Il Progetto Industry 4.0 per le aziende della filiera della carta e della grafica organizzato dalla Federazione Carta e Grafica, insieme con SDA Bocconi, è entrato nella fase 2. Dopo la realizzazione della survey “Printing 4.0” che ha registrato la partecipazione di oltre 100 imprese e la successiva pubblicazione del vademecum “Industry 4.0: Istruzioni per l’uso”, con le opportune declinazioni di settore, dal prossimo mese di settembre sarà realizzata la parte applicativa, con due giornate di formazione in aula e quattro sessioni in remoto. Al termine i partecipanti avranno la possibilità di accedere all’approfondimento e all’assistenza personalizzata, in azienda. E’ un percorso che già nella prima fase ha riscosso un notevole apprezzamento anche in Confindustria e che si qualifica ulteriormente grazie al recente successo conseguito dal partner SDA Bocconi, che ha scalato due posizioni in classifica andandosi a collocare nella “top ten” mondiale delle scuole di management secondo il Financial Times.

Industry 4.0 è il nuovo paradigma che sta determinando un cambiamento profondo nelle modalità di produrre beni e nel rapporto con il mercato, inquadrato fin dal 2017 dalla Federazione Carta e Grafica come ambito di primaria importanza nello sviluppo delle imprese, per il quale fornire specifico supporto e servizi ai propri associati.

Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica coordinatore del Progetto Industry 4.0

“La Federazione Carta e Grafica, è probabilmente l’unica e certamente la prima nell’ambito confindustriale ad aver implementato le innovazioni di Industry 4.0 all’interno di una filiera completa – spiega Carlo Emanuele Bona, Consigliere della Federazione e Coordinatore del progetto Industry 4.0 -. Lo stesso nostro modello federativo si ispira e realizza, a livello associativo, alla condivisione e allo scambio continuo di informazioni che caratterizzano il nuovo paradigma organizzativo. Industria 4.0 – prosegue Bona – significa interconnessione, trasferimento di informazioni, innovazione continua del processo decisionale e produttivo”.

Ma cos’è, più in dettaglio, e quali sono i vantaggi di Industry 4.0?
Il nuovo paradigma si realizza attraverso l’organizzazione di processi di produzione basati su tecnologie e su dispositivi in grado di comunicare autonomamente tra di loro lungo la catena del valore: un modello di fabbrica dove i sistemi controllati dai computer gestiscono processi fisici, creando un ‘digital twin’, vale a dire una copia virtuale della fabbrica fisica.
Schematizzando, per le aziende i principali benefici consistono in:

  • poter disporre di dati per arricchire di nuovi servizi l’offerta rivolta alla
    clientela;
  • aumentare la produttività e la redditività, grazie all’applicazione di soluzioni di intelligenza artificiale che consentono di ridurre gli errori e ottimizzare i processi;
  • introdurre maggiore flessibilità nei processi produttivi grazie alla possibilità di riconfigurare
    gli impianti in tempi brevi, riducendo così il time to market;
  • ridurre i costi aziendali grazie all’utilizzo più efficiente delle materie
    prime e delle risorse energetiche, in linea con gli obiettivi di sostenibilità
    e di sviluppo dell’economia circolare.

Non solo benefici per le imprese in termini di efficienza, sicurezza e flessibilità: le tecnologie 4.0 nei processi produttivi consentono anche di innovare profondamente i modelli di business: vediamo come:

  • “servitizzazione” della manifattura: le imprese trasformano il bene in un “prodotto-servizio”, associando al bene fisico servizi ad alto valore aggiunto. Il nuovo modello di business può prevedere non più la vendita di un prodotto, ma l’offerta di un servizio che garantisce ai clienti il suo utilizzo. Grazie all’applicazione dell’IoT (Internet of Thing, Internet delle Cose, il collegamento dei diversi dispositivi alla rete) alle macchine e ai prodotti, l’impresa può offrire servizi di riprogrammazione, di assistenza in remoto e di manutenzione predittiva;
  • personalizzazione dei prodotti su larga scala: i clienti possono interagire con le imprese produttrici, richiedendo prodotti personalizzati attraverso applicativi web e l’impresa è in grado di soddisfare le richieste grazie all’elevata flessibilità dei sistemi produttivi;
  • economia circolare, cioè modelli produttivi che massimizzano il riutilizzo, il re-manufacturing e il riciclo dei prodotti, per incrementare la sostenibilità complessiva. La disponibilità di informazioni sui prodotti durante la fase di uso facilita infatti il recupero dei prodotti e la gestione
    del fine vita.

Un intero capitolo del Rapporto 2019 sull’Industria Italiana di Confindustria è dedicato alla digitalizzazione 4.0 della manifattura italiana (cliccare qui per scaricare la versione pdf del Rapporto)

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