momento disponibili lasciano intravedere un quadro in sicuro rallentamento per il terzo periodo dell’anno che è coerente con la stagnazione dell’economia italiana certificata recentemente dall’Istat.

 

19 novembre 2018 – “Proseguendo il buon andamento evidenziato nel 2017, la domanda interna dei prodotti/servizi realizzati dai tre settori rappresentati dalla Federazione (Industria delle macchine per la grafica e la cartotecnica, Industria cartaria e Industria grafica e cartotecnica trasformatrice) si è sviluppata nei primi 6 mesi 2018 del 5,5% rispetto all’analogo periodo dell’anno prima” afferma Pietro Lironi Presidente della Federazione Carta e Grafica “Dal favorevole andamento della domanda nazionale ha tratto vantaggio il fatturato complessivo che si è attestato, nel primo semestre 2018, a 12,5 miliardi di €, presentando un incremento del 3,8% rispetto ai valori dello stesso periodo dell’anno prima. Le vendite interne, pari a 7,8 miliardi di € (+4%), hanno continuato a fornire il principale contributo alla crescita del fatturato, anche se con una dinamica trimestrale in rallentamento (dal +5% del primo trimestre al +3% del secondo) aggiunge Lironi. Importante anche il contributo della domanda estera nel primo semestre 2018: l’export si è sviluppato del 3,6%, con un’evidente accelerazione tra primo e secondo trimestre (rispettivamente +2,1% e 5,1%). La dinamica della domanda interna è alla base del rilevante sviluppo delle importazioni che, proseguendo sui ritmi presentati nel corso della seconda metà del 2017, hanno presentato a fine giugno un aumento del 9,7%.

Tuttavia” prosegue Lironi “le indicazioni al momento disponibili sul terzo trimestre 2018 a livello dei singoli settori, insieme a quelle di stagnazione dell’attività del settore manifatturiero e del contesto economico nazionale rese note rispettivamente dal Centro Studi Confindustria (Indagine rapida sulla produzione industriale) e dall’Istat (Stima preliminare del Pil) diffuse a fine ottobre, confermerebbero per il periodo luglio-settembre 2018  una bassa dinamica della domanda  dei prodotti/servizi dei settori rappresentati dalla Federazione con inevitabili impatti in termini di fatturato delle imprese che ne fanno parte”.

È disponibile il download del testo completo della nota del Centro Studi Federazione “La Federazione Carta e Grafica nel 2018”.

 

Per informazioni: Ufficio Stampa Federazione Carta e Grafica – Maria Moroni

E-mail: maria.moroni@assocarta.it  – tel.: 02 29003018 – 340 3219859

 

#Bookcity2018: Federazione Carta e Grafica e Borsa Italiana promuovono “investire in titoli”, organizzato e ideato da Letteratura Rinnovabil

COMUNICATO STAMPA #Bonus18: nel 2018 a luglio, spesi già oltre 135 milioni di Euro dai 18enni che beneficiano dei 500 Euro di bonus. L’82% di quanto speso nell’intero 2017. Sono dati che lasciano ipotizzare una grande crescita di utilizzo, al secondo anno di iniziativa. I libri si confermano il prodotto culturale più acquistato dai 18enni (66,5% della spesa complessiva)

Milano, 17 novembre 2018 – Si è svolta oggi, presso Borsa Italiana nell’ambito di #Bookcity2018, la prima giornata di “investire in titoli”, evento ideato e organizzato da Letteratura Rinnovabile e promosso da Borsa Italiana e Federazione Carta e Grafica.

Un confronto in chiave economica e strategica tra gli operatori e gli stakeholder della filiera del libro ma anche della carta e della grafica, dal quale emergono esperienze aziendali e istituzionali virtuose come quella ad esempio del Bonus18, ma anche la forte necessità di individuare strumenti di misurazione della cultura per sfatare il pregiudizio diffuso per il quale la cultura rappresenti solo un valore economico intangibile. Il livello economico di un Paese è strettamente legato agli indici di lettura che in Italia rimangono molto bassi: nel 2017 solo il 41% degli italiani ha letto un libro. Inoltre gli investimenti in cultura in Italia sono solo il 50% rispetto a quanto destinato alla cultura da parte di Paesi con indici di lettura alti come Gran Bretagna, Francia.

Un tema quello del Bonus18 e del suo impatto dibattuto nell’ultimo panel della giornata Gli effetti degli investimenti istituzionali: dal Bonus18 a possibili trasformazioni che ha trattato l’importanza degli incentivi di Governo per promuovere la cultura e la lettura nello sviluppo del “capitale umano” delle nuove generazioni. L’incontro, moderato da Marco Zapparoli, fondatore della casa editrice Marcos y Marcos e Presidente dell’Associazione Editori Indipendenti, ha visto la partecipazione di Pietro Lironi, Presidente della Federazione Carta e Grafica, di Andrea Palombi, Vicepresidente di Adei e di Alberto Galla, past President dell’Associazione Librai.

Annunciati, ma non presenti al dibattito, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli e l’On. Vito Crimi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega all’Editoria. “la non presenza dei rappresentanti delle istituzionispiega Zapparoli in apertura – non è figlia di fraintendimenti o di disguidi: è invece la manifestazione di un atteggiamento che sembra essere la cifra di questo Governo nei confronti della cultura: promettere di agire in una direzione e poi fare il contrario”. “Il Bonus18 è un incentivo che ha avuto, già nel 2017, primo anno di implementazione, un buon riscontro sui giovani e benefici effetti sul settore e che quindi era utile sviluppare e mantenere nel tempo, per costruire una abitudine nel suo utilizzo e per mettere a punto le procedure e l’offerta: è sempre deleterio far nascere iniziative e poi magari modificarle o annullarle prima ancora che abbiano effetto e che siano attentamente analizzati i dati. Infatti – afferma Pietro Lironi, Presidente della Federazione Carta e Graficai dati sull’uso del bonus nel secondo anno ci dicono che a luglio 2018 si è già raggiunta una spesa di oltre 135M, l’82% di quanto speso nel primo anno. Potrebbero quindi essere molti di più i 18enni italiani (sono stati il 40% degli aventi diritto nel 2017) che hanno utilizzato il Bonus culturale nella sua seconda edizione: un segnale che gli strumenti hanno bisogno di tempo per affermarsi e che forse la comunicazione ha funzionato meglio, soprattutto nelle scuole, dove ci auguriamo il Bonus venga puntualmente promosso.”

“Per ottimizzare l’utilizzo del Bonus e ampliarne il consumo da parte dei giovani è importante perseverare con questo strumento, che si sta dimostrando efficace a sviluppare i consumi culturali, e analizzare i dati, disponibili in modo frammentato e poco puntuale, per affinarlo. Inoltre conclude Lironi sul Bonus come Federazione Carta e Grafica riteniamo che questo incentivo vada ampliato all’acquisto di abbonamenti a quotidiani e periodici”.

Nell’ottica poi di una forma di sostegno più ampia per target e più mirata sulla lettura Lironi e Alberto Galla concordano: “da tempo chiediamo la detrazione, in fase di dichiarazione dei redditi, delle spese per acquisto di libri e abbonamenti a quotidiani e periodici, in analogia con quanto avviene per spese mediche o per l’istruzione secondaria e universitaria: la cultura e la lettura sono beni pubblici di uguale se non maggiore rilevanza”.

La Federazione Carta e Grafica rappresenta un mercato che, nel complesso dei settori carta, grafica/cartotecnica trasformatrice e macchine per grafica e cartotecnica, rappresentate da Federazione esprime un fatturato di 24,3 miliardi di Euro (1,4% PIL) nel 2017, generato da circa 170.000 addetti attivi in oltre 18.100 imprese, che mostra un saldo positivo della bilancia commerciale di 3,6 miliardi di Euro. La filiera, nei primi sei mesi del 2018, evidenzia uno sviluppo della domanda nazionale del 5,5% (rispetto ai primi sei mesi del 2017) che ha un positivo riflesso sul fatturato, aumentato sempre nei primi sei mesi del 2018 del 3,8% (12,5 miliardi di Euro). Ben diverso l’andamento del secondo semestre che già esprime una bassa dinamica della domanda con inevitabili impatti sul fatturato, a motivo della stagnazione dell’attività manifatturiera e del contesto economico nazionale in linea con le stime preliminari di Istat e Centro Studi Confindustria.

Ufficio Stampa Federazione Carta e Grafica: maria.moroni@assocarta.it Piazza Castello, 28 Milano 340 3219859

 

Bookcity Milano #BCM18 17 e 18 novembre 2018

Bookcity Milano #BCM18 17 e 18 novembre 2018

Bookcity Milano #BCM18 (17 e 18 novembre 2018): Federazione Carta Grafica e Borsa Italiana promuovono “investire in titoli” organizzato e ideato da Letteratura Rinnovabile

FEDERAZIONE CARTA GRAFICA è partner di Bookcity #BCM18 per promuovere la lettura quale bene pubblico primario per la formazione di giovani e adulti. Sabato 17 e domenica 18 novembre 2018 Federazione Carta Grafica e Borsa Italiana promuovono “investire in titoli” organizzato e ideato da Letteratura Rinnovabilec/o Palazzo Borsa Italiana.

In particolare, sabato 17 novembre alle ore 17.00, il Presidente della Federazione Carta Grafica Pietro Lironi interverrà al seminario “Gli effetti degli investimenti istituzionali: dal Bonus 18 a possibili trasformazioni” con l’On. Vito Crimi – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Alberto Galla dei Associazione Librai Italiani.

#investireintitoli #BCM18

Qual è la principale arma competitiva nello scenario Industria 4.0?

Qual è la principale arma competitiva nello scenario Industria 4.0?

Completezza nell’interpretare i dati, rapidità nel prendere le decisioni, capacità di valutare gli impatti determinati dalle decisioni stesse sull’organizzazione aziendale.

Sono queste alcune delle indicazioni contenute nell’analisi svolta da SDA Bocconi attraverso il checkup “Industry 4.0 – Istruzioni per l’uso” realizzato su misura delle aziende della carta e grafica.

La guida completa, un volume distribuito a tutti gli Associati, è stata presentata dalla Federazione Carta e Grafica in occasione dell’Assemblea Pubblica, svoltasi il 30 maggio 2018 durante la fiera Print4All. “Industry 4.0 Istruzioni per l’uso”, è stato sviluppato negli ultimi nove mesi dalla Federazione insieme a SDA Bocconi, consentendo di sensibilizzare sul tema le aziende associate ad Acimga, Assocarta e Assografici. Il check-up ha raccolto una quota importante di feedback: oltre cento le aziende che, tra gennaio e marzo, hanno attivamente partecipato all’indagine.

Il progetto è stato sviluppato con un duplice obiettivo: realizzare la mappatura della filiera, sul grado di adozione dei principi dell’Industry 4.0, con le specifiche dei diversi segmenti di attività; individuare e suggerire percorsi operativi attuabili dalle aziende.

 

Gli Associati che hanno partecipato fin dall’inizio al Progetto, compilando il check-up nei tempi richiesti, hanno ricevuto la scheda personalizzata che indica “quanto” l’azienda “è 4.0”: un aiuto concreto per sviluppare la propria organizzazione, basandosi sui punteggi conseguiti nei vari parametri, verificando il proprio posizionamento rispetto alla media e alle best practice rilevate nello specifico segmento di attività.

Grazie all’intesa con SDA Bocconi, l’opportunità di ottenere il checkup personalizzato e conseguente elaborazione della scheda aziendale è stata estesa a tutto il 31/12/2018. Per usufruirne occorre compilare il questionario (cliccando su questo link) e corrispondere in contributo di € 200,00.

Il progetto ha già rilevato la sua efficacia a livello di Federazione, e sarà sviluppato attraverso diverse iniziative. A partire all’organizzazione di un supporto operativo alle aziende interessate a intraprendere uno dei percorsi evolutivi suggeriti loro dalla scheda di valutazione aziendale.

Share This