La Commissione Ambiente della Camera prosegue l’esame delle proposte di legge sull’introduzione del sistema di deposito cauzionale (Deposit Return System – DRS) per i contenitori per bevande. L’iter vede lo svolgimento di un articolato ciclo di audizioni che coinvolge associazioni ambientaliste, rappresentanti di grande distribuzione, commercio, industria delle bevande, filiera del riciclo e PMI. L’obiettivo normativo è raggiungere il target del 90% di raccolta differenziata dei contenitori monouso per bevande entro il 2029, come prescritto dal Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR). I lavori parlamentari prendono le mosse da tre distinte proposte di legge ad iniziativa dei deputati Silvia Roggiani (PD), Ilaria Fontana (M5S) e Massimo Milani (FdI). Nelle intenzioni dei promotori, il DRS consentirà di incrementare la qualità e i volumi raccolti di PET e metalli, incentivare il riciclo “bottle-to-bottle”, contrastare il littering e strutturare l’attuazione delle direttive europee.
L’iter parlamentare si trova ancora nella fase istruttoria. Il confronto in Commissione si concentra sull’analisi dei tre modelli legislativi, che differiscono essenzialmente per il perimetro dei materiali trattati, limitato a PET e metalli o esteso ad altre frazioni, la soglia di coinvolgimento obbligatorio dei punti vendita, le modalità di governance e la scelta dello strumento normativo, come il ricorso alla legge delega contro modifica diretta del Testo Unico Ambientale. Dal quadro istruttorio emergono posizioni articolate tra gli stakeholder auditi ma un punto centrale del dibattito resta infatti la definizione del raccordo tra il nuovo DRS e i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore già operativi, come evidenziano CONAI, COREPLA e CORIPET.
Le prossime fasi dell’esame parlamentare saranno decisive per chiarire la possibilità di pervenire a un testo unificato e definire l’architettura del sistema di deposito cauzionale. Il legislatore sarà chiamato a individuare il modello gestionale e operativo capace di conciliare il raggiungimento dei target dell’Unione Europea con la tutela delle specificità dell’industria e della filiera del riciclo italiane.












