Il “bonus lettura”, la misura governativa rivolta ai giovani per incentivare i consumi culturali, nel primo triennio di applicazione ha esercitato un effetto benefico  in particolare per il settore dell’editoria e del libro. Segnali positivi giungono in questi giorni dal governo: ieri, rispondendo a una specifica interrogazione sul tema, il sottosegretario ai Beni culturali, on. Lorenza Bonaccorsi, ha confermato che il ministro Dario Franceschini ha inserito la richiesta di rendere permanente il bonus cultura tra le proposte del Mibac per la manovra di bilancio. Il bonus, come riferito dal sottosegretario in risposta a un’interrogazione rivolta dai deputati Gabriele Toccafondi e Michele Anzaldi al ministro della Cultura, è stato finora uno stimolo importante soprattutto per il settore dell’editoria e del libro (compresi i libri scolastici), con circa l’80% della spesa fatta per acquisto di libri. Rispetto a una platea di circa 500mila potenziali fruitori, il numero dei diciottenni che hanno usufruito del bonus è cresciuto costantemente, con circa 356mila nel 2016, saliti a 417mila nel 2017 e 430mila lo scorso anno.

In una nota (disponibile qui in allegato), la Federazione Carta e Grafica ha espresso la propria soddisfazione: “Le affermazioni del sottosegretario sono incoraggianti, Da parte della filiera della carta vi è pieno sostegno – ha affermato il presidente Girolamo Marchi -. I dati, confermati dal governo, indicano che nel primo triennio la misura è stata di stimolo per i consumi culturali e in particolare per il settore dell’editoria e del libro. E’ ciò di cui l’Italia ha bisogno, a fronte degli indici di lettura che vedono il nostro Paese indietro rispetto al resto della Ue, magari estendendolo ai giornali. Come più autorevolmente affermato dal Capo dello Stato, alcune settimane fa – ha concluso Marchi -, il ruolo della lettura e del libro nei processi di apprendimento e di formazione è fondamentale”.

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