Eventi e Progetti

Applicare in azienda Industry 4.0. Imprese in aula con SDA Bocconi

Cos’è un progetto Industry 4.0, quali sono le tecnologie e le problematiche. Quali vantaggi produttivi e di mercato assicura e quali azioni concrete vanno intraprese per far compiere alla propria azienda il salto di qualità. E’ una guida completa teorica e pratica all’evoluzione 4.0 quella che i 20 partecipanti alla seconda fase del progetto della Federazione Carta e Grafica, realizzato con SDA Bocconi, riporteranno con sé in azienda a conclusione di due giornate di formazione. In aula il 26 e 27 settembre prossimi, a Milano, i docenti della SDA Bocconi si alterneranno con esperti in tecnologie e applicazioni ICT per lo svolgimento di un programma intensivo (visibile cliccando qui): gli aspetti accademici, le valenze industriali, quindi ampio spazio alle applicazioni.

Il corso affronta e risolve le problematiche 4.0 della filiera industriale completa: analizza e disegna lo sviluppo delle aziende in funzione delle opportunità dei segmenti a valle e a monte, esaltando l’integrazione attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Da qui i due piani di formazione: uno verticale, che affronta le specifiche delle singole componenti (l’industria della carta, delle macchine e della grafica), quindi la dimensione orizzontale, con l’integrazione di processo e di prodotto fra settori sinergici, con le opportunità conseguenti di nuovi processi e nuove realizzazioni.

Il corso realizza la seconda fase dell’impegno della Federazione Carta e Grafica in Industry 4.0: cominciato nel 2016 affiancando gli esperti ministeriali fin dai primi passi che hanno portato alla costruzione del modello di azione e incentivazione, quindi evoluto con la survey, organizzata con SDA Bocconi, che ha raccolto e catalogato le attitudini 4.0 di oltre 100 aziende appartenenti alle tre associazioni (Acimga, Assografici, Assocarta) costituenti la Federazione. I risultati della ricerca hanno portato alla realizzazione del Vademecum Industry 4.0 Istruzioni per l’uso (visibile qui) con le relative caratterizzazioni di settore.

Quindi, l’aula: “Dopo aver inquadrato e affinato consistenze e necessità dei settori che confluiscono nella Federazione – spiega il prof. Enzo Baglieri, della SDA Bocconi, coordinatore del progetto -, abbiamo costruito un programma didattico in cui passeremo dalla formazione pura alla ricetta personalizzata. Grande attenzione sarà riservata agli aspetti di pratica realizzazione, per arrivare alle conclusioni con lo sviluppo di un piano d’azione azienda per azienda”.

“Il plus di questa iniziativa consiste nell’aver concretizzato, come Federazione, un corso che unisce esperienza e valore accademico di SDA Bocconi ad un progetto di filiera che tiene conto, con pari rilevanza, delle tecnologie e delle risorse umane, focalizzando non solo gli aspetti hardware della tecnologia, ma anche il suo utilizzo”, aggiunge Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica e Coordinatore del progetto Industry 4.0. In parallelo al corso focalizzato per imprenditori e manager sugli aspetti tecnologici, la Federazione sta contribuendo anche alla formazione delle risorse umane in grado di gestire i processi 4.0: partiranno a ottobre i due corsi biennali ITS per super-tecnici dell’industria grafica, cartaria e del packaging nei poli industriali del Veronese, con Istituto San Zeno e Meccatronico Veneto, e della Lucchesia, con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord (qui l’articolo con i dettagli).

Dopo la formazione in aula per gli imprenditori, un ulteriore step dell’iniziativa di Federazione e SDA Bocconi porterà gli esperti nelle singole realtà imprenditoriali per la terza fase del progetto, dedicata alla pratica realizzazione dei protocolli Industry 4.0. Le aziende che lo vorranno saranno seguite, attraverso consulenza specifica, nella progettazione e implementazione delle soluzioni nelle linee produttive.

I corsi ITS risposta vincente della Federazione alla sfida dell’Industria 4.0

Lorenzo Poli, presidente AFC e promotore per la Federazione Carta e Grafica dei corsi ITS

 

Partono in ottobre due corsi ITS, in Veneto e in Toscana, che formeranno complessivamente 50 supertecnici per l’industria cartaria, cartotecnica e del packaging. Altri corsi analoghi sono in preparazione, sempre con il patrocinio e la regia delle Federazione Carta e Grafica. Le selezioni per gli ultimi posti disponibili si completeranno entro questo mese, sia per il corso  organizzato con l’Istituto SanZeno di Verona e l’ITS Academy del  Meccatronico Veneto per “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio), sia per il corso denominato “Paper 19” organizzato da ITS Prime e Confindustria Toscana Nord per “Tecnico Superiore per la produzione del settore cartario” (qui il dettaglio).

Essere assunti appena terminato il corso di studi, trovarsi in pochi mesi a capo di un reparto industriale con preparazione tecnica di primo piano, retribuzione elevata e prospettive di carriera: queste le straordinarie opportunità offerte dagli ITS, Istituti che, attraverso corsi biennali, sfornano Tecnici Superiori, figure di cui l’industria ha sempre più bisogno. La Federazione Carta e Grafica, promuovendo gli ITS – due corsi stanno per partire in Veneto e Toscana, altri sono in via di realizzazione in Lombardia, quindi nel Centro-Sud -, sta realizzando aspirazioni non solo dei giovani, ma dell’intera filiera, che ha fame di supertecnici in grado di gestire l’innovazione.

 Lorenzo Poli, industriale della carta, ingegnere, presidente di AFC, illustra la soluzione che gli imprenditori stanno sviluppando al problema del “mismatch”, la dissonanza fra domanda e offerta di lavoro che lascia sotto o addirittura inoccupati molti laureati e insoddisfatte le imprese che hanno bisogno di figure professionali all’altezza delle nuove esigenze degli stabilimenti interconnessi, di quella che viene definita “quarta rivoluzione industriale”.

 Presidente Poli, cosa fanno questi supertecnici e perché sono i preferiti dalle aziende?

“Gli ITS realizzano figure professionali a misura delle nuove esigenze dell’industria. Abbinano formazione tecnica, aula e pratica in azienda, preparano lavoratori ad alta professionalità destinati a governare le intelligenze di gestione degli impianti 4.0. Forniscono una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire la propria formazione lavorativa e trovare immediata collocazione nel mondo della produzione”.

Non ci sono i laureati, per questo?

“Non sempre e non necessariamente. Ci arrivano domande da giovani ingegneri con curriculum di studi importanti e aspettative alte, eppure non sempre all’altezza della pratica implementazione dei sistemi 4.0, sigla che è arrivata a connotare una rivoluzione che era già in atto e che viene riferita alle aziende, ma solo di rado alle professionalità”.

Quanto guadagna e che carriera può fare un diplomato ITS?

“Non ci sono differenze di guadagno sostanziali fra un tecnico di ITS e un laureato, considerando che, complice il meccanismo del cuneo fiscale, le retribuzioni tendono a equipararsi man mano che si sale nelle funzioni e nelle mansioni. Per contro, ci sono molti più posti in una cartiera o in una cartotecnica, disponibili e vacanti per tecnici ITS che per laureati. Quanto alla carriera, chi esce da una scuola di formazione tecnica può aspirare ai massimi livelli nei ruoli di produzione e manutenzione di stabilimento, con il vantaggio di essersi messo alla prova in azienda già durante il corso di studi e senza la comprensibile fatica che prende chi, dopo la laurea, deve fare un bagno d’umiltà nella realtà aziendale partendo da ruoli più pratici, esecutivi”.

Qualche esempio?

“Prendiamo una cartiera, che può essere divisa in tre grandi reparti: la produzione impasti, la produzione della carta con la macchina continua e la manutenzione, reparto quest’ultimo fondamentale per aziende che lavorano 7 giorni su 7, h24. Un tecnico formato in ITS è vocato quanto meno a diventare capo di uno di questi reparti; al di sopra c’è il capoturno, ci sono le direzioni di produzione e di manutenzione. Le posizioni da caporeparto in su, a seconda delle proprie ambizioni e capacità, sono tutte facilmente accessibili e sono ruoli nei quali facciamo veramente fatica oggi a trovare figure da collocare”.

La formazione ‘in casa’ non basta più?

“Le tecnologie sono evolute rapidamente. Ad esempio, in una cartotecnica, le macchine di trasformazione, stampa ed allestimento si sono evolute al di sopra di ogni aspettativa negli ultimi anni, hanno un livello di automazione elevato, sono interfacciate tramite plc, pc e sistemi elettronici e telematici di controllo. Ormai raggiungono performances incredibili, attraverso sistemi di controllo che assomigliano più a dei videogames che alle vecchie immagini di macchine industriali a cui il nostro immaginario ancora si riferisce. La persona con la migliore volontà, ma con una terza media o con un diploma professionale, non è in grado di gestire determinati macchinari. Tutto è diventato più veloce e non ci sono più i margini per far crescere l’esperienza giorno dopo giorno, lavorando in azienda”.

Qual è la soluzione ideale?

Occorre un livello superiore di formazione. Il mutato scenario tecnologico  crea nuove esigenze di percorsi formativi più pratici, evoluti e specifici: gli ITS. E crea esigenze per posti di lavoro che non c’erano e per lavoratori che non si trovano sul mercato del lavoro attuale. Una volta si entrava in azienda con la prospettiva di rimanerci 30 anni e solo dopo 5-6 si cominciavano a ricoprire i primi posti di responsabilità. Oggi i nuovi assunti in sei mesi aspirano a diventare capi e noi in sei mesi vogliamo che diventino capi: nessuno dei due ha interesse ad aspettare”.

Incide anche la rapidità con cui evolve la stessa mission delle imprese?

“Questo è un altro fattore determinante. Le esigenze dettate dallo sviluppo dell’economia circolare rendono gli impianti sempre più complessi, richiedono grande preparazione, la capacità di gestire molti aspetti collaterali alla produzione. Una volta un’azienda cartaria partiva da un semilavorato, la cellulosa, ne faceva un prodotto e il resto andava in smaltimento senza puntare al riuso, non esistevano procedure né leggi specifiche. Oggi si utilizza tutto il flusso di produzione, che si uniforma all’economia circolare in cerchi concentrici. Siamo passati dal singolo direttore di produzione a una struttura con diversi vice, uno per gestire le acque, uno gli scarti, uno le plastiche. Ciascuno di questi ambiti è diventato sottosezione di un’azienda che ha la sua linea principale storica quindi una serie di sotto-aziende che richiedono persone sempre più preparate”.

Come nasce l’impegno della Federazione verso i corsi ITS?

“La Federazione, che patrocina ormai più corsi nei distretti cartari italiani, ha una missione precisa a sostegno delle esigenze delle cartiere italiane del packaging, delle aziende di trasformazione italiane e delle aziende italiane di produzione dei macchinari di trasformazione,  tutte ai vertici mondiali come referenze dei singoli comparti. E’ un settore che cresce e che chiede molte nuove figure formate. Noi siamo precursori sul tema: 20 anni fa Assocarta si era autotassata attraverso i suoi soci per realizzare un corso di formazione avanzato 50% scuola 50% lavoro. Durava solo un anno, ma banalmente era già un ITS e non lo sapevamo. Oggi gli ITS, biennali, sono classificati in chiave europea, rappresentano una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire una sua formazione lavorativa senza per forza ambire al titolo accademico, paradossalmente la cosa più difficile è farne percepire vantaggi, validità e prospettive ai potenziali fruitori. Sono convinto che fra 5 anni staremo a parlare di più classi da aprire per stare dietro alla domanda, visto che l’esigenza di professionalità cresce in modo esponenziale, ma per il momento resta la necessità di far giungere il messaggio alle famiglie, che vorrebbero vedere i loro figli laureati. Sono convinto che il passaparola e le evidenze ci daranno ragione”.

Quali sono i prossimi passi?

“A Verona, all’Istituto San Zeno insieme con il Meccatronico Veneto, il prossimo 24 settembre si terranno le selezioni suppletive per gli ultimi posti a disposizione del corso per Tecnico Superiore per l’Industria della Carta e del Packaging sostenibile. Il modello realizzato in Veneto è stato velocemente replicato a Lucca – con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord – dando luogo al corso biennale Paper 19, di Tecnico Superiore per le aziende della carta, cartone e relativa produzione di macchine. Una terza iniziativa sta per nascere in Lombardia, poi ci saranno altre due declinazioni nel Centro-Sud, nei poli cartari delle Marche e del Lazio”. 

 

Industria 4.0, formazione, sostenibilità: la Federazione guarda al futuro

Innovazione tecnologica, formazione avanzata, sostenibilità che realizza l’economia circolare. Sono i temi principali d’azione della Federazione Carta e Grafica e coincidono con i punti chiave della nuova sfida a cui l’Europa è chiamata per competere con i giganti industriali del mondo. Questioni strategiche per l’Unione e soprattutto per l’Italia.

Importanti contributi da parte di studiosi e commentatori in questi giorni tracciano un panorama dominato dalle tecnologie digitali, che chiamano la manifattura a fare i conti con nuovi modelli di produzione, da un lato, e nuove abitudini dei consumatori, dall’altro. Un ruolo di peso crescente spetta al packaging, che nasce dalle dalle aziende della cartotecnica e della stampa, sia nella gestione dei materiali sia nelle tecnologie di stampa (occorre considerare che la sola fase finale del confezionamento, con dosaggio e riempimento, è affidata ad automatismi a valle della filiera della carta e della grafica). La strategicità della filiera emerge con chiarezza dalle parole di Piero Formica, che in un editoriale del Corriere di Bologna, scrive: “Tecnologie dirompenti stanno trasformando il packaging che accompagna quasi tutto ciò che acquistiamo. L’industria degli imballaggi e dei materiali da imballaggio si stima che supererà 1,3 trilioni di dollari entro il 2024. (…) Gli esperti puntano il dito verso la fonte d’innovazione dei materiali più leggeri e delle etichette intelligenti che aiuteranno a tracciare e rintracciare i prodotti, fornire una protezione anticontraffazione, offrire migliori esperienze di vendita al dettaglio e coinvolgere i consumatori in nuovi modi. Non meno dirompente è la richiesta, anche per via legislativa, di imballaggi riutilizzabili e di prodotti degradabili”. (qui il link all’articolo completo).
La Federazione Carta e Grafica è in prima linea, con un’azione potente e sinergica, su questi fronti. Le tecnologie 4.0, alle quali le imprese della filiera guardano con crescente motivazione, sono al centro di un’azione mirata, condotta con SDA Bocconi, per accompagnare le aziende nel salto di qualità – al tempo stesso tecnologico e culturale – che si avvale dell’intelligenza artificiale e della capacità di acquisizione e impiego dei grandi volumi di dati, attraverso l’interconnessione, per innovare processi e dare vita a nuovi prodotti. Un terreno sul quale l’Europa è chiamata a recuperare velocemente rispetto ai colossi mondiali (qui una riflessione di Vittorio Meloni su Milano Finanza).

La formazione è il versante d’attività sul quale la Federazione, sostenendo la formazione di super-tecnici su misura delle nuove esigenze delle imprese, sta dando impulso agli ITS (lo scenario formativo è chiaramente inquadrato in quest’articolo di Claudio Tucci sul Sole24Ore): è di questi giorni l’apertura delle iscrizioni per “Paper19”, il corso promosso con ITS Prime che formerà, del distretto cartario della Lucchesia, in Toscana, tecnici qualificati per lo svolgimento delle attività di gestione del processo produttivo, nelle industrie del settore cartario (qui il dettaglio del corso). Iniziativa che va a unirsi a quella del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico del distretto Veronese, dove la Federazione Carta e Grafica insieme con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto ha promosso il primo corso biennale per la formazione della figura professionale di “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio del corso).

L’economia circolare rappresenta lo scenario complessivo in cui innovazione e formazione vanno a declinarsi (qui l’approfondimento di Confindustria sul tema), con numeri da primato che interessano soprattutto il settore della carta, e anche qualche nodo importante ancora da sciogliere (è del 25 luglio l’appello pubblico a Governo e Parlamento per sbloccare il ciclo dei rifiuti, qui i particolari). Riciclare e riutilizzare sono attività non solo coerenti con i nuovi paradigmi della produzione, ma anche più convenienti: le misure contenute nel Decreto Crescita, di recente conversione in legge, introducono sconti fiscali interessanti, che segnano un ulteriore motivo per accelerare su questo versante (qui l’approfondimento pubblicato da Italia Oggi Sette).

La sfida 4.0 della Federazione Carta e Grafica in “Scenari” del Sole24Ore

 

La Federazione Carta e Grafica racconta il suo impegno sul versante delle tecnologie avanzate nell’inserto “Scenari” del Sole24Ore del 29 luglio 2019, con particolare riferimento al Progetto Industry 4.0 (cliccare qui per l’articolo in pdf).

Le associazioni confindustriali della carta e della grafica che sono riunite nella Federazione, sono state fra i primi a cogliere a livello di filiera le opportunità del nuovo paradigma industriale, dapprima con la partecipazione attiva con le istituzioni nella fase di messa a punto degli incentivi, quindi varando un programma per le aziende associate, insieme con SDA Bocconi.

Oggi, alla vigilia della partenza della fase 2, dedicata alla formazione, la Federazione coglie l’opportunità offerta dal Sole24Ore per rappresentare attività e obiettivi del Progetto. A seguire, il testo completo dell’articolo.

LA FEDERAZIONE è in prima linea per introdurre e sviluppare il nuovo paradigma industriale nelle aziende
Carta e grafica, la filiera che punta al 4.0
Da settembre parte la fase 2, con il Progetto sviluppato con SDA Bocconi, che prevede la formazione per gli associati

Partirà a settembre la fase 2 del Progetto Industry 4.0, la parte applicativa per le aziende della filiera della carta e della grafica, organizzato dalla Federazione Carta e Grafica insieme con SDA Bocconi. Dopo la realizzazione della survey “Printing 4.0”, a cui hanno partecipato oltre 100 imprese, e la successiva pubblicazione del vademecum “Industry 4.0: Istruzioni per l’uso”, con le opportune declinazioni di settore, è il momento della formazione, con due giornate in aula e quattro sessioni in remoto. Al termine i partecipanti avranno la possibilità di accedere all’approfondimento e all’assistenza personalizzata in azienda.

La Federazione Carta e Grafica, costituita nel 2017, vede assieme Acimga, che rappresenta i comparti delle macchine per grafica e cartotecnica, Assocarta, con i produttori di carta, cartone e paste per carta, e Assografici con il comparto grafica (stampa editoriale, pubblicitaria e commerciale) e il settore della cartotecnica e trasformazione, con Unione Industriali Grafici Cartotecnici Milano e Comieco quali soci aggregati. Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18.000 aziende e quasi 172.000 addetti – e la bilancia commerciale in attivo per 3,6 miliardi di euro -, i settori rappresentati dalla Federazione costituiscono una voce di rilievo della manifattura italiana. Il saldo positivo con l’estero, in particolare, è cresciuto del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate e differenti nei singoli comparti.

La spinta verso l’innovazione tecnologica, in particolare attraverso lo sviluppo di Industry 4.0, insieme con l’economia circolare, la formazione e l’internazionalizzazione, è uno dei temi portanti della nuova presidenza della Federazione, da luglio affidata a Girolamo Marchi. Un impegno che rinnova l’azione specifica di supporto e servizi ai propri associati sulla manifattura industriale che si avvale della rete, del cloud, dei big data e dell’Internet delle cose (IoT) per innovare processi e prodotti.

“La Federazione Carta e Grafica è tra le prime in ambito confindustriale ad aver implementato un progetto dedicato che tratta le innovazioni di Industry 4.0 all’interno di una specifica filiera – spiega Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione e Coordinatore del progetto Industry 4.0 -. Lo stesso nostro modello federativo si ispira, a livello associativo, alla condivisione e allo scambio continuo di informazioni che caratterizzano il nuovo paradigma organizzativo. Industria 4.0 significa interconnessione, trasferimento di informazioni, innovazione continua del processo decisionale e produttivo”.

Nella Federazione, l’operatività della mission 4.0 è affidata ad Acimga, che presidia un settore altamente rappresentativo della meccanica strumentale “made by Italy”, pay off coniato dall’Associazione, tecnologia e know how non solo prodotti, ma anche implementati, in ogni parte del mondo, con l’imprinting italiano. Nel 2018 l’industria delle macchine per la stampa, la cartotecnica e il converting è cresciuta del 5,6% in fatturato, pari a circa 2,88 miliardi di euro, con un’eccellente performance sui mercati esteri che, grazie a un incremento dell’8%, si attesta sul controvalore record di 1,853 miliardi, facendo dell’Italia il secondo esportatore mondiale del settore.

“Il piano nazionale Industria 4.0, della cui elaborazione siamo stati parte attiva – spiega Aldo Peretti, consigliere della Federazione Carta e Grafica e presidente di Acimga -, ci vede in prima linea con l’approfondimento, insieme con SDA Bocconi, e la realizzazione di strumenti per le imprese con l’obiettivo di supportarle nei processi necessari all’applicazione dei principi che caratterizzano il nuovo contesto competitivo. Dall’iperammortamento all’implementazione delle tecnologie e procedure 4.0, attraverso percorsi formativi, e anche approfittando degli incentivi previsti dal recente Decreto Crescita per lo sviluppo dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale: la Federazione è accanto alle proprie aziende con un Progetto 4.0 che mette al primo posto l’innovazione nell’automazione e nei processi industriali”.

 

In Toscana nuovo corso per supertecnici della filiera della carta

(immagine da cartiere.it)

Nuovo traguardo raggiunto dalla Federazione della Carta e della Grafica nella formazione di supertecnici per le industria della filiera. E’ stato presentato presso la Regione Toscana “Paper 19”, corso biennale di Tecnico Superiore sviluppato su misura delle aziende della carta, cartone e relativa produzione di macchine, da ITS Prime, in coprogettazione con la Federazione, con Confindustria Toscana Nord e con le più rilevanti aziende del comparto che operano sul territorio, in particolare, della Lucchesia. (qui l’articolo de La Nazione a resoconto dell’incontro) .

Il corso formerà 25 figure professionali destinate all’inserimento nel middle management di produzione, in un distretto industriale che conta 250 aziende e 7.000 addetti. Il termine ultimo per le iscrizioni è il 25 ottobre prossimo.

“Paper 19” è la più recente iniziativa nella formazione professionale, una delle linee strategiche della Federazione Carta e Grafica già popolata da attività di rilievo. Partirà infatti in ottobre, in un’altra area forte della produzione cartaria nazionale, il distretto veronese, che conta 6.500 addetti, il corso biennale di Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile (qui il dettaglio del corso), nel polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico sviluppato dalla Federazione, con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto.

Smart packaging da riciclo agevolato nel Decreto Crescita

La sperimentazione e realizzazione di “packaging intelligente” ottenuto da materiali di recupero rientra fra le attività sostenute dal Decreto Crescita di recente convertito in legge dal Parlamento.
L’art. 26 del Decreto (n. 34 del 30/4/2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno scorso), in particolare, dettaglia le “Agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare”, tema cavallo di battaglia della Federazione Carta e Grafica. I progetti di ricerca e sviluppo in economia circolare saranno sostenuti dal finanziamento agevolato che copre il 50% delle spese e costi ammissibili e da un contributo diretto alla spesa sugli stessi nella misura del 20%. Qui il testo dell’articolo 26
Lo stesso provvedimento legislativo prevede anche agevolazioni per il riuso di imballaggi, sotto forma di credito d’imposta, e contributi per l’acquisto di semilavorati o prodotti finiti derivanti per almeno il 75% della loro composizione da materiali riciclati.
Il concetto di economia circolare trova nella filiera della carta, della grafica e della cartotecnica una delle aree di eccellenza in Italia. Nel 2018 la raccolta differenziata di carta e cartone è aumentata del 4% su base annua, arrivando alla soglia dei 3 milioni e mezzo circa di tonnellate, (oltre 56 chili per abitante), mentre migliora il Sud che contribuisce con il 50% ai nuovi volumi. Secondo i dati più significativi contenuti nel 24° Rapporto di Comieco, il riciclo si attesta invece all’81% dell’immesso al consumo, superando gli obiettivi europei fissati al 2025. Comieco, il consorzio per il riciclo di carta e cartone, ha erogato oltre 97 milioni ai Comuni convenzionati.

La Federazione Carta e Grafica nel focus Economia Circolare di Repubblica

Un’intera pagina su La Repubblica, nel focus Economia Circolare di domenica 7 luglio 2019 in cui vengono presentati gli obiettivi, le azioni, la filosofia delle imprese riunite nella Federazione Carta e Grafica. Un’intera pagina “redazionale”, come si dice in gergo, ma ben lontana dall’autopromozione. La mission della Federazione, la sfida di estendere i primati in economia circolare conseguiti dal settore della carta e del cartone all’intera filiera, sia come scelta etica, sia nei risultati tecnologici e industriali, è descritta con chiarezza, riprendendo temi e dichiarazioni già divulgati agli organi d’informazione e oggetto di dibattito nella recente Assemblea annuale della Federazione, non casualmente intitolata “Le Carte del futuro”.

La pagina pubblicata sul Focus Economia Circolare de La Repubblica di domenica 7 luglio 2019

 

Ecco, a seguire, titoli e testi degli articoli che compongono la pagina.

La Federazione Carta e Grafica una filiera che vale l’1,4% del Pil

L’insieme dei settori industriali rappresentati fattura 24,9 miliardi, conta oltre 18mila aziende con quasi 172mila addetti

Da due anni, sul territorio nazionale, opera una nuova Federazione, nata con l’intento di costituire un soggetto rappresentativo più ampio e significativo in termini di rappresentatività per tutta la filiera della carta e della grafica.

LA FONDAZIONE. Fondata nel giugno 2017, la Federazione Carta e Grafica è costituita da ACIMGA (www.acimga.it) che rappresenta i comparti delle macchine per grafica e cartotecnica, Assocarta (www.assocarta.it), i produttori di carta, cartone e paste per carta, e Assografici (www.assografici.it) il comparto grafica (stampa editoriale, pubblicitaria e commerciale) e il settore della cartotecnica e trasformazione, con Unione Industriali Grafici Cartotecnici Milano e Comieco quali soci aggregati. Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18mila aziende e quasi 172mila addetti – e un saldo attivo della bilancia commerciale per 3,6 miliardi di euro – i settori rappresentati dalla Federazione costituiscono una voce importante della manifattura italiana. Quest’ultima, in particolare, è cresciuta del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate e differenti nei singoli comparti.

LA RICERCA E L’INNOVAZIONE, Tra gli impegni della Federazione spicca quello verso l’innovazione tecnologica, con l’applicazione del piano Industry 4.0. Si tratta di un impegno che consente di fornire un contributo fondamentale allo sviluppo dell’economia circolare e delle nuove frontiere produttive, con innovative competenze nel management delle aziende e nella produzione. Gli associati di tutta la filiera puntano verso la produzione 4.0 e, in parallelo, verso nuovi paradigmi della produzione stessa, realizzando come Federazione un nuovo modello di servizio con osmosi continua di competenze e comunicazioni fra le associazioni. Il salto di qualità dalla carta all’economia circolare di filiera trova piena legittimazione nei dati della ricerca “Carta e ambiente. Sfatiamo i luoghi comuni”, realizzata da Two Sides in otto Paesi europei, fra cui l’Italia. Sono significativi alcuni risultati anticipati all’assemblea da Fabrizio Savorani di Two Sides Italia: la lettura su carta di un libro o di un periodico è ritenuta più piacevole dal 70% degli interpellati (per l’Italia il sondaggio riguarda un campione significativo di 1.121 persone), percentuale analoga a quanti sono preoccupati dal fenomeno delle fake news. Da notare anche che il 32% ritiene più affidabili le notizie riportate su carta, a fronte di un 15% che si fida di social network e alle più diffiuse piattaforme digitali. Un luogo comune da sfatare è l’idea che la superficie forestale europea dal 2000 a oggi si sia ridotta, credenza assolutamente contraria alla verità che in Italia resiste presso l’80% degli interpellati, mentre nella realtà il patrimonio boschivo cresce proprio grazie all’intervento dell’industria della carta. Infine, il riciclo, che vede carta e cartone in pole position nei numeri effettivi, non è allo stesso piano nella percezione del pubblico: un altro ambito sul quale lavorare intensamente grazie alle opere di divulgazione e tutela quotidiane da parte della Federazione.

IL PROGRAMMA. Un’importante sfida a tutela della filiera

Come dichiarato dal nuovo presidente della Federazione, Girolamo Marchi, la sfida attuale è quella di applicare all’intera filiera i concetti, le tecniche e i benefici dell’economia circolare, tema al centro delle cronache e che vede all’avanguardia i settori industriali. La Federazione della Carta e della Grafica celebra due anni dalla sua fondazione con questo ambizioso obiettivo: estendere a tutto il comparto i primati delle realtà cartarie, con il 57% di riciclo che raggiunge l’80% del cartone per imballaggi, in una visione allargata e senza soluzione di continuità che va dai materiali alle tecnologie 4.0, alla formazione avanzata, alla crescita internazionale, fino alla comunicazione e sensibilizzazione dell’utente finale. Il presidente ha poi sottolineato l’impegno nel promuovere e tutelare la filiera attraverso il piano industria 4.0 e la defiscalizzazione degli investimenti pubblicitari sui giornali.

L’ASSEMBLEA. Il nuovo presidente è Girolamo Marchi

La Federazione, di cui fanno parte Assocarta, Acimga e Assografici, con Comieco e Unione Grafici Cartotecnici di Milano come soci aggregati, ha celebrato la sua assemblea annuale lo scorso 26 giugno, con il passaggio del testimone della presidenza da Pietro Lironi (Assografici) a Girolamo Marchi (Assocarta). Lironi ha espresso soddisfazione per l’ottimo stato di salute con il quale lascia la Federazione e ha rivolto gli auguri al nuovo presidente Marchi e a Emilio Albertini, eletto in mattinata alla presidenza di Assografici, che lo affiancherà come vicepresidente. Il neo presidente Marchi ha associato i concetti fondamentali su cui si articolerà l’azione nel prossimo biennio, in cui ruolo e potenzialità della Federazione saranno mirati a intensificare le relazioni istituzionali con governo, parlamento e istituzioni nazionali e europee. www.federazionecartagrafica.it

LA FILOSOFIA. Il valore essenziale del riciclo

Il settore della carta ha saputo coniugare la sostenibilità con l’impiego di materie prime rinnovabili e il riciclo dei prodotti a fine vita. Infatti, la carta è rinnovabile, riciclabile, biodegradabile e compostabile. L’industria cartaria nazionale ha sempre rivolto una grande attenzione all’importanza di dare nuova vita alla carta e al cartone usati, reimpiegandoli nelle proprie produzioni, anticipando così ampiamente il concetto di economia circolare. L’Italia oggi è al terzo posto in Europa per i volumi di carta da riciclare impiegati annualmente; il 57% delle carte e cartoni prodotti, inoltre, è realizzato a partire da carta riciclata.

IL FOCUS. L’eccellenza del made in Italy

L’industria cartaria italiana è quarta in Europa con il 10% dei volumi complessivi dell’area. Nelle diverse tipologie, è leader assoluta nella produzione di carte per uso domestico, igienico e sanitario e terza nelle carte e cartoni per imballaggio e in altre specialità. L’industria delle macchine per printing e converting è seconda al mondo, con uno share di mercato che sfiora l’11%. Inoltre, l’industria grafica e quella cartotecnica trasformatrice sono prime per numero di imprese.

 

Sostegni ai progetti tecnologici 4.0 nel Decreto Crescita

Superammortamento del 130% per gli investimenti in beni strumentali e agevolazioni del 50% per la realizzazioni dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale che implementano le tecnologie 4.0. Sono due delle misure a sostegno delle imprese previste dal Decreto Crescita (n. 34 del 30/4/2019), convertito in legge e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno scorso (qui il testo del decreto). Alcune misure potranno concretamente agevolare il percorso delle imprese verso la “digital transformation”, un campo di applicazione in cui la Federazione Carta e Grafica è stata una delle prime realtà associative a disegnare un percorso di grande qualità a servizio delle proprie imprese associate, con il Progetto Industry 4.0 realizzato insieme con SDA Bocconi (qui gli sviluppi, che da settembre prevedono la fase formativa delle imprese).

L’articolo 1 del Decreto Crescita reintroduce dal 1° aprile 2019 la misura del cosiddetto superammortamento, ovvero l’agevolazione che consente di maggiorare del 30 per cento il costo di acquisizione a fini fiscali degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi.

Per quanto riguarda il piano nazionale Industria 4.0, sono previste agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50 per cento dei costi ammissibili (per un importo di spesa almeno pari a
50.000 euro) per la realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale. In particolare, la prima delle tipologie di interventi agevolati, è l’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e delle tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori, al software, alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.

Altre opportunità di investimenti potranno essere intercettate dalle micro, piccole e medie imprese grazie allo sgravio sugli interessi previsto dalla cosiddetta legge “Nuova Sabatini”. I finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature compresi beni strumentali “Industria 4.0”, potranno beneficiare di un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati in via convenzionale sui predetti finanziamenti. Fra le novità inserite nel Decreto Crescita, viene innalzato l’importo massimo del finanziamento agevolato da 2 a 4 milioni di euro; la modalità di erogazione potrà avvenire sulla base di dichiarazioni prodotte dalle imprese in merito alla realizzazione dell’investimento e, per importi non superiori a 100.000 euro, in un’unica soluzione.

La sfida dell’economia circolare dalla carta all’intera filiera

Si è tenuta a Milano il 26 giugno l’assemblea annuale della Federazione Carta e Grafica, che ha sancito il passaggio del testimone  da Pietro Lironi al nuovo presidente Girolamo Marchi (che già guida Assocarta), che sarà affiancato come vicepresidente da Emilio Albertini (neo presidente di Assografici).

E’ stato un incontro con grande partecipazione di associati, pronti a raccogliere la sfida lanciata dal nuovo presidente: applicare all’intera filiera i concetti, le tecniche e i benefici dell’economia circolare, tema al centro delle cronache e che vede all’avanguardia i settori industriali per i quali la carta è materia prima.

I due anni dalla fondazione della Federazione vengono dunque sottolineati con questo ambizioso obiettivo: estendere a tutto il settore i primati dell’industria della carta, 57% di riciclo che raggiunge l’80% del cartone per imballaggi, in una visione allargata e senza soluzione di continuità che va dai materiali alle tecnologie 4.0, alla formazione avanzata, alla crescita internazionale, fino alla comunicazione e sensibilizzazione dell’utente finale.

Lironi, nel salutare l’assemblea, ha espresso soddisfazione per l’ottimo stato di salute con il quale lascia la Federazione. Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18mila aziende e quasi 172mila addetti, saldo attivo della bilancia commerciale per 3,6 miliardi di euro, i settori rappresentati (carta, cartone e paste per la carta, produttori di macchine per stampa, cartotecnica e converting, aziende di stampa commerciale ed editoriale, pubblicitaria e commerciale, trasformazione di carta, cartone e imballaggio flessibile) costituiscono una voce importante della manifattura italiana, cresciuta nel suo complesso del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate nei singoli comparti.

Alla presentazione dei dati, il neo presidente Marchi (cliccare qui per la relazione) ha associato i concetti fondamentali su cui si articolerà l’azione nel prossimo biennio, in cui ruolo e potenzialità della Federazione, che oggi rappresenta un caso innovativo di rappresentanza anche a livello Confindustriale, saranno mirati a intensificare le relazioni istituzionali con Governo, Parlamento e istituzioni nazionali ed europee. Operare una sintesi sempre migliore fra organizzazione e servizi a vantaggio delle imprese associate, proiettare istanze e modello al di fuori del perimetro intensificando confronto e collaborazioni con le altre realtà della filiera come AIE, FIEG e ANES, sono fra i punti qualificanti del programma della nuova presidenza.

“Promuoveremo e tuteleremo la filiera puntando su precise azioni: il piano Industria 4.0, lo sviluppo dell’economia circolare, l’azione a tutela di provvedimenti come la defiscalizzazione degli investimenti pubblicitari sui giornali e richiesta di misure come l’estensione del bonus cultura a quotidiani e periodici e la detrazione Irpef per le spese per libri e abbonamenti a giornali”, ha sottolineato Marchi.

“L’innovazione tecnologica, con l’applicazione del piano Industry 4.0 è uno dei temi portanti della nostra azione – ha aggiunto Aldo Peretti, consigliere della Federazione Carta e Grafica e presidente di Acimga -: nell’industria significa nuova organizzazione, un contributo fondamentale allo sviluppo dell’economia circolare e nuove frontiere produttive, con nuove competenze nel management delle aziende e nella produzione -. Insieme con SDA Bocconi stiamo accompagnando gli associati di tutta la filiera verso la produzione 4.0 e, in parallelo, in un’ideale metafora con i nuovi paradigmi della produzione, realizziamo come Federazione un nuovo modello di servizio con osmosi continua di competenze e comunicazioni fra le Associazioni. Altro tema chiave è la formazione, in cui daremo vita a una piattaforma con corsi a catalogo a vantaggio di tutte le Aziende aderenti e relativo personale. Ancora, guardiamo alle nuove generazioni con i corsi ITS, il primo dei quali partirà a Verona a ottobre, nell’ambito del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico, sviluppato con Istituto San Zeno di Verona e ITS Meccatronico Veneto, a cui seguirà analoga iniziativa in Toscana”.

Il salto di qualità dalla carta all’economia circolare di filiera, trova piena legittimazione nei dati della ricerca “Carta e ambiente. Sfatiamo  i luoghi comuni”, realizzata da Two Sides in otto Paesi europei, fra cui l’Italia (cliccare qui per il documento). Significativi alcuni risultati anticipati all’Assemblea da Fabrizio Savorani, di Two Sides Italia: la lettura su carta di un libro o di un periodico è ritenuta più piacevole dal 70% degli interpellati (per l’Italia il sondaggio riguarda un campione significativo di 1.121 persone), percentuale analoga a quanti sono preoccupati dal fenomeno delle fake news. Da notare che il 32% ritiene più affidabili le notizie riportate su carta, a fronte di un 15% che si fida di social network e piattaforme digitali. Un luogo comune da sfatare è l’idea che la superficie forestale europea dal 2000 ad oggi si sia ridotta, credenza assolutamente contraria alla verità che in Italia resiste presso l’80% degli interpellati, mentre nella realtà il patrimonio boschivo cresce proprio grazie all’intervento dell’industria della carta. Infine, il riciclo, che vede carta e cartone in pole position nei numeri effettivi, non così nella percezione del pubblico: un altro ambito sul quale lavorare intensamente con la divulgazione, ha evidenziato Savorani.

L’economia circolare, le nuove opportunità aperte della tecnologie e la visione di futuro nelle scelte dei brand owner, degli editori e dei comunicatori sono stati i temi al centro della tavola rotonda conclusiva dell’Assemblea della Federazione Carta e Grafica, coordinata da Gabriele Cirieco di Strategic Advice, con la partecipazione di Michele Amigoni (Barilla), Pier Benzi (Artefice Group) e Alessandro Bompieri (RCS).

La Federazione Carta e Grafica agli Stati generali dell’editoria

Un’azione urgente del governo con interventi a sostegno dell’industria grafica ed editoriale a tutela della formazione delle nuove generazioni: obiettivo, una riforma delle politiche che tenga conto di tutti i soggetti interessati, dall’editore fino al lettore. E’ la richiesta avanzata da Maurizio D’Adda, a nome della Federazione Carta e Grafica, agli Stati generali dell’editoria, l’iniziativa governativa promossa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vito Crimi, che ha la delega all’informazione e all’editoria.

Nella giornata dedicata alla categoria “editori”, il direttore di Assografici a nome dell’intera Federazione Carta e Grafica (costituita da Assocarta, Acimga e Assografici, oltre che da Comieco e Unione Grafici Cartotecnici di Milano come soci aggregati) ha elencato le istanze del settore editoriale: «La promozione della lettura dovrebbe essere una delle grandi urgenze del Paese. Lettura vuol dire informazione, vuol dire cultura. Eppure solo il 40% degli italiani con più di 6 anni ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, riporta l’Istat, mentre per quotidiani e periodici restiamo negli ultimi posti in Europa. Il futuro del paese e delle nuove generazioni dovrebbe essere sostenuto con  con azioni mirate – ha spiegato D’Adda, che ha elencato le proposte della Federazione -: estendere all’acquisto di giornali il bonus cultura per i diciottenni, consentire la detraibilità delle spese per l’acquisto di libri e giornali dalla dichiarazione dei redditi, rifinanziare il bonus pubblicità». Accanto a queste incentivazioni, D’Adda ha evidenziato l’urgenza dell’informatizzazione della catena distributiva, per ridurre i costi delle rese e rendere la scelta produttiva meno onerosa per gli editori. «Il settore specifico della stampa editoriale e commerciale è in pesante e strutturale difficoltà. Si devono sviluppare incentivi per favorire dismissioni di rotative o investimenti in loro riconversione, crediti d’imposta per sostenere investimenti formativi per la riqualificazione del personale, ridurre il costo delle materie prime per favorire l’export – sono le altre indicazioni fornite dal direttore di Assografici -.  Di immediato grande supporto sarebbe rivedere i parametri della legge per l’editoria, la 416/81, riportando a 32 anni il requisito per accesso al prepensionamento».

La Federazione rappresenta un settore con oltre 18mila imprese e quasi 25 miliardi di euro di fatturato (1,4% del Pil), con saldo positivo nella bilancia commerciale pari a 3,6 mld di euro, e circa 170mila addetti, numeri di rilievo per un settore manifatturiero che rappresenta un’eccellenza del made in Italy.

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