Il 1° ottobre la Camera ha approvato, dopo il precedente via libera del Senato, la conversione in legge, con alcune modifiche, del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, recante disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi. Il provvedimento, che dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce nel Testo Unico Ambientale il nuovo articolo 226-quinquies e rende definitiva una delle misure più discusse degli ultimi mesi nel dibattito sull’attuazione del regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).
L’obbligo di compostabilità riguarda ora specifiche categorie di imballaggi utilizzati per il confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi, quelli impiegati nel settore della ristorazione e del catering, le porzioni individuali quali di salse e condimenti e gli imballaggi monouso utilizzati nel comparto dell’ospitalità, mentre resta il divieto già previsto dalla normativa SUP per i prodotti che assumono la forma di piatti monouso.
Nessuna restrizione prima del 2030. Le categorie interessate coincidono sostanzialmente con alcune applicazioni monouso individuate dall’Allegato V del PPWR, per le quali l’Unione europea ha fissato limitazioni dal 1° gennaio 2030. Di conseguenza, la legge non produce effetti immediati sulla commercializzazione degli imballaggi attualmente consentiti fino al 31 dicembre 2029, data prima della quale non si applicherà nemmeno il regime sanzionatorio.
In questo contesto, la Federazione Carta e Grafica si è attivata con decisione per garantire che l’introduzione della normativa nazionale non generi impatti negativi sulle soluzioni di imballaggio della filiera, scongiurando disposizioni o vincoli suscettibili di restringere l’immissione sul mercato di opzioni ammissibili e già previste dal quadro normativo europeo.
L’aspetto più interessante del provvedimento sulla compostabilità rimane il suo rapporto con il nuovo quadro europeo. La legge italiana richiama infatti espressamente gli utilizzi e i formati consentiti dal regolamento (UE) 2025/40, lasciando intendere la volontà del legislatore di valorizzare la compostabilità per alcune applicazioni che, in assenza di specifiche deroghe, sarebbero interessate dai divieti europei a decorrere dal 2030.
Per le imprese del packaging il messaggio è quindi duplice: nel breve periodo non cambia sostanzialmente il quadro di mercato, mentre nel medio termine la compostabilità potrebbe assumere un ruolo strategico per mantenere sul mercato alcune categorie di imballaggi oggi oggetto delle restrizioni previste dal PPWR.
In merito all’attuazione del PPWR la Federazione Carta e Grafica, nel rispetto del Regolamento n. 40/2025, evidenzia l’importanza di mantenere in capo agli operatori economici della filiera dell’imballaggio un sistema cooperativo e di condivisione che mantenga il sistema come auspicato dal Considerando n. 138 del Regolamento citato che fa salvi i sistemi EPR nazionali antecedenti alla sua entrata in vigore purché non contrari alle nuove previsioni.











