BOOKCITY MILANO 2020

La Federazione Carta e Grafica, per la quinta volta partner di BookcityMilano, per l’edizione 2020 lancia il “Manifesto sull’urgenza del riscoprire ciò che solo una lettura autorevole permette di scoprire” e la campagna di comunicazione #ilibricisalveranno, che mettono in risalto il valore dei libri e del supporto cartaceo. Dall’11 al 15 novembre la Federazione è in prima linea con BCM#20 per sostenere e promuovere la lettura quale bene pubblico primario per la formazione di giovani e adulti.

IL MANIFESTO

“Il mondo digitale ci appare produrre agevolazioni talmente evidenti che ogni aspetto della nostra vita sembra ormai dipendere fortemente da esso. La verità è che ci stiamo abituando ad abusarne…”. È questa l’introduzione del “Manifesto sull’urgenza del riscoprire ciò che solo una lettura autorevole permette di scoprire”, che la Federazione Carta e Grafica lancia in occasione di Bookcity Milano 2020, con la campagna di comunicazione #ilibricisalveranno, che mettono in risalto il valore dei libri e del supporto cartaceo.

News, Eventi e Progetti

Gli ITS superano la prova Covid e Milano fa il pieno di supertecnici

La filiera della carta e della grafica evolve nella formazione, oltre che nei materiali, nei processi e nelle tecnologie. Per massimizzare i risultati nelle Aziende, passi il paragone con i supermeccanici nei box della Formula Uno, si sviluppano i supertecnici, figure...

Chi siamo

AssograficiAssocarta e Acimga hanno costituito una Federazione tra le tre Associazioni Nazionali di Categoria con lo scopo di aumentare il livello di rappresentanza e di tutela di interessi nei confronti degli interlocutori istituzionali. Fanno parte della Federazione in qualità di Soci aggregati Comieco, il Consorzio Nazionale per il Riciclo di Carta e Cartone e l’Unione Industriali Grafici Cartotecnici Trasformatori Carta e Affini della provincia di Milano.

Eventi e Progetti

Gli ITS superano la prova Covid e Milano fa il pieno di supertecnici

Lorenzo Poli

La filiera della carta e della grafica evolve nella formazione, oltre che nei materiali, nei processi e nelle tecnologie. Per massimizzare i risultati nelle Aziende, passi il paragone con i supermeccanici nei box della Formula Uno, si sviluppano i supertecnici, figure professionali avanzate e al passo con tempi e tecnologie, formate con gli ITS, gli Istituti Tecnici Superiori, sempre più capaci di cogliere e tradurre in pratica nel lavoro valori come #sostenibilità, #circolarità, #digitalizzazione.

Senso e importanza della #formazionetecnica sono stati di recente evidenziati dal neo presidente del Consiglio Mario Draghi come elementi cardine di un sistema industriale competitivo. La Federazione Carta Grafica dal 2018 ha avviato un’azione su più fronti proprio in questa direzione: dare vita a corsi biennali ITS, partecipando in prima persona agli enti promotori e fornendo contributo organizzativo, in modo da rispondere all’esigenza, sempre più avvertita dalle aziende, di tecnici qualificati di elevato livello da inserire nei cicli produttivi a fronte dell’evoluzione tecnologica e del ricambio generazionale delle maestranze.

Sono nati così gli ITS nel Veneto, con il Meccatronico e l’Istituto S. Zeno, specializzato nell’industria cartaria e cartotecnica; in Toscana, nel distretto della Lucchesia con ITS Prime, a supporto dell’industria cartaria e delle tecnologie del tissue; e a Milano, con la Fondazione Angelo Rizzoli, per la cartotecnica. Si tratta di iniziative declinate in base all’attuale normativa che vede gli Enti Regione come interlocutori di riferimento anche nel sostegno economico, e che, attraverso la partecipazione organizzativa e anche finanziaria delle Associazioni industriali che fanno parte della Federazione, coinvolgono direttamente le aziende attivando canali diretti sia formativi, per la parte di stage dei corsi ITS (che mediamente impegnano i 2/5 dell’intero programma biennale di studio), sia per il placement, uno dei punti forti dell’iniziativa.

Praticamente tutti gli allievi dei corsi ITS trovano lavoro, stabile, ad alta qualificazione e ottima remunerazione, a diploma acquisito, spesso nelle stesse realtà dove hanno svolto l’esperienza pratica. Il modello di cofinanziamento, che prevede il supporto delle Regioni e in questa fase è sostenuto soprattutto dalle Associazioni, prevede in prospettiva il coinvolgimento e la partecipazione delle aziende, che traggono importanti vantaggi da un canale formativo così diretto e mirato a portare valore all’interno delle proprie realtà.

Cielo terso sulla formazione ITS, dunque? L’orizzonte è senz’altro aperto, la pandemia Covid ha pesato soprattutto sul recruitment, sulla possibilità di andare direttamente nelle scuole tecniche a presentare caratteristiche e opportunità degli ITS, spesso misconosciute, ma l’organizzazione dei corsi è riuscita a recuperare e si guarda oltre con maggiore consapevolezza.

Lo evidenzia Lorenzo Poli, responsabile della formazione per la Federazione Carta e Grafica e presidente di Assocarta: “Devo innanzitutto registrare il successo dei tre corsi attualmente in essere, a partire dal primo biennio dell’ITS che si è tenuto in Veneto, nonostante le complicazioni del periodo. Risultato che va a unirsi agli obiettivi centrati in Toscana e, in ultimo, in Lombardia dove è da poco partito il primo ITS. A Verona, nella realtà più complessa fra le tre, dove paradossalmente è più facile che i potenziali allievi scelgano di andare subito a lavorare dopo la scuola tecnica anziché scegliere una via di ulteriore professionalizzazione, abbiamo formato una prima pattuglia di 15 tecnici superiori con una importante esperienza trasversale fra l’industria cartaria, fornitrice della materia prima, e quella cartotecnica, che la impiega”. La pandemia è stata interpretata come opportunità per fare bagaglio di esperienze: “Abbiamo dovuto aggirare diverse difficoltà, come l’impossibilità di fare campagna negli istituti tecnici, passaggio fondamentale per illustrare le potenzialità degli ITS, soprattutto per un settore specialistico come il nostro. Le dinamiche produttive e aziendali del nostro settore sono meno conosciute e più complesse rispetto ad altri, così come lo è organizzare la didattica che comprende impianti, chimica, attrezzature: argomenti per i quali la Dad non è propriamente la piattaforma ideale di insegnamento. Ma abbiamo fatto tesoro delle complicazioni – spiega Poli – mettendo assieme un importante bagaglio di esperienze che ci guiderà nel coinvolgimento delle aziende a sostegno del prossimo corso, con le quali già sono stati avviati i contatti”.

Orlando Paiardi

Gli ITS si sono rivelati uno strumento prezioso per elevare i livelli di specializzazione della manodopera all’interno delle aziende: “si è partiti da un sondaggio presso gli associati per definirne le reali esigenze e proprio questa tipologia di istituti è stata individuata come la migliore risposta – spiega Orlando Paiardi, responsabile delle iniziative formative di Assografici -: e così, nel caso dell’ultimo nato fra i corsi ITS della Federazione, il biennio di formazione di Milano, per supertecnici destinati all’industria cartotecnica, è andato a integrare il panel della Fondazione ITS Angelo Rizzoli, fin dalle origini (2010) orientato in prevalenza sull’informatica. Il corso sul packaging è stato disegnato a misura delle esigenze delle aziende, in modo da rendere pressoché nullo il mismatch fra contenuti formativi e necessità applicative. Determinante, ai fini del successo di questo corso, l’impulso impresso dalla presidenza della Fondazione, assunta nel 2019 da una figura simbolo del packaging quale Piero Capodieci.
A metà dello scorso novembre è partito il primo corso con 22 allievi, un ottimo inizio, soprattutto se si considerano le circostanze, ai quali si sono aggiunti altri studenti a lezioni avviate a completamento dei 25 posti disponibili, per 1200 ore di aula e 800 di stage. La prima edizione è finanziata a livello associativo, non essendo al debutto possibile godere delle premialità regionali. In parallelo è stato avviato il coinvolgimento delle aziende, prioritariamente aderenti all’Unione Grafici di Milano e della Lombardia, in previsione degli stage, concentrati nel secondo anno, che porteranno gli allievi a fare esperienza direttamente con le macchine e con le applicazioni.

Gianluca Antonelli

Così come Milano attrae per la sua vocazione di polo formativo, in Lucchesia, terra dalla straordinaria concentrazione di cartiere e di produzione di macchinari per il tissue, i corsi registrano il tutto esaurito. La territorialità per gli ITS è un fattore chiave, e la composizione della filiera locale si riflette nei programmi, come nel caso del Veneto dove si fa leva sulla cross-specializzazione fra industria cartaria e cartotecnica, a specchio rispetto all’assortimento del tessuto industriale, formando supertecnici in grado di gestire le sempre più spinte sinergie fra materie prime e loro impiego nella filiera.

Questi fattori sono evidenziati da Gianluca Antonelli, responsabile delle iniziative di formazione per Assocarta, che sottolinea i vantaggi per i giovani nella scelta di un corso ITS: “Il percorso di studi porta a un impiego stabile, permette di formarsi direttamente nell’azienda e dà praticamente la certezza di trovare collocazione in incarichi destinati a progredire. Certo, occorrono capacità e anche determinazione: le cartiere sono impianti che lavorano a ciclo continuo, sette giorni su sette, richiedono un impegno non stop certamente compensato dalla prospettiva di buste paga più sostanziose. Ma le chance aperte dai corsi ITS della Federazione – solidità d’impiego, guadagni, prospettive di crescita -: soprattutto di questi tempi, sono opportunità da non perdere”.

 

 

La Federazione ascoltata alla Camera: obiettivo 2023 limite del 10% ai conferimenti in discarica

La Federazione Carta e Grafica è stata ascoltata stamane, 16 febbraio,  presso la VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati nel quadro delle audizioni sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, insieme con Comieco.

A rappresentare le due organizzazioni, Massimo Medugno, direttore di Assocarta, per la Federazione e il presidente Amelio Cecchini per Comieco. Sono stati messi in evidenza peso economico, strategicità e peculiarità della filiera, un campione nazionale che garantisce il riciclo, immette sul mercato imballaggi rinnovabili e sostenibili e già usa la digitalizzazione. In particolare, per ciò che riguarda la carta, ne sono stati sottolineati il tasso di circolarità di oltre il 60% e le performance da record nel riciclo degli imballaggi a oltre l’80%, che ne fanno un attore essenziale nella transizione ecologica.

La posizione comune sul Recovery Plan della Federazione Carta e Grafica e del Comieco è stata rappresentata sottolineando alcuni punti specifici:

  • l’applicazione del digitale alla gestione e alla tracciabilità dei materiali destinati ad assumere nuova vita come Materia Prima Seconda;
  • lo sviluppo di una impiantistica finalmente adeguata a diminuire drasticamente il tasso ancora troppo elevato di conferimento in discarica;
  • un quadro normativo in grado di garantire certezza e prospettiva agli investimenti della filiera nella valorizzazione, anche energetica, dei rifiuti e degli scarti derivanti dai processi di recupero e riciclo;
  • il passaggio della logistica dalla gomma al ferro.

Fra le proposte specifiche riguardanti ciascuno di questi punti, rientra l’obiettivo dell’abbattimento al 10 per cento, quindi su livelli europei, del tasso di conferimento in discarica dei rifiuti prodotti dall’industria cartaria. Tale obiettivo è stato oggetto di attenzione dell’On. Tullio Patassini, presente all’audizione, che ha sottolineato l’importanza di supportare la filiera a livello impiantistico.

Qui il comunicato stampa

 

 

Corso MOCA per imballi alimentari in carta e cartone: a marzo raddoppia, in aprile il tris

Spiegare l’impiego di carta e cartone nel contatto con gli alimenti in modo specifico, con un discorso di filiera; non fermarsi a elencare le normative, ma mostrare come applicarle; scegliere docenti con esperienza consolidata sul campo, da trasferire direttamente alle aziende che potenziano, in questo modo, la capacità di dialogo e consulenza all’industria cliente. Sono i fattori vincenti di una formazione di alto livello che fin dal debutto ha riscosso grande apprezzamento: quella del Corso #MOCA dedicato agli #imballaggialimentari in carta e cartone promosso dalla Federazione Carta e Grafica.

Ed è così che a partire da una singola edizione, articolata in tre giornate e conclusa venerdì 12 febbraio, l’appuntamento con il Corso MOCA è diventato il primo di una serie, con due repliche subito messe in programma per soddisfare le richieste. “Non abbiamo fatto in tempo a dare notizia della seconda edizione, dal 12 marzo prossimo, per dare spazio a chi non aveva trovato posto nella prima, che abbiamo saturato tutte le nuove disponibilità”, spiega Italo Vailati, vicepresidente di Assografici. Altri 26 posti, da aggiungere ai 24 del primo Corso, ma ancora insufficienti per rispondere alla domanda: quindi in aprile, dal giorno 9, la terza edizione, per dare spazio alle ulteriori richieste.

Il corso è un unicum, per il tema e per la modalità di svolgimento. I docenti portano in aula know how consolidati in anni di attività: Eugenio Cavallini è l’esperto di riferimento della carta e del cartone per alimenti in Europa, food contact manager in CEPI (l’associazione europea delle cartiere), con una lunga carriera nel settore, maturata come super-tecnico nelle cartiere. Ambrogio Pagani, toscano, apporta la sua esperienza di ispettore tecnico delle Asl: sa perfettamente cosa vuole sapere l’Autorità quando visita un’azienda e può spiegarlo in senso pratico. Docenti scelti, insieme con i consulenti aziendali di Ecostudio, proprio con l’obiettivo di non fermarsi all’illustrazione della legge, ma di arrivare all’applicazione.

Fra i temi affrontati, il nodo delle disposizioni comunitarie e italiane in materia alimentare. La legislazione europea, mentre è puntuale e specifica per le materie plastiche, non considera i prodotti in carta e cartone. Per cautelarsi, spesso le industrie alimentari ragionano per estensione, applicando i medesimi requisiti per la plastica anche sui MOCA in carta e cartone: l’azienda che realizza il packaging, di fronte al cliente che chiede, non è in condizione di sottrarsi.

“È un esempio emblematico dell’utilità di questo Corso – spiega Vailati -: grazie alla formazione specifica, le aziende sono messe in condizione di proporsi come partner e non solo come fornitori, si va oltre l’aspetto commerciale offrendo consulenza ai propri clienti, rispondendo alla richiesta del mercato con le giuste applicazioni”.

Il Corso MOCA affronta una materia in continua evoluzione, che ha portato le aziende produttrici di materiali ed imballaggi per alimenti, con il coinvolgimento dei produttori di macchine, ad adottare un numero sempre maggiore di pratiche di produzione e controllo per garantire la “sicurezza alimentare”, obbiettivo primario da perseguire per tutelare la salute dei consumatori e rispondere alle richieste dei clienti. Il tutto reso ancora più attuale dalla natura stessa di questi prodotti, al centro di concetti chiave come riciclabilità, sostenibilità, rispetto dell’economia circolare.

Le lezioni, in modalità FAD – formazione a distanza – sono rivolte ai tecnici delle industrie cartotecniche, tipicamente a due qualifiche: “Regulatory affair”, esperto della legislazione di tutto ciò che è contatto alimentare, e “AIBO FCE”, i business operator esperti di food contact, tecnici della legislazione e del controllo della conformità dei prodotti. Ma la prima edizione ha suscitato interessi anche oltre il perimetro delle aziende cartotecniche, presenti in maggioranza, con la partecipazione di un’azienda di tecnologie, interessata a fornire consulenza specifica per orientare i clienti all’acquisto di attrezzature per l’industria grafica; ci sono poi alcuni tecnici delle cartiere, dove vengono prodotte carte poi destinate al mercato dei MOCA; e una multinazionale dell’imballaggio flessibile, che tratta tipicamente la plastica, ha iscritto al corso tre suoi tecnici, a testimonianza che formare per diversificare è la strategia di chi vuole guardare lontano.