Rimini, 3 novembre – La circolarità è uno dei punti di forza della filiera della carta, della stampa e della trasformazione, ma anche una leva strategica per la competitività industriale e l’autonomia produttiva europea. È il messaggio di contesto affrontato oggi al Circular Lab Arena del Paper District di Ecomondo, nel corso dell’incontro “La bioeconomia circolare: dal recupero dei rifiuti all’autonomia strategica”, organizzato dalla Federazione Carta e Grafica.

Ad aprire i lavori, dopo il saluto di Mauro Delle Fratte, Ecomondo Exhibition Manager, è stato Massimo Medugno, Direttore Generale della Federazione Carta e Grafica, che ha inquadrato il tema della circolarità anche alla luce della congiuntura economica del settore.

«La filiera della carta, della stampa e della trasformazione è un esempio concreto di bioeconomia circolare: utilizza una materia prima rinnovabile (tasso utilizzo 56%), valorizza la fibra attraverso più cicli di riciclo (tasso di riciclo oltre l’85%) e investe costantemente nell’efficienza dei processi produttivi. La carta nasce dalla gestione sostenibile delle risorse forestali e continua a generare valore anche dopo il primo utilizzo, grazie a un sistema industriale che ha fatto della circolarità una caratteristica strutturale», ha dichiarato Medugno.

Nel primo semestre 2026 la bilancia commerciale della filiera Carta e Grafica ha registrato un incremento del 14%, mentre il fatturato ha segnato ancora una flessione dello 0,4%. La ripresa dell’export ha infatti compensato solo in parte la debolezza del mercato interno, che rappresenta oltre il 60% del giro d’affari del comparto. Anche per la seconda metà dell’anno non si intravedono, al momento, significativi segnali di miglioramento, soprattutto alla luce delle crescenti preoccupazioni legate all’impatto dei costi energetici.

Un modello che si fonda sulla capacità di integrare risorse rinnovabili, riciclo delle fibre, recupero degli scarti ed efficienza nell’impiego delle risorse naturali, ma che per esprimere appieno il proprio potenziale ha bisogno anche di un quadro normativo favorevole.

Su questo aspetto si è concentrato l’intervento di Stefano Maglia, Presidente di TuttoAmbiente ed EkoFuture, che ha introdotto e moderato il confronto: «Per sviluppare concretamente l’economia circolare servono regole efficaci che incentivino la riduzione del consumo di risorse, il riutilizzo dei prodotti e il recupero dei materiali. Strumenti come la responsabilità estesa del produttore (EPR), l’End of Waste, la preparazione per il riutilizzo e la disciplina dei sottoprodotti sono fondamentali, ma occorre renderli più semplici e accessibili. Sono indispensabili incentivi fiscali e procedurali, meno burocrazia e tempi autorizzativi più rapidi. Serve inoltre un vero mercato unico europeo dei prodotti riciclati. Dobbiamo trasformare la normativa da vincolo amministrativo a leva di innovazione, competitività e autonomia strategica per le nostre imprese».

Il confronto è quindi entrato nel merito delle esperienze industriali e delle soluzioni tecnologiche già disponibili lungo la filiera. Roberto Di Molfetta, Direttore Generale di Comieco, ha illustrato i risultati e i punti di forza del sistema italiano di raccolta e riciclo della carta, un’eccellenza riconosciuta a livello europeo.

Giacomo Berton, R&D Manager dello stabilimento Favini di Rossano Veneto, ha approfondito le prospettive di recupero dei residui tessili nella produzione cartaria, mentre Tommaso De Luca di Lucart S.p.A. ha presentato tecnologie e potenzialità del riciclo degli imballaggi compositi.

Al centro dei lavori anche il recupero degli scarti plastici da riciclo, con gli interventi di Raffaele Marinucci, General Manager di Smurfit Westrock, e Adele Celauro, Ambiente, Energia e Territori della Regione Piemonte. Valerio Forti, Direttore HSE di Burgo Group, ha affrontato il tema della riduzione del fabbisogno di carbonato di calcio nei processi produttivi, mentre Enrico Benfante, Operations Manager di ReLife Recycling, ha approfondito il ruolo della tracciabilità nell’ambito del riciclo della carta.

Le conclusioni sono state affidate ad Alessandro Bratti, componente del Collegio di ARERA che ha sottolineato la necessità per la competitività della filiera di un mercato stabile delle materie di recupero oltre che di un costo dell’energia sostenibile in particolare per il segmento cartario.

«La bioeconomia circolare rappresenta una leva fondamentale non soltanto per ridurre il consumo di risorse e valorizzare i materiali a fine vita, ma anche per rafforzare l’autonomia strategica del sistema produttivo europeo. Innovazione tecnologica, collaborazione tra filiere, qualità dei processi di recupero e tracciabilità costituiscono elementi centrali per accelerare la transizione verso un’economia più efficiente nell’utilizzo delle risorse», ha concluso Medugno.

A questo link la congiuntura FCG.