GIFLEX (Gruppo di specializzazione di Assografici, a sua volta parte della Federazione Carta e Grafica in Confindustria) costituita nel 1985, è l’Associazione Nazionale che raggruppa i produttori di imballaggi flessibili destinati al confezionamento di prodotti alimentari, farmaceutici, chimici e ad altre applicazioni industriali. Attualmente rappresenta 46 aziende produttrici di imballaggi flessibili e 62 soci simpatizzanti. L’industria del flessibile registra un’occupazione in Italia di oltre 12.000 addetti, una produzione intorno alle 450.000 tonnellate e un fatturato che supera i 4,4 miliardi di euro. Le aziende trasformatrici associate a Giflex rappresentano circa l’80% del settore in Italia sia in volume che in fatturato.
Il settore dell’imballaggio flessibile archivia il 2025 in una fase di consolidamento e stabilizzazione, confermando la propria solidità industriale in un contesto economico e competitivo sempre più selettivo. È quanto emerge dall’Indagine Statistica di Settore 2025 e Prospettive 2026 di Luca Baraldi, Chief Research Manager di MECS Srl, realizzata per Giflex.
I dati sono stati presentati a Roma gli scorsi 26 e 27 maggio durante il Congresso Giflex “Flessibile, un packaging essenziale”, preceduto dall’Assemblea privata dell’Associazione. Proprio nel corso dell’Assemblea, il Comitato Esecutivo ha eletto Neni Rossini alla Presidenza di Giflex per il triennio 2026-2029. Presidente di Sit Group e imprenditrice di terza generazione, Rossini raccoglie il testimone da Alberto Palaveri, che conclude il suo secondo mandato alla guida del Gruppo Imballaggio Flessibile.
Le prospettive per il 2026 restano orientate alla continuità: la maggior parte delle imprese prevede fatturati stabili o in moderata crescita, delineando uno scenario di evoluzione equilibrata più che di forte espansione.
Dal punto di vista dei materiali, il comparto vive una fase di trasformazione progressiva. La plastica continua a rappresentare il materiale predominante nell’imballaggio flessibile, mantenendo un ruolo centrale nelle applicazioni industriali e consumer. La transizione in atto appare guidata non da logiche di sostituzione radicale, ma da un progressivo riequilibrio verso soluzioni riciclabili e più facilmente gestibili a fine vita. Nel complesso, emerge un modello evolutivo pragmatico, nel quale sostenibilità, performance tecniche e scalabilità industriale diventano elementi sempre più interdipendenti nelle strategie delle imprese del settore.












