Vari organi di informazione riprendono il dissenso espresso dalla Federazione Carta e Grafica verso l’ipotesi che la prossima legge di bilancio possa prevedere l’obbligo di digitalizzare i libri scolastici.
In particolare, la Federazione si oppone alla disposizione contenuta nell’articolo 105 del disegno di legge di bilancio, che obbligherebbe gli editori a mettere a disposizione versioni digitali stampabili dei testi scolastici e universitari a un prezzo inferiore di almeno il 50% rispetto all’edizione cartacea. La stampa delle copie sarebbe poi a carico delle famiglie. Sul tema, ha diffuso un comunicato stampa in cui rende nota la posizione e relative motivazioni (disponibile qui).
“È una decisione incomprensibile per diversi aspetti – commenta il Direttore Generale della Federazione, Massimo Medugno -. Rendere disponibili le versioni digitali dei libri alla metà del prezzo di copertina è un vantaggio illusorio per le famiglie dal punto di vista economico e danneggia gli studenti: è ormai consolidata la consapevolezza dell’importanza di studiare su supporto cartaceo, anche il Ministero dell’istruzione e del merito ha in più occasioni espresso precise opinioni e conseguenti disposizioni per un uso consapevole e limitato del supporto digitale, nella scuola primaria e secondaria (la reintroduzione nei programmi di lettura in classe, scrittura a mano e uso del diario fisico sono solo alcune di queste ndr.)”.
Resta l’opzione di far stampare su carta il file digitale. “Una scelta che determina costi e complicazioni tali da cancellare il vantaggio paventato dallo sconto iniziale – precisa Medugno -. Nascerebbero poi problemi di formato, di qualità della carta, di colore, di rilegatura e allestimento finale, di cui non può farsi carico una copisteria impossibilitata a realizzare un prodotto uguale per caratteristiche al tradizionale libero stampato, ma nell’insieme alla stessa maniera costoso. Per non parlare della moltiplicazione del rischio di copie pirata che finirebbero per danneggiare gli editori”.


