Si accoglie con favore la presentazione di due iniziative istituzionali, a livello nazionale ed europeo, che riportano al centro del dibattito la crisi della filiera cartaria e l’esigenza di rafforzarne la competitività, anche alla luce dei dati recentemente diffusi da Assocarta. In ambito nazionale, l’interrogazione dell’On. Peluffo (PD) che richiama il paradosso industriale che caratterizza il settore: l’Italia esporta circa 1,7 milioni di tonnellate di carta da riciclare – pari a quasi un quarto della raccolta complessiva – per poi riacquistarla sotto forma di imballaggi finiti prodotti in Asia, nonostante la presenza di impianti nazionali oggi sottoutilizzati e operanti al di sotto della capacità ottimale. Tra le principali criticità vengono indicati l’alto costo dell’energia e gli oneri connessi alla burocrazia ambientale, che incidono negativamente sulla competitività rispetto ad altri Paesi dell’Unione europea. L’interrogazione sollecita, pertanto, l’attivazione di un tavolo di confronto con la filiera per sostenere la produzione nazionale, contrastare la concorrenza asiatica e tutelare occupazione e investimenti.
Parallelamente, in sede europea l’interrogazione dell’eurodeputata Anna Maria Cisint (Lega), rivolta alla Commissione europea, evidenzia come l’Unione europea, pur registrando elevati tassi di raccolta e riciclo della carta, stia progressivamente perdendo capacità industriale nella fase di trasformazione, con la conseguente esportazione di ingenti quantitativi di materia prima secondaria verso Paesi terzi, in particolare l’India, e la successiva reimportazione di prodotti finiti. Tale dinamica, oltre a indebolire la competitività del comparto, accresce la dipendenza da mercati esterni e rischia di compromettere gli obiettivi di autonomia strategica e di sostenibilità. Alla luce di tale motivazioni si chiede alla Commissione se intenda adottare misure di politica industriale a sostegno del settore – attraverso incentivi agli investimenti, semplificazioni autorizzative e sostegno all’innovazione – e assicurare che gli obiettivi dell’economia circolare si traducano in un rafforzamento delle filiere produttive europee, evitando che si limitino a una mera esportazione di materie prime seconde.
Le due iniziative convergono nel sottolineare la necessità di valorizzare la trasformazione interna della carta da riciclare, trattenendo valore aggiunto, occupazione e capacità industriale a livello nazionale ed europeo, in coerenza con una strategia industriale orientata alla competitività e alla sovranità produttiva.









