Eventi e Progetti

Industry 4.0, fase terza: il progetto arriva dentro le aziende

 

Il Progetto Industry 4.0 della Federazione Carta e Grafica, completata la seconda fase, passa agli interventi nelle aziende.

Il nuovo step applicativo del Progetto ha luogo dopo le due giornate di formazione in aula svolte presso la SDA Bocconi, che, lo scorso settembre, sono servite a focalizzare le conoscenze delle aziende partecipanti e fornito indicazioni concrete verso l’implementazione del nuovo paradigma produttivo.

L’intervento diretto nelle aziende sarà assistito dal pool di esperti coordinati dal prof. Enzo Baglieri di SDA Bocconi ed è stato sviluppato, nel programma e nelle condizioni, a misura degli associati.

L’interesse suscitato dall’iniziativa, propiziato dalle condizioni favorevoli per le imprese che anche in futuro intraprenderanno il percorso Industry 4.0, ha indotto inoltre la Federazione Carta e Grafica a prevedere una prossima riedizione del corso, con duplice declinazione: una sarà riservata alle aziende che non hanno avuto modo di partecipare lo scorso settembre per la concomitanza con altri eventi, un’altra, sviluppata in base ai feedback raccolti, avrà una profilatura specificamente rivolta ai top manager delle aziende medio-grandi e ai titolari delle PMI.

L’iniziativa, terza fase del programma sviluppato con SDA Bocconi, riceve ulteriore spinta dalla notizia (qui l’articolo sul tema del Sole24Ore, tratto dalla rassegna stampa di Federazione) della proroga degli incentivi prevista dal disegno di legge di bilancio 2020 (qui in allegato l’estratto con gli artt. 22 (Incentivi fiscali all’acquisizione di beni strumentali e per l’economia circolare), 23 (Credito di imposta per la formazione 4.0) e 26 (Nuova Sabatini, investimenti al Sud ed investimenti eco-sostenibili delle PMI)). Va tenuto conto che le disposizioni previste nel ddl sono suscettibili di variazioni nel corso dell’iter parlamentare, avviato il 2 novembre con la trasmissione del testo al Senato da parte del Governo, che prevede la doppia approvazione del Disegno di Legge, con le eventuali modifiche, entro il 31 dicembre 2019.

“L’insostituibile autorevolezza del leggere”. La Federazione@BookCity19

Anche quest’anno la Federazione Carta e Grafica è partner di Bookcity Milano BCM#19 con l’obiettivo di sostenere e promuovere la lettura quale bene pubblico primario per la formazione di giovani e adulti.

In particolare la Federazione è promotrice insieme a BookCity dell’evento sul tema “L’insostituibile autorevolezza del leggere”. Si discuterà del ruolo sociale della filiera della cultura e dell’informazione, evidenziando  le criticità, le opportunità e gli sviluppi in  termini economici. L’evento è previsto venerdì 15 Novembre, alle ore 15, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco. Qui la locandina dell’evento

Con Marina Espasa, Stefano Parise, Johnny Dotti, Andrea Rapaccini, Girolamo Marchi, Ricardo Levi, Andrea Riffeser, Filippo Del Corno, Gian Arturo Ferrari e Piergaetano Marchetti.

Modera Pier Luigi Vercesi.

Ulteriori particolari nel comunicato qui allegato.

 

Forum nazionale Bioeconomia delle foreste il 30 e 31 ottobre

La Federazione Carta e Grafica è in prima linea nel promuovere cultura e fare informazione sulla carta e sulla intera filiera di produzione. Lo conferma il sostegno al Forum nazionale sulla gestione forestale sostenibile “La Bioeconomia delle foreste(cliccare per il programma), che si terrà a Roma il 30 e 31 ottobre prossimi, promosso da Legambiente (qui il link per aderire all’evento).

L’appuntamento è alla seconda edizione: è nato infatti lo scorso anno con l’obiettivo di contribuire a delineare una nuova strategia per le foreste italiane, condivisa tra soggetti pubblici, imprese, operatori, istituzioni, enti di ricerca e stakeholder, che riconosca il ruolo multifunzionale delle infrastrutture verdi e che metta al centro due elementi chiave: la tutela della biodiversità e le produzioni green.

La Federazione, proprio in questi giorni, è impegnata nella campagna “Naturalmente io amo la carta”, promossa da  TWOSIDES, che ha l’obiettivo di informare correttamente il pubblico dei consumatori e in particolare dei più giovani, sfatando il luogo comune che tende ad associare l’uso della carta al fenomeno della deforestazione. Luogo comune che la filiera della carta e dell’informazione intende contrastare con #notizievere supportate da dati sulla forestazione (FAO 2015-2015) e sul riciclo della carta (ERPC European European Paper Recycling Council 2018).

 

 

Il bonus lettura funziona. Il governo pensa di renderlo permanente

Il “bonus lettura”, la misura governativa rivolta ai giovani per incentivare i consumi culturali, nel primo triennio di applicazione ha esercitato un effetto benefico  in particolare per il settore dell’editoria e del libro. Segnali positivi giungono in questi giorni dal governo: ieri, rispondendo a una specifica interrogazione sul tema, il sottosegretario ai Beni culturali, on. Lorenza Bonaccorsi, ha confermato che il ministro Dario Franceschini ha inserito la richiesta di rendere permanente il bonus cultura tra le proposte del Mibac per la manovra di bilancio. Il bonus, come riferito dal sottosegretario in risposta a un’interrogazione rivolta dai deputati Gabriele Toccafondi e Michele Anzaldi al ministro della Cultura, è stato finora uno stimolo importante soprattutto per il settore dell’editoria e del libro (compresi i libri scolastici), con circa l’80% della spesa fatta per acquisto di libri. Rispetto a una platea di circa 500mila potenziali fruitori, il numero dei diciottenni che hanno usufruito del bonus è cresciuto costantemente, con circa 356mila nel 2016, saliti a 417mila nel 2017 e 430mila lo scorso anno.

In una nota (disponibile qui in allegato), la Federazione Carta e Grafica ha espresso la propria soddisfazione: “Le affermazioni del sottosegretario sono incoraggianti, Da parte della filiera della carta vi è pieno sostegno – ha affermato il presidente Girolamo Marchi -. I dati, confermati dal governo, indicano che nel primo triennio la misura è stata di stimolo per i consumi culturali e in particolare per il settore dell’editoria e del libro. E’ ciò di cui l’Italia ha bisogno, a fronte degli indici di lettura che vedono il nostro Paese indietro rispetto al resto della Ue, magari estendendolo ai giornali. Come più autorevolmente affermato dal Capo dello Stato, alcune settimane fa – ha concluso Marchi -, il ruolo della lettura e del libro nei processi di apprendimento e di formazione è fondamentale”.

La carta è campionessa di economia circolare. Reportage dal Miac di Lucca

Carta come sostenibilità ed efficienza energetica, economia circolare, competitività: sono alcune delle parole chiave che ben descrivono l’industria della carta e del cartone, che la scorsa settimana ha celebrato a Lucca il MIAC, appuntamento fieristico di riferimento del settore.

L’industria cartaria italiana si conferma al 4° posto europeo – dopo Germania, Svezia e Finlandia – con un primato nella produzione di carta tissue e il terzo posto nella produzione di carta per imballaggio. E nelle carte per imballaggio si colloca una percentuale di riciclo da record pari all’81,1%. Risultati lusinghieri per “un settore che ha saputo coniugare l’uso di materie prime rinnovabili con il riciclo dei propri prodotti a fine vita in una prospettiva di effettiva economia circolare”, come ha sottolineato Girolamo Marchi, che presiede Assocarta e la Federazione Carta e Grafica, ma che ha all’orizzonte una congiuntura complicata, “in un quadro condizionato dal calo del commercio globale che risente delle politiche protezionistiche e del clima di crescente incertezza geo-economica”.
Il punto sul settore è stato tracciato con efficacia da Maria Moroni in questo articolo su Metaprintart.info.

Industry 4.0: dopo il corso con SDA Bocconi già si lavora alla fase 3 nelle aziende

Concluso con successo il corso alla SDA Bocconi, a Milano, fase due del Progetto Industry 4.0, la Federazione Carta e Grafica già lavora al segmento successivo, quello dell’assessment, che permetterà alle singole aziende di diventare operative con programmi specifici.

“Abbiamo investito in questo progetto, ottenuto una partecipazione importante (17 partecipanti in rappresentanza di 14 aziende, assortite nell’intera filiera, n.d.r.), sia in termini quantitativi, sia qualitativi, e stiamo raccogliendo feedback di soddisfazione – commenta Carlo Emanuele Bona, (nella foto) consigliere della Federazione responsabile di Industry 4.0 -: il lavoro sviluppato è stato apprezzato e, soprattutto, ritenuto utile. Il piano nazionale di incentivazioni ha funzionato come stimolo agli investimenti e ora punta a imprimere un approccio più innovativo alla produzione, fino alla distribuzione dei prodotto, ma non basta: la misura Industria 4.0 va rinnovata con la prossima Legge di Stabilità ed estesa agli investimenti in materia di Economia Circolare”.

Gli aggiornamenti sul Progetto Industry 4.0, a consuntivo del corso in SDA Bocconi, sono stati oggetto del Comunicato stampa diffuso il 3 ottobre scaricabile qui

Editoria e lettura: apprezzamento per i sostegni annunciati da Martella

Il presidente Girolamo Marchi (a sin.) e il sottosegretario Andrea Martella

Le recenti parole del sottosegretario all’Editoria Andrea Martella, nell’intervista a La Repubblica, sulle sue prime linee programmatiche in materia di editoria sono incoraggianti.

Comincia così il comunicato stampa (scaricabile qui) diffuso dalla Federazione Carta e Grafica a commento della posizione con cui l’esponente del Governo Conte ha esordito pubblicamente nel ruolo affidatogli, inquadrando il sostegno all’editoria come mezzo per garantire il pluralismo e il sostegno alla lettura, anche come strumento di tutela dei giovani dal pericolo delle fake news. Sono obiettivi che la Federazione Carta e Grafica condivide e sostiene in modo attivo nel dialogo con le Istituzioni, sia nella Commissione Cultura del Senato che negli Stati generali sull’editoria la Federazione ha già portato al tavolo proposte concrete in merito.

“In particolare – afferma Girolamo Marchi, presidente della Federazione Carta e Grafica – sarebbe di straordinario valore, sociale oltre che culturale, estendere l’utilizzo del bonus cultura da parte dei neo diciottenni all’acquisto di abbonamenti a giornali e periodici sia cartacei che digitali. In un’ottica di più lungo periodo, una volta individuate coperture adeguate, la Federazione riterrebbe auspicabile anche una norma di carattere strutturale che estenda all’acquisto dei libri il sistema delle detrazioni fiscali già in vigore per molte altre tipologie di spese da parte dei cittadini”.

Come di recente ribadito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del 150° anniversario dell’AIE, la lettura è uno strumento di apprendimento e di crescita personale. La Federazione crede fortemente nell’importanza, che è anche economica a beneficio dell’intero sistema Paese, dei consumi culturali. Tutti gli indicatori nazionali e internazionali pongono l’Italia agli ultimi posti nella UE per tasso di lettura. “E’ un elemento negativo a fronte del quale la Federazione conferma la proprio volontà di contribuire alla formazione delle priorità – ribadisce il presidente Marchi – e quindi scelte finali che saranno individuate, ci auguriamo nel modo più condiviso possibile, dalla politica”.

Nata nel giugno del 2017 nell’ambito del sistema Confindustria, la Federazione Carta e Grafica rappresenta quasi 18.300 imprese con circa 172.000 addetti diretti per un fatturato complessivo di 24,9 miliardi di euro nel 2018, pari all’1,4% del PIL. Obiettivo della Federazione, costituita da Acimga, Assocarta e Assografici (oltre a Comieco e Unione Industriali Grafici come soci aggregati) è dare voce alle problematiche industriali della filiera e perseguirne lo sviluppo e la crescita.

Applicare in azienda Industry 4.0. Imprese in aula con SDA Bocconi

Cos’è un progetto Industry 4.0, quali sono le tecnologie e le problematiche. Quali vantaggi produttivi e di mercato assicura e quali azioni concrete vanno intraprese per far compiere alla propria azienda il salto di qualità. E’ una guida completa teorica e pratica all’evoluzione 4.0 quella che i 20 partecipanti alla seconda fase del progetto della Federazione Carta e Grafica, realizzato con SDA Bocconi, riporteranno con sé in azienda a conclusione di due giornate di formazione. In aula il 26 e 27 settembre prossimi, a Milano, i docenti della SDA Bocconi si alterneranno con esperti in tecnologie e applicazioni ICT per lo svolgimento di un programma intensivo (visibile cliccando qui): gli aspetti accademici, le valenze industriali, quindi ampio spazio alle applicazioni.

Il corso affronta e risolve le problematiche 4.0 della filiera industriale completa: analizza e disegna lo sviluppo delle aziende in funzione delle opportunità dei segmenti a valle e a monte, esaltando l’integrazione attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Da qui i due piani di formazione: uno verticale, che affronta le specifiche delle singole componenti (l’industria della carta, delle macchine e della grafica), quindi la dimensione orizzontale, con l’integrazione di processo e di prodotto fra settori sinergici, con le opportunità conseguenti di nuovi processi e nuove realizzazioni.

Il corso realizza la seconda fase dell’impegno della Federazione Carta e Grafica in Industry 4.0: cominciato nel 2016 affiancando gli esperti ministeriali fin dai primi passi che hanno portato alla costruzione del modello di azione e incentivazione, quindi evoluto con la survey, organizzata con SDA Bocconi, che ha raccolto e catalogato le attitudini 4.0 di oltre 100 aziende appartenenti alle tre associazioni (Acimga, Assografici, Assocarta) costituenti la Federazione. I risultati della ricerca hanno portato alla realizzazione del Vademecum Industry 4.0 Istruzioni per l’uso (visibile qui) con le relative caratterizzazioni di settore.

Quindi, l’aula: “Dopo aver inquadrato e affinato consistenze e necessità dei settori che confluiscono nella Federazione – spiega il prof. Enzo Baglieri, della SDA Bocconi, coordinatore del progetto -, abbiamo costruito un programma didattico in cui passeremo dalla formazione pura alla ricetta personalizzata. Grande attenzione sarà riservata agli aspetti di pratica realizzazione, per arrivare alle conclusioni con lo sviluppo di un piano d’azione azienda per azienda”.

“Il plus di questa iniziativa consiste nell’aver concretizzato, come Federazione, un corso che unisce esperienza e valore accademico di SDA Bocconi ad un progetto di filiera che tiene conto, con pari rilevanza, delle tecnologie e delle risorse umane, focalizzando non solo gli aspetti hardware della tecnologia, ma anche il suo utilizzo”, aggiunge Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica e Coordinatore del progetto Industry 4.0. In parallelo al corso focalizzato per imprenditori e manager sugli aspetti tecnologici, la Federazione sta contribuendo anche alla formazione delle risorse umane in grado di gestire i processi 4.0: partiranno a ottobre i due corsi biennali ITS per super-tecnici dell’industria grafica, cartaria e del packaging nei poli industriali del Veronese, con Istituto San Zeno e Meccatronico Veneto, e della Lucchesia, con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord (qui l’articolo con i dettagli).

Dopo la formazione in aula per gli imprenditori, un ulteriore step dell’iniziativa di Federazione e SDA Bocconi porterà gli esperti nelle singole realtà imprenditoriali per la terza fase del progetto, dedicata alla pratica realizzazione dei protocolli Industry 4.0. Le aziende che lo vorranno saranno seguite, attraverso consulenza specifica, nella progettazione e implementazione delle soluzioni nelle linee produttive.

I corsi ITS risposta vincente della Federazione alla sfida dell’Industria 4.0

Lorenzo Poli, presidente AFC e promotore per la Federazione Carta e Grafica dei corsi ITS

 

Partono in ottobre due corsi ITS, in Veneto e in Toscana, che formeranno complessivamente 50 supertecnici per l’industria cartaria, cartotecnica e del packaging. Altri corsi analoghi sono in preparazione, sempre con il patrocinio e la regia delle Federazione Carta e Grafica. Le selezioni per gli ultimi posti disponibili si completeranno entro questo mese, sia per il corso  organizzato con l’Istituto SanZeno di Verona e l’ITS Academy del  Meccatronico Veneto per “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio), sia per il corso denominato “Paper 19” organizzato da ITS Prime e Confindustria Toscana Nord per “Tecnico Superiore per la produzione del settore cartario” (qui il dettaglio).

Essere assunti appena terminato il corso di studi, trovarsi in pochi mesi a capo di un reparto industriale con preparazione tecnica di primo piano, retribuzione elevata e prospettive di carriera: queste le straordinarie opportunità offerte dagli ITS, Istituti che, attraverso corsi biennali, sfornano Tecnici Superiori, figure di cui l’industria ha sempre più bisogno. La Federazione Carta e Grafica, promuovendo gli ITS – due corsi stanno per partire in Veneto e Toscana, altri sono in via di realizzazione in Lombardia, quindi nel Centro-Sud -, sta realizzando aspirazioni non solo dei giovani, ma dell’intera filiera, che ha fame di supertecnici in grado di gestire l’innovazione.

 Lorenzo Poli, industriale della carta, ingegnere, presidente di AFC, illustra la soluzione che gli imprenditori stanno sviluppando al problema del “mismatch”, la dissonanza fra domanda e offerta di lavoro che lascia sotto o addirittura inoccupati molti laureati e insoddisfatte le imprese che hanno bisogno di figure professionali all’altezza delle nuove esigenze degli stabilimenti interconnessi, di quella che viene definita “quarta rivoluzione industriale”.

 Presidente Poli, cosa fanno questi supertecnici e perché sono i preferiti dalle aziende?

“Gli ITS realizzano figure professionali a misura delle nuove esigenze dell’industria. Abbinano formazione tecnica, aula e pratica in azienda, preparano lavoratori ad alta professionalità destinati a governare le intelligenze di gestione degli impianti 4.0. Forniscono una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire la propria formazione lavorativa e trovare immediata collocazione nel mondo della produzione”.

Non ci sono i laureati, per questo?

“Non sempre e non necessariamente. Ci arrivano domande da giovani ingegneri con curriculum di studi importanti e aspettative alte, eppure non sempre all’altezza della pratica implementazione dei sistemi 4.0, sigla che è arrivata a connotare una rivoluzione che era già in atto e che viene riferita alle aziende, ma solo di rado alle professionalità”.

Quanto guadagna e che carriera può fare un diplomato ITS?

“Non ci sono differenze di guadagno sostanziali fra un tecnico di ITS e un laureato, considerando che, complice il meccanismo del cuneo fiscale, le retribuzioni tendono a equipararsi man mano che si sale nelle funzioni e nelle mansioni. Per contro, ci sono molti più posti in una cartiera o in una cartotecnica, disponibili e vacanti per tecnici ITS che per laureati. Quanto alla carriera, chi esce da una scuola di formazione tecnica può aspirare ai massimi livelli nei ruoli di produzione e manutenzione di stabilimento, con il vantaggio di essersi messo alla prova in azienda già durante il corso di studi e senza la comprensibile fatica che prende chi, dopo la laurea, deve fare un bagno d’umiltà nella realtà aziendale partendo da ruoli più pratici, esecutivi”.

Qualche esempio?

“Prendiamo una cartiera, che può essere divisa in tre grandi reparti: la produzione impasti, la produzione della carta con la macchina continua e la manutenzione, reparto quest’ultimo fondamentale per aziende che lavorano 7 giorni su 7, h24. Un tecnico formato in ITS è vocato quanto meno a diventare capo di uno di questi reparti; al di sopra c’è il capoturno, ci sono le direzioni di produzione e di manutenzione. Le posizioni da caporeparto in su, a seconda delle proprie ambizioni e capacità, sono tutte facilmente accessibili e sono ruoli nei quali facciamo veramente fatica oggi a trovare figure da collocare”.

La formazione ‘in casa’ non basta più?

“Le tecnologie sono evolute rapidamente. Ad esempio, in una cartotecnica, le macchine di trasformazione, stampa ed allestimento si sono evolute al di sopra di ogni aspettativa negli ultimi anni, hanno un livello di automazione elevato, sono interfacciate tramite plc, pc e sistemi elettronici e telematici di controllo. Ormai raggiungono performances incredibili, attraverso sistemi di controllo che assomigliano più a dei videogames che alle vecchie immagini di macchine industriali a cui il nostro immaginario ancora si riferisce. La persona con la migliore volontà, ma con una terza media o con un diploma professionale, non è in grado di gestire determinati macchinari. Tutto è diventato più veloce e non ci sono più i margini per far crescere l’esperienza giorno dopo giorno, lavorando in azienda”.

Qual è la soluzione ideale?

Occorre un livello superiore di formazione. Il mutato scenario tecnologico  crea nuove esigenze di percorsi formativi più pratici, evoluti e specifici: gli ITS. E crea esigenze per posti di lavoro che non c’erano e per lavoratori che non si trovano sul mercato del lavoro attuale. Una volta si entrava in azienda con la prospettiva di rimanerci 30 anni e solo dopo 5-6 si cominciavano a ricoprire i primi posti di responsabilità. Oggi i nuovi assunti in sei mesi aspirano a diventare capi e noi in sei mesi vogliamo che diventino capi: nessuno dei due ha interesse ad aspettare”.

Incide anche la rapidità con cui evolve la stessa mission delle imprese?

“Questo è un altro fattore determinante. Le esigenze dettate dallo sviluppo dell’economia circolare rendono gli impianti sempre più complessi, richiedono grande preparazione, la capacità di gestire molti aspetti collaterali alla produzione. Una volta un’azienda cartaria partiva da un semilavorato, la cellulosa, ne faceva un prodotto e il resto andava in smaltimento senza puntare al riuso, non esistevano procedure né leggi specifiche. Oggi si utilizza tutto il flusso di produzione, che si uniforma all’economia circolare in cerchi concentrici. Siamo passati dal singolo direttore di produzione a una struttura con diversi vice, uno per gestire le acque, uno gli scarti, uno le plastiche. Ciascuno di questi ambiti è diventato sottosezione di un’azienda che ha la sua linea principale storica quindi una serie di sotto-aziende che richiedono persone sempre più preparate”.

Come nasce l’impegno della Federazione verso i corsi ITS?

“La Federazione, che patrocina ormai più corsi nei distretti cartari italiani, ha una missione precisa a sostegno delle esigenze delle cartiere italiane del packaging, delle aziende di trasformazione italiane e delle aziende italiane di produzione dei macchinari di trasformazione,  tutte ai vertici mondiali come referenze dei singoli comparti. E’ un settore che cresce e che chiede molte nuove figure formate. Noi siamo precursori sul tema: 20 anni fa Assocarta si era autotassata attraverso i suoi soci per realizzare un corso di formazione avanzato 50% scuola 50% lavoro. Durava solo un anno, ma banalmente era già un ITS e non lo sapevamo. Oggi gli ITS, biennali, sono classificati in chiave europea, rappresentano una risposta molto pratica e veloce a chi vuole arricchire una sua formazione lavorativa senza per forza ambire al titolo accademico, paradossalmente la cosa più difficile è farne percepire vantaggi, validità e prospettive ai potenziali fruitori. Sono convinto che fra 5 anni staremo a parlare di più classi da aprire per stare dietro alla domanda, visto che l’esigenza di professionalità cresce in modo esponenziale, ma per il momento resta la necessità di far giungere il messaggio alle famiglie, che vorrebbero vedere i loro figli laureati. Sono convinto che il passaparola e le evidenze ci daranno ragione”.

Quali sono i prossimi passi?

“A Verona, all’Istituto San Zeno insieme con il Meccatronico Veneto, il prossimo 24 settembre si terranno le selezioni suppletive per gli ultimi posti a disposizione del corso per Tecnico Superiore per l’Industria della Carta e del Packaging sostenibile. Il modello realizzato in Veneto è stato velocemente replicato a Lucca – con ITS Prime e Confindustria Toscana Nord – dando luogo al corso biennale Paper 19, di Tecnico Superiore per le aziende della carta, cartone e relativa produzione di macchine. Una terza iniziativa sta per nascere in Lombardia, poi ci saranno altre due declinazioni nel Centro-Sud, nei poli cartari delle Marche e del Lazio”. 

 

Industria 4.0, formazione, sostenibilità: la Federazione guarda al futuro

Innovazione tecnologica, formazione avanzata, sostenibilità che realizza l’economia circolare. Sono i temi principali d’azione della Federazione Carta e Grafica e coincidono con i punti chiave della nuova sfida a cui l’Europa è chiamata per competere con i giganti industriali del mondo. Questioni strategiche per l’Unione e soprattutto per l’Italia.

Importanti contributi da parte di studiosi e commentatori in questi giorni tracciano un panorama dominato dalle tecnologie digitali, che chiamano la manifattura a fare i conti con nuovi modelli di produzione, da un lato, e nuove abitudini dei consumatori, dall’altro. Un ruolo di peso crescente spetta al packaging, che nasce dalle dalle aziende della cartotecnica e della stampa, sia nella gestione dei materiali sia nelle tecnologie di stampa (occorre considerare che la sola fase finale del confezionamento, con dosaggio e riempimento, è affidata ad automatismi a valle della filiera della carta e della grafica). La strategicità della filiera emerge con chiarezza dalle parole di Piero Formica, che in un editoriale del Corriere di Bologna, scrive: “Tecnologie dirompenti stanno trasformando il packaging che accompagna quasi tutto ciò che acquistiamo. L’industria degli imballaggi e dei materiali da imballaggio si stima che supererà 1,3 trilioni di dollari entro il 2024. (…) Gli esperti puntano il dito verso la fonte d’innovazione dei materiali più leggeri e delle etichette intelligenti che aiuteranno a tracciare e rintracciare i prodotti, fornire una protezione anticontraffazione, offrire migliori esperienze di vendita al dettaglio e coinvolgere i consumatori in nuovi modi. Non meno dirompente è la richiesta, anche per via legislativa, di imballaggi riutilizzabili e di prodotti degradabili”. (qui il link all’articolo completo).
La Federazione Carta e Grafica è in prima linea, con un’azione potente e sinergica, su questi fronti. Le tecnologie 4.0, alle quali le imprese della filiera guardano con crescente motivazione, sono al centro di un’azione mirata, condotta con SDA Bocconi, per accompagnare le aziende nel salto di qualità – al tempo stesso tecnologico e culturale – che si avvale dell’intelligenza artificiale e della capacità di acquisizione e impiego dei grandi volumi di dati, attraverso l’interconnessione, per innovare processi e dare vita a nuovi prodotti. Un terreno sul quale l’Europa è chiamata a recuperare velocemente rispetto ai colossi mondiali (qui una riflessione di Vittorio Meloni su Milano Finanza).

La formazione è il versante d’attività sul quale la Federazione, sostenendo la formazione di super-tecnici su misura delle nuove esigenze delle imprese, sta dando impulso agli ITS (lo scenario formativo è chiaramente inquadrato in quest’articolo di Claudio Tucci sul Sole24Ore): è di questi giorni l’apertura delle iscrizioni per “Paper19”, il corso promosso con ITS Prime che formerà, del distretto cartario della Lucchesia, in Toscana, tecnici qualificati per lo svolgimento delle attività di gestione del processo produttivo, nelle industrie del settore cartario (qui il dettaglio del corso). Iniziativa che va a unirsi a quella del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico del distretto Veronese, dove la Federazione Carta e Grafica insieme con l’Istituto San Zeno e l’ITS Academy Meccatronico Veneto ha promosso il primo corso biennale per la formazione della figura professionale di “Tecnico Superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile” (qui il dettaglio del corso).

L’economia circolare rappresenta lo scenario complessivo in cui innovazione e formazione vanno a declinarsi (qui l’approfondimento di Confindustria sul tema), con numeri da primato che interessano soprattutto il settore della carta, e anche qualche nodo importante ancora da sciogliere (è del 25 luglio l’appello pubblico a Governo e Parlamento per sbloccare il ciclo dei rifiuti, qui i particolari). Riciclare e riutilizzare sono attività non solo coerenti con i nuovi paradigmi della produzione, ma anche più convenienti: le misure contenute nel Decreto Crescita, di recente conversione in legge, introducono sconti fiscali interessanti, che segnano un ulteriore motivo per accelerare su questo versante (qui l’approfondimento pubblicato da Italia Oggi Sette).

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