La Legge di Bilancio 2026 introduce il nuovo bonus cultura, che rappresenta un’iniziativa positiva a sostegno della promozione culturale e della corretta informazione. In vista dell’adozione del decreto attuativo, appare tuttavia essenziale garantire un’adeguata e bilanciata ripartizione delle risorse destinate agli abbonamenti, evitando squilibri a favore esclusivo delle modalità digitali. In tale prospettiva, risulta necessario valorizzare il ruolo della lettura su supporto cartaceo, anche in coerenza con gli obiettivi del Piano nazionale per la promozione della lettura, assicurando un approccio equilibrato e inclusivo rispetto ai diversi strumenti di fruizione culturale.
Nel suo complesso, la Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di misure di rilievo, pur evidenziando alcune lacune che meritano attenzione. In particolare, il tema del potere d’acquisto dei salari continua a rappresentare una priorità del dibattito economico e sociale. L’intervento sui rinnovi contrattuali costituisce l’approccio maggiormente condiviso; tuttavia, assume rilievo anche l’adozione di misure volte alla detassazione di specifiche componenti della retribuzione annuale. In tale quadro, la manovra prevede, accanto alla detassazione dei rinnovi contrattuali, un regime agevolato applicabile alle indennità connesse all’organizzazione del lavoro su turni, con riferimento al lavoro domenicale, notturno, festivo e straordinario. Tali disposizioni determinano un incremento delle risorse nette in busta paga e contribuiscono ad attenuare asimmetrie nei trattamenti fiscali rispetto ad altri ordinamenti europei, tra cui la Germania.
Le misure in materia di lavoro rivestono inoltre un’importanza strategica per il rafforzamento della competitività dei settori industriali di base, inclusi il settore cartario e cartotecnico, favorendone l’attrattività, il ricambio generazionale e la capacità di attrarre nuove professionalità. Si tratta di comparti industriali centrali per il sistema produttivo nazionale ed europeo, spesso caratterizzati da processi produttivi a ciclo continuo e da un significativo contributo agli obiettivi di Economia Circolare. Permangono tuttavia elementi di criticità. Le agevolazioni previste hanno carattere temporaneo annuale, sono soggette a un massimale di 1.500 euro annui e si applicano ai redditi fino a 28.000 euro. Appare pertanto auspicabile una stabilizzazione su base triennale, unitamente all’innalzamento del tetto massimo e all’estensione della platea dei beneficiari fino a 35.000 euro di reddito.











