“Non puo’ esistere transizione ecologica senza transizione tecnologica. E non puo’ esserci sostenibilita’ senza un’industria forte e competitiva. Dobbiamo evitare che complessità burocratiche e incertezze normative rallentino gli investimenti di cui il Paese ha bisogno”. È il messaggio lanciato dal presidente della Federazione Carta e Grafica Andrea D’Amato, nella sua relazione all’Assemblea pubblica che si è svolta a Roma, a Palazzo Rospigliosi, il 25 giugno.

La filiera carta e grafica costituisce una delle più importanti espressioni della manifattura del Made in Italy. Nel 2025 ha registrato un fatturato complessivo di 26,3 miliardi, in flessione del 2,3% rispetto al 2024, mantenendo tuttavia un saldo commerciale positivo di 2,7 miliardi. È composta da 15.400 imprese e 162.000 addetti e rappresenta l’1,2% del prodotto interno lordo.
Con un ruolo e una centralità che sono stati sottolineati dal presidente di Confidustria, Emanuele Orsini, intervenuto all’assise. “Sono numeri di cui dobbiamo andare orgogliosi”, ha commentato il numero uno confindustriale che, nel suo intervento, ha toccato temi quali la necessità di un’Europa dell’energia, per la quale Confindustria sta lavorando per mettere assieme gli omologhi europei, e l’importanza di rafforzare il sistema produttivo continentale, come prima difesa contro la concorrenza di paesi come la Cina che fanno dumping produttivo grazie agli aiuti di Stato. “Quando abbiamo chiesto il debito pubblico comune non lo abbiamo fatto per realizzare le ciclabili, ma per difendere l’industria europea”, ha detto Orsini.
L’Europa è protagonista anche della relazione di D’Amato, con la filiera italiana della carta, della stampa, del packaging e delle tecnologie per il printing e il converting che si conferma uno dei principali sistemi industriali del comparto a livello continentale. Il dato emerge dal Rapporto Economico 2025 della Federazione Carta e Grafica, distribuito nell’occasione. Il documento, quest’anno alla sua prima edizione, dedica uno specifico approfondimento al posizionamento della filiera nell’Unione Europea, dove l’Italia si colloca stabilmente al secondo posto dopo la Germania e rappresenta oltre il 14% dell’occupazione dell’intera
filiera europea, avvalorando il proprio ruolo strategico in un settore che integra manifattura, economia circolare, innovazione tecnologica, informazione e cultura.
“Non siamo una specializzazione marginale né una nicchia industriale. Siamo uno dei pilastri manifatturieri europei della carta, della grafica e del packaging, con competenze, tecnologie e capacità produttive che contribuiscono in modo determinante alla competitività del sistema economico nazionale ed europeo”, ha evidenziato D’Amato.
Accanto alle diverse e complementari specializzazioni industriali lungo la catena del valore – dalla produzione delle materie prime alle tecnologie per la stampa e il convertito, dalla trasformazione dei substrati fino al confezionamento dei prodotti destinati ai mercati nazionali e internazionali – il presidente ha ribadito il valore culturale della carta e della stampa in una società sempre più digitale, tema che è oggetto, da anni, di una specifica attività portata avanti dalla Federazione. “Promuovere la lettura su carta, l’informazione stampata e la cultura materiale non significa restare ancorati al passato. Significa tutelare strumenti fondamentali per la diffusione della conoscenza, la qualità dell’apprendimento e la formazione delle nuove generazioni. Difendere la filiera della carta, della stampa e dell’imballaggio significa difendere una parte essenziale del futuro industriale, culturale ed europeo del nostro Paese”, ha concluso D’Amato.
L’assemblea pubblica della Federazione, moderata dalla giornalista Celestina Dominelli de ilSole24Ore, ha raccolto anche i contributi di Elisa Montemagni, firmataria della proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta, Pierfrancesco Maran, Presidente della Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo e Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Quest’ultimo ha ribadito la centralità della carta, nella necessità di difenderla anche ai livelli europei non solo per la produzione e gli imballaggi, ma anche nella sua funzione di supporto irrinunciabile per la cultura. In particolare, Mollicone ha evidenziato l’impegno delle istituzioni per garantire che gli strumenti fondamentali, lettura e scrittura, siano accessibili e centrali nei percorsi formativi dei giovani e ha mostrato apertura verso ipotesi di provvedimenti che favoriscano la lettura come la detrazione fiscale sui libri.
Maran, dall’osservatorio europeo, ha sottolineato l’asimmetria fra la funzione normativa, che è dell’Unione, e le scelte economiche che poi avvengono a livello di singoli Paesi. Sulla questione del riuso contrapposto al riciclo, tema che ha segnato il difficile iter del regolamento PPWR, ha evidenziato l’importanza che l’UE assuma decisioni coerenti con le evidenze scientifiche.
Montemagni ha motivato il rilievo da dare al riciclo della carta attraverso una giornata nazionale con la necessità di potenziare il circuito virtuoso produzione-raccolta-riciclo che ottimizza l’economia circolare, obiettivo per raggiungere il quale assume grande importanza il gioco di squadra fra le istituzioni e le imprese della filiera.


